Almeno 1500 persone, forse di più, hanno manifestato per le strade di Viareggio per difendere la Lecciona.

Una fiumana umana ha attraversato le strade di Viareggio, sabato 4 settembre, per difendere la Lecciona. C’è chi dice quasi 2000 persone. La questura parla di 900 persone. Realisticamente almeno 1500 persone hanno sfilato in un corteo per difendere la riserva naturale da una ciclovia che ha già un suo naturale percorso altrove: il viale dei Tigli.

Nei giorni precedenti su qualche gruppo social si poteva leggere i soliti commenti degli odiatori, “Saranno due gatti.” Fino a metà giornata sembrava anche dovesse piovere e quindi tra gli organizzatori delCoordinamento “La Lecciona non si tocca.” serpeggiava un po’ di ansia. Ma già dalle 17.00 davanti allo stadio dei Pini, ormai in condizioni di degrado da anni per colpa di questa amministrazione, si è radunata una folla formata centinaia e centinaia di persone. Alle 17.30 il corteo è partito con davanti lo striscione con il Fratino e poi il furgone con la musica a far capire che la giornata oltre che di lotta sarebbe stata anche di festa. In corteo tante mamme coi bambini. In tantissimi indossavano la maglietta “La Lecciona non si tocca.” Presente la galassia del mondo ambientalista a partire dal Comitato per la Salvezza della Pineta con ungrande striscione per valorizzare le dune e il paesaggio naturalistico per proseguire con Legambiente con uno spezzone ben visibile con tante bandiere per arrivare agli Amici della Terra, Italia Nostra, Rete Ambientale della Versilia, Extincxtion Rebellion, WWF, ecc.. Presente ilComitato della Sanita della Versilia che da sempre si batte contro lo smantellamento dell’ospedale unico. In corteo anche i consiglieri comunali di opposizione da Tiziano Nicoletti, da sempre coerentemente schierato al fianco di questo movimento a Barba Paci eletta in ben altri lidi a dimostrazione che il tema è sensibile e delicato. Presente l’ex capogruppo del PD, Luca Poletti, che da tempo ha abbandonato quel partito ma erano diversi gli iscritti al PD presenti alla manifestazione e quindi in aperto dissenso con il partito di Via Regia, ormai commissariato da tempo. C’è la consigliera regionale, Silvia Noferi, del M5S In piazza ci sono anche i militanti del Partito Comunista Italiano, di Rifondazione Comunista, del Fronte della Gioventù Comunista tutti senza bandiere ma non per questo meno visibili e determinati a sostenere la lotta. Lo spezzone più grande e variegato è quello dell’ecosocialismo dietro il quale si sono messi i militanti di Potere del Popolo, Repubblica Viareggina, Cantiere Sociale Versiliese, Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare e Museo Popolare Giak Verdun e molti altri appartenenti a vertenze ambientali dei territori vicini. Proprio la mattina alla Casa Rossa Occupata si era tenuta una assemblea dove varie realtà ecologiste regionali si sono confrontate. E infatti al corteo erano presenti gruppi che lottano contro la devastazione ambientale delle cave come Apuane Libere e Athamanta, presente anche il Comitato “Le voci degli alberi” di Pietrasanta che vincendo la sua lotta per difendere i tigli di Piazza Statuto è stato da stimolo anche per le lotte a Viareggio. In piazza pure le compagne e i compagni di Empoli del Comitato No CO2 e qualche esponente di Mondeggi Fattoria senza padroni. Naturalmente tra le varie vertenze in piazza anche i “No Asse”. L’asse di penetrazione è l’altro ecomostro che minaccia il parco a Viareggio e contro il quale la protesta non è mai venuta meno in questi anni. I militanti della Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare hanno ribadito che servono più case e meno strade. Il Museo Popolare Giak Verdun, coerente con le sue buone pratiche artivistiche di fare incontrare arte, denuncia politica e impegno sociale, ha allestito una piccola mostra artistica in alcuni carrelli. I quadri degli artisti raffiguravano o richiamavano alla Lecciona. In corteo anche ragazzi del centro sociale SARS e della Casa Rossa Occupata di Montignoso. Il corteo è colorato, vivace e rumoroso. Ci sono i ragazzi di Libera e c’è la Casa delle Donne di Viareggio. Musica e interventi si alternano ma ci sono anche slogan. Si vedono pure le bandiere di Burlamacco, del rione Darsena e del rione Varignano, quest’ultimo proprio all’ultima canzonissima dei rioni, ha portato sul palco della Bussola uno spettacolo sulla Lecciona. Nella zona del mercato il corteo si ingrossa. Numerosi persone a passeggio anche coi loro cani si uniscono chi per un breve tragitto, chi per arrivare fino alla fine. Non poche anche le attività commerciali che solidarizzano indossando la maglietta “La Lecciona non si Tocca.” In tanti applaudono. Quando il corteo arriva in Piazza Campioni; per gli interventi conclusivi di Antonella Serafini, Virginia Orrico e Michelangelo Di Beo, c’è la consapevolezza che è stata scritta un’importante pagina per la partecipazione a Viareggio.

L’arroganza del signorotto di Capannori che in serata scrive che andrà avanti, non merita molti commenti.

La lotta per difendere il parco sarà lunga ma ieri una battaglia è stata vinta e soprattutto c’è la consapevolezza che siamo solo agli inizi.

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