Potere al Popolo interviene sul tema LGBTQ e risponde al consigliere leghista Alessandro Santini.

LE QUESTIONI DI GENERE SONO UNA REALTA’, LA SENSIBILIZZAZIONE SULL’ARGOMENTO È NECESSARIA E NON PUO’ ESSERE OGGETTO DI CONTESA POLITICA

Potrà sembrare un paradosso, dato che scriviamo queste righe come soggetto politico, ma dal momento in cui altri soggetti politici (e associativi) dalla natura negazionista e oscurantista hanno avviato la polemica, tocca ad altre realtà politiche e associative, come noi di Potere al Popolo, intervenire in difesa dell’oggetto in questione.

Osserviamo sconcertati, ma non sorpresi, la solita levata di scudi in difesa della “famiglia tradizionale” e le annesse spade levate contro il fantasma del “gender nelle scuole”, che vede protagonisti l’associazione Family Day (che strano!) e la compagine leghista del Comune di Viareggio (stranissimo).
L’argomento della contesa: una serie di incontri durante il mese di novembre al fine di sensibilizzare sul tema delle realtà appartenenti al mondo LGBT.
Sostanzialmente i toni dell’ass. Family Day e della Lega, quest’ultima esprimendosi tramite il consigliere A. Santini, sono molto simili: il loro timore è che questi incontri siano volti all’indottrinamento dei giovani, a “instillare subdolamente pensieri non propri” come si legge nella nota del Santini, si grida contro la politicizzazione del tempo scolastico che andrebbe impiegato, secondo loro, a fare “altro”. Cosa sia questo “altro” non è ben chiaro: si riferiscono, forse, al fare incetta di nozioni completamente scevre di qualsiasi chiave di lettura?
La cosa grave è che si parla di indottrinamento e politicizzazione in merito ad incontri utili a SENSIBILIZZARE su una REALTA’ innegabile, forte di sempre più numerosi riscontri scientifici, per combattere le discriminazioni.
Queste REALTA’, in quanto tali, non possono essere oggetto di dibattito politico o vittime di ideologie oscurantiste e retrograde come quelle della Lega e degli aderenti del Family Day, nelle cui prese di posizione possiamo veramente trovare tracce di un’ideologia fanatica che vuole imporsi, imporsi sempre di più fino ad opprimere ciò che la loro idea di mondo non comprende.
Santini, poi, lamenta che questi incontri sarebbero senza contraddittorio, e aggiunge che i valori andrebbero trasmessi solo ed esclusivamente nell’ambito dell’intimità del singolo nucleo familiare. Non è forse questo il miglior modo per evitare il contraddittorio? Circoscrivere la trasmissione dei valori al solo ambito familiare privato non crea forse bolle di pensiero e polarizzazione delle posizioni? Ragionamento doveroso, questo, quando le intenzioni sottese a certe dichiarazioni di Lega, Family Day e compagnia cantante, sono quelle di ledere la libertà individuale di tutte e di tutti all’autodeterminazione, a ledere il diritto di tutte e di tutti ad essere trattati come PARI, senza essere costante oggetto di discriminazione.
Al contrario, affrontando questi temi in ambito scolastico, il contraddittorio lo si può trovare benissimo in alcune famiglie così come nel mondo circostante, che è tutto men che solidale con le minoranze, qualunque esse siano.
Come da introduzione, non ci sorprende che la Lega, così come l’ass. Family Day e realtà politiche e associative affini, assumano di queste posizioni oscurantiste e negazioniste da fanatici, mascherandosi dietro la richiesta di sicurezza e, sarcasticamente, dietro una pretesa di libertà: ma cosa significa “libertà” secondo costoro? Forse è un concetto di libertà così debole da dover schiacciare le libertà di chi non risponde al profilo di maschio, bianco ed etero?

Potere al Popolo Versilia

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