Il ringraziamento di Tommaso Fattori e una prima analisi della sconfitta.

“Grazie di cuore alle 46.270 persone che ci hanno dato fiducia, alle attiviste e agli attivisti che si sono spesi in una campagna elettorale fatta di tante passioni e di pochissimi fondi, grazie infinite alle candidate e ai candidati di Toscana a Sinistra, che hanno dato l’anima in queste settimane intense.

Abbiamo proposto un progetto di cambiamento ecologista e di sinistra, capace di unire visione e pragmatismo. Abbiamo proposto una svolta radicale rispetto al sistema di potere esistente e rispetto all’arretramento barbarico incarnato da Susanna Ceccardi. Abbiamo indicato una strategia complessiva per indirizzare gli investimenti verso la conversione ecologica delle produzioni e la creazione di lavoro stabile e non precario. Ma il nostro progetto non ha affatto convinto l’elettorato: è un dato oggettivo.

Nel prossimo Consiglio regionale mancherà dunque la sinistra e il gruppo di opposizione più produttivo della X legislatura in termini di proposte di legge presentate e fatte approvare, capace di incidere e di lasciare il segno. Un’opposizione di qualità è parte fondamentale della democrazia e il governo Giani&Renzi (dato che tutte le liste della coalizione hanno, in concreto, portato acqua a quel mulino contribuendo a far eleggere i soli consiglieri PD e ItaliaViva) avrebbe bisogno appunto di una vera opposizione e non delle chiacchiere di una destra assai affine sui nodi determinanti, dalle grandi opere al modello pubblico-privato fino all’autonomia differenziata.

Ma c’è anche un altro fatto altrettanto oggettivo: la paura ha travolto la fase finale della campagna elettorale. Ha vinto il PD, certo, ma ha vinto pure il terrore e il richiamo martellante al così detto ‘voto utile’, rilanciato da media e social network con una forza mai vista. E’ stato inventato un inesistente testa a testa Giani-Ceccardi, si è costruita la fantasia di una regione contendibile dalla destra. Invenzioni che vengono oggi minimizzate da parte di chi ha avuto gravi responsabilità nell’alimentarle, anche all’interno del sistema dell’informazione. Gli otto punti di scarto fra Giani e Ceccardi confermano quel che abbiamo sempre ripetuto, che non vi era alcun testa a testa e nessuna possibile contendibilità. Eppure, attraverso centinaia di migliaia di messaggi whatsapp, i sondaggi farlocchi sono circolati anche nei giorni di divieto. Sondaggi falsi che sono stati rilanciati persino ad urne aperte, accompagnati dalla richiesta di ‘voto utile’. Questa strategia costruita a tavolino ha pesantemente inquinato e orientato il voto. Il fatto che gli stessi che giustamente mettono in guardia dalla ‘bestia’ di Salvini, mostrandone la capacità di influenzare l’elettorato, minimizzino invece quanto accaduto qui in Toscana mi pare denoti cattiva fede o incapacità di capire come funziona la macchina danarosa della propaganda nel 2020.

All’ennesimo messaggio di persone a noi vicine che dicevano, scusandosi, ‘metto da parte i programmi, ma solo per stavolta’ o ‘mi turo il naso di fronte all’emergenza’ ho capito che la situazione, nell’arco di poco tempo, stava precipitando.

C’è poi un vizio d’origine: la ri-frammentazione del nostro mondo rispetto al 2015, quando eravamo l’unico progetto ecologista e di sinistra presente sulla scheda elettorale. Oggi è riapparsa una pluralità di liste, che complessivamente prendono 35 mila voti più del 2015, ma nessuno elegge in Consiglio regionale perché divisi. Non intendo nascondere le diversità, tuttavia chi ha legittimamente deciso di appoggiare Giani, pur con un programma opposto a quello del suo candidato presidente, lo ha fatto a partire da un presupposto dogmatico rivelatosi oggettivamente falso: la teoria del testa a testa, con elezioni che si sarebbero giocate all’ultimo voto, e la conseguente necessità di ‘salvare la patria’, lasciando da parte gli elementi programmatici. In ogni caso, e al di là delle differenti valutazioni, mi pare evidente che la spaccatura è un problema.

Infine c’è il sistema elettorale. E’ anche attraverso i sistemi elettorali, tutt’altro che neutri, che si costruisce la gabbia del voto utile e del bipolarismo forzato: siamo stati i soli, nella scorsa legislatura, a dare battaglia a favore del sistema elettorale proporzionale, per restituire rappresentatività al Consiglio e per uscire dal voto sotto ricatto. Ma la nostra proposta di legge proporzionale è stata bocciata per tenere in piedi il pessimo Toscanellum, la legge voluta da Renzi e Verdini, che oggi è un’altra bella parte del problema.

Detto questo, da domani continueremo a impegnarci per un mondo migliore, come ogni giorno. Discuteremo come farlo, lo faremo insieme, lo faremo con tutte le nostre energie.”

Tommaso Fattori

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