Doppia azione del Museo Popolare “Giak Verdun” contro il capitalocene e l’abbattimento di alberi in via Indipendenza e alla PAM.

“Il Museo Popolare Gïåk Vërdün si allarga, ma purtroppo questa non è una buona notizia. Il museo si allarga perché le politiche aggressive delle forze oscure dei cultori del denaro contro l’ecosistema in Versilia si moltiplicano. Il nostro museo è nato 4 anni fa per contrastare lo scellerato progetto dell’Asse di Penetrazione, ma ormai dobbiamo opporci anche al passaggio della Ciclovia Tirrenica all’interno della riserva naturale della Lecciona, al disboscamento selvaggio e all’abbattimento degli alberi da Pietrasanta a Viareggio. Il massacro degli alberi in via Indipendenza è un vero scempio che non poteva lasciare indifferente la nostra responsabile ambienti, sig.ra Costanza Riciclabile che, insieme al nostro direttore artistico, dott. Pino Marino, ha deciso di appoggiare un’idea di Gigi Blù per denunciare come la pineta sia ormai diventata un cimitero in nome del profitto. Con il suo intervento, Gigi ha infatti accostato la morte di ogni pianta ad altre morti, anch’esse figlie del profitto e dell’egoismo individualista di questa società, morti di persone o animali, ma anche di idee e opere. Per questo su ogni pianta abbattuta ha messo un nastrino a lutto e, dopo averle dipinte con del rosso vivo come il sangue, ha scritto alcune frasi di denuncia per creare sensibilità e collegare le varie lotte per la vita contro il profitto. Ed è proprio per collegare tante situazioni diverse tipiche del Capitalocene che il Museo Gïåk Vërdün ha deciso di allargare il suo raggio di azione. Dopo aver appoggiato la protesta di Pietrasanta contro l’abbattimento degli alberi con un’azione r(Ǝ)o dadaista, a cui si è aggiunta quella di Gigi Blù in via Indipendenza, il 29 maggio ha organizzato un’azione davanti alla PAM di Viareggio, durante la quale ha installato tre sagome di alberi di cartone al posto di quelli che sono stati abbattuti e di cui non esiste ormai più nessuna traccia, a parte quelle sagome e l’immagine virtuale su Google Earth. Ma non finisce qui. Sono tanti gli interventi in cantiere con cui il museo intende continuare a denunciare la devastazione del territorio, sia nella pineta che nella riserva naturale della Lecciona e invita tutti e tutte a partecipare alle mobilitazioni che sorgeranno in difesa del nostro territorio, a partire dall’assemblea /presidio prevista proprio in Largo Risorgimento per domenica 30 maggio alle ore 17:00. L’abbattimento degli alberi non è un progetto separato come vogliono farci credere. Ogni cosa è collegata, dal disboscamento dell’Amazzonia al surriscaldamento del Sud-Est Asiatico, dai migranti che muoiono in mare agli operai che muoiono nelle fabbriche o ai palestinesi che muoiono sotto le bombe di Israele. Tutto è riconducibile al profitto. “

Museo Popolare “Gïåk Vërdün”

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