In un ambiente malato non possiamo essere sani.

Nel ricordo degli operatori sanitari vittime del ‘coronavirus’ e della malasanità!Come specie umana siamo “natura” e quello che viene fatto nel nel male sull’ambiente ritorna sotto forma di salute e malattie. Salute e ambiente sono aspetti connessi; siamo ciò che si beve, si mangia, si respira e se, abbiamo degradato la natura tanto che il cibo, l’aria, l’acqua, sono veicoli di sostanze tossiche e batteri, ci si ammala e si muore, perché la natura ha memoria e non perdona.L’attuale sistema estrae profitto da ogni cosa, anche dalla natura. L’ambiente viene sfruttato a più non posso: l’agricoltura intensiva con diserbanti, antiparassitari, Ogm, disboscamenti e per gli allevamenti intensivi ha privato i terreni della loro naturale fertilità e prodotto cibo inquinato, tonnellate di rifiuti e materiale inquinante di combustione (amianto, gas serra, plastica disseminata ovunque).Il modo di vivere, produrre, consumare … contribuisce all’aumento della temperatura con l’inquinamento da emissioni elettromagnetiche che, con il 5G, avrà livelli di estrema pericolosità. Le conseguenze dello sfruttamento senza prevenzione e protezione, sono pagate con l’aumento di patologie cardio-vascolari, tumorali, degenerative.La Versilia ha il triste primato di tumori e mortalità in Toscana!Ultimo “regalo” della natura, come conseguenza della distruzione dell’habitat di alcune specie animali, è il “Covid-19” che ha infettato e provocato centinaia di migliaia di morti, di cui 35.000 in Italia. Il virus ha colpito le regioni più industrializzate come conseguenza dell’inquinamento atmosferico. La Lombardia vanta il record di morti da influenza stagionale, l’80% delle aziende sono rimaste aperte nell’emergenza, negli anni ha favorito la privatizzazione a danno della sanità pubblica e dei servizi territoriali.Il virus ha fatto strage a fronte di un sistema sanitario incapace di affrontare l’emergenza con anni di tagli al personale, ai posti letto, alle unità di terapia intensiva, all’assistenza territoriale, al trasferimento di risorse alla sanità privata. Lo scorso anno la spesa per sanità ha toccato il livello più basso, con lo smantellamento dello stato sociale per responsabilita’ grave di tutte le amministrazioni presenti e passate, anche locali.La sanità si basa sulla costruzione di grandi ospedali per interventi e prestazioni di “eccellenza”; ospedali che necessitano ma oggi l’epidemia ha mostrato che una sanità territoriale diffusa è indispensabile e vitale, per assicurare cura, monitoraggio e prevenzione del contagio. Le regioni che hanno privatizzato con logiche aziendaliste, tutto ciò è clamorosamente mancato con i dati che confermano la tragedia. Non è stata garantita la sicurezza degli operatori sanitari per mancanza di adeguati dispositivi di protezione con la perdita della vita di medici, infermieri, operatori.Organizzarsi, mobilitarsi e vigilare, affinché l’ambiente non sia massacrato, ma risanato per non dover contare morti e malati in altre epidemie e la diffusione di malattie devastanti. Per una sanità pubblica con personale, posti letto, terapie intensive e diffusa sul territorio, in grado di fare prevenzione, indagini epidemiologiche sul rapporto inquinamento e determinate patologie, di essere all’altezza a fronte di emergenze, di curare e dare sicurezza ai cittadini, ai pazienti, agli operatori sanitari.

  • Comitato per la sanità pubblica e contro il depotenziamento dell’Ospedale della Versilia e dei servizi socio-sanitari territoriali
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