Ai Nuovi Cantieri Apuani la mensa degli operai diventa SPA extralusso. La denuncia di USB.

Il 2019 ha visto il mercato della #nautica subire un’impennata vertiginosa che, su una base annuale, si attesta intorno al +10% (per monetizzare questo dato si parla di 4,27 miliardi di euro secondo “Nautica in cifre 2019”) con un aumento occupazionale di quasi il 14%. In che modo è stato possibile questo incremento in tempi di crisi come questo?
La risposta è semplice: sfruttando i dipendenti del settore nautico e i territori dove sorgono i cantieri navali.
A che prezzo? a che scopo? sulla pelle di chi?

Dal un lato il settore della nautica di lusso deve i suoi margini di #profitto, più che redditizi, allo #sfruttamento di aree pubbliche, ottenute a prezzi stracciati con l’aiuto delle istituzioni e sottratte alla logistica portuale.
Dall’altro il passaggio da cantieristica navale a nautica da diporto, avvenuto nel 2012 con l’acquisizione di #NuoviCantieriApuania da parte di #AdmiralTecnomar, ha determinato la svalutazione delle maestranze, storico fiore all’occhiello dell’azienda, che per anni è stata un’eccellenza del nostro paese e non solo. Lo smantellamento dei cantieri statali #NCA, passato così da pubblico a privato, ha portato al licenziamento di 40 dipendenti, nonostante gli accordi presi per il mantenimento dei posti di lavoro e il lungo braccio di ferro fra #sindacati, amministrazione comunale e nuova proprietà. La nuova proprietà, guidata da Giovanni Costantino, ha trasferito sempre più lavorazioni a ditte esterne in appalto, anche tenendo in cassa integrazione o in inattività forzata i propri operai, per poi dichiararli in esubero e disfarsi di manodopera sindacalmente combattiva e con maggiori tutele contrattuali.

Briciole di un pranzo più che ricco, infatti questo cantiere che è stato uno dei più importanti d’Italia con i suoi enormi bacini di carenaggio, è oggi uno dei siti privati più grandi d’Europa per metratura e area di lavoro nel settore degli yatch. Ad oggi, anche qui, lo sfruttamento avviene tramite il sistema degli appalti con ditte che vivono in un clima di terrore dovuto alle rigide richieste della proprietà, spesso irrispettabili in termini di tempistiche, budget e qualità. Tali imposizioni pendono come spade di Damocle sulle ditte appaltatrici, ripercuotendosi così sulle condizioni degli operai. Tutto a norma di legge, tutto all’interno di un’ottica di smantellamento dei diritti del lavoro che ha trovato terreno fertile in politiche come quelle del #JobsAct, del ex-presidente del consiglio Matteo Renzi.
Una serie di cambiamenti radicali nell’organizzazione ha permesso di ridurre e demansionare i dipendenti diretti dell’azienda, che oggi per lo più sono impiegati nella gestione delle risorse, nell’amministrazione e negli uffici tecnici. La manovalanza viene affidata per lo più alle ditte esterne, costringendole con contratti a ribasso a svendere il proprio lavoro per garantire tempi di consegna record. Tutto questo ricade sulle spalle di operai, spesso costretti a turni di 12 ore, 7 giorni su 7 come fossero muli da soma, fuori uno dentro un altro e senza lamentarsi. Non è difficile trovare fuori dai Nuovi Cantieri Apuania operai che riposano in auto prima di rientrare al secondo turno di lavoro, consapevoli che più veloce sarà la consegna della commessa, più probabilità avrai che la tua ditta abbia in carico il prossimo appalto. Le ditte appaltatrici infatti nella maggior parte dei casi non raggiungono i 15 operai, quindi i lavoratori non hanno diritto alla rappresentanza sindacale con cui organizzarsi e difendersi dal ricatto costante a cui sono sottoposti da questa catena di grandi e piccoli padroni.

Mentre il #virus del #covid19, si diffondeva in tutto il paese e non solo, i cantieri sono andati avanti a pieno regime fino all’ultimo, garantendo come unico #DPI una sola #mascherina al giorno ai propri dipendenti. Dopo una breve pausa, #ItalianSeaGroup ha già manifestato la sua volontà di ripartire con la #produzione, non solo, in questi giorni è stata inaugurata una spa #extralusso, dedicata ad armatori ed equipaggi dei mega yacht e realizzata dove sorgeva la vecchia mensa di Nuovi Cantieri Apuania. Un passo ulteriore in quel processo che ha visto un sito industriale di primo’ordine diventare uno show room per ricchi, mentre maestranze e manodopera qualificata vengono escluse e ora si ritrovano a mangiare in pineta.
Tutto questo sostenuto da #Confindustria che come al solito mette il profitto davanti alla salute e alla dignità di lavoratori e lavoratrici.

Unione Sindacale di Base Massa

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