A Viareggio i verdi non esistono. Sono i soliti noti. Serve una cultura ecosocialista, ben rappresentata da Roberto Balatri.

Se in Italia il partito di verdi non ha mai avuto i risultati degli altri paesi europei c’è un perché. E questo perché va, essenzialmente, ricercato, nella classe dirigente che ha espresso il partito del sole che ride. Basterebbe fare un nome tra tutti, a livello nazionale, quello di Pecoraro Scanio. Gli scandali che hanno coinvolto l’ex ministro del governo Prodi sono arcinoti, ma anche a livello locale la classe dirigente di questo partito ha mostrato tutti i suoi limiti e la sua inadeguatezza.

In questi giorni, sui social, si legge una profonda indignazione per la presa di posizione di questo partito, che a Viareggio, avrebbe deciso di sostenere la giunta uscente quella di Giorgio Del Ghingaro. I commenti favorevoli non si trovano, nemmeno con la lente di ingrandimento, quelli critici non si risparmiano e non poteva essere diversamente visto che l’attuale amministrazione è quella che vuole uscire dal parco, che vuole costruire nuovi parcheggi e soprattutto che insiste su di un ecomostro come l’asse di penetrazione. L’incongruenza è palese e quindi le reazioni del mondo ambientalista viareggino, e non solo, erano prevedibili. Ma noi crediamo che vada, invece, messo l’accento non tanto sull’incoerenza palese ma sul fatto che stiamo parlando non di una forza politica ma di una persona, forse poco più, che si è appropriata di una sigla e che appare solo durante le elezioni per poi eclissarsi nuovamente per gli altri cinque anni.

Il personaggio è noto e discusso. Alle scorse elezioni chiese di stare in lista con Repubblica Viareggina, la quale con coerenza gli rifiutò il posto in lista per i trascorsi politici. Quello che è meno noto è che un altro ex dirigente dei verdi viareggini, invece ne tesseva le lodi fino a poco tempo fa sperando di coinvolgerlo nel sostegno a Sandro Bonaceto. Del resto, questo altro ex dirigente dei Verdi era convinto di avere anche il PD in alleanza con se ma così non sarà. Persi verdi e PD dovrà accontentarsi dell’ex assessore all’urbanistica della giunta Marcucci, una di quelle giunte che maggiormente ha riempito Viareggio di cemento. Non facciamo nomi solo per non fare pubblicità a nessuno di questi signori ma appare evidente l’incapacità politica di chi viene dal partito del sole che ride.

Un ultima considerazione sta nel fatto che i verdi a Viareggio non presenteranno alcuna lista perché non ne hanno la forza. Si limiteranno a dare un sostegno esterno in cambio di qualche promessa elettorale.

Chi vuole cercare una politica ambientalista lo può fare, quindi, solo andando dove esiste una cultura ecosocialista. L’ambientalismo che ricorda il giardinaggio non serve. Serve radicalità e competenza. Repubblica Viareggina, forza ecosocialista, impegnata nella lotta contro l’Asse di penetrazione, nel recupero di zone verdi, nella messa a dimora di alberi sosterrà un ambientalista come il geologo Roberto Balatri, stimato dai comitati ambientali di tutta la Toscana e da sempre impegnato nella lotta per salvare l’ecosistema del lago di Massaciuccoli e per questo ha partecipato assieme ad altre forze politiche alla costruzione della lista Viareggio a Sinistra. Dalle parti di Del Ghingaro e Bonaceto troverete verdi o ex verdi da arredamento ma non degli ambientalisti coerenti e quindi degli ecosocialisti.

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