L’equiparazione tra Saigon e Kabul è fuorviante oltre che antimarxista.

I talebani si sono ripresi Kabul e quasi tutto l’Afghanistan, tra la disperazione di molte donne e l’ipocrisia dell’Occidente capitalista. L’incapacità degli USA e dei loro alleati di importare la “democrazia” è lapalissiana. Molti, stimolati anche da alcune foto di elicotteri USA che si alzavano in volo per portare via i militari, hanno avanzato il suggestivo quanto azzardato paragone: Kabul come Saigon. Questo paragone al di là delle fascinazioni è del tutto fuorviante, perché lontano dalla realtà. Dispiace vedere che anche tante compagne e compagni si siano fatti trascinare in questa suggestione che risponde di più a certi desideri che alla realtà dei fatti. La prima differenza può apparire scontata. Il Vietnam del 1975 marciava verso il socialismo l’Afghanistan del 2021 verso la sharia. La seconda differenza anche questa, ovvia, è che in Vietnam c’era un intero popolo a sostenere il partito comunista, l’Afghanistan rimane diviso in bande e tribù. I sostenitori però dell’equiparazione la pongono su di un piano esclusivamente militare e geopolitico. In entrambi i casi, secondo loro, l’imperialismo USA ne sarebbe uscito sconfitto ma è davvero così? Se analizziamo attentamente i fatti appare evidente come gli USA abbiano deciso una ritirata ridisegnando nuove strategie internazionali dopo accurate valutazioni. In Vietnam gli USA non avevano effettivamente possibilità di vincere. In Afghanistan, con l’utilizzo di ulteriri mezzi e più uomini avrebbero potuto riprendere in mano il territorio. Tuttavia, al Pentagono, lo hanno ritenuto sconveniente. In primio luogo perché il governo fantoccio che avevano messo su non era sufficientemente forte e affidabile; in secondo perché i nuovi talebani hanno un nemico comune con gli USA, ovvero l’ISIS. Inoltre la presenza talebana nella regione destabilizza il mondo islamico e rappresenta una potenziale minaccia per l’altro grande nemico degli USA nella regione, ovvero gli sciiti appoggiati dall’Iran. In Afghanistan, alla fine, tornano al potere i talebani che non sono altro che gli eredi di quei mujaheddin che i nordamericani sostennero in chiave anticomunista e antisovietica. Il paragone quindi Saigon Kabul è un paragone del tutto strampalato. L’equiparazione una bestemmia antimarxista che può essere sostenuta solo da chi non vuole e/o non sa leggere la realtà e la piega ai suoi desideri. Un errore tipico dei ribelli idealisti, i quali si accontentano di essere contro a prescindere. Errore che non può essere commeso di certo di chi abbraccia il materialismo storico. Una altra obiezione che ci viene fatta è quella che Cina e Russia siano pronte per riconoscere il nuovo regime di Kabul. Questa contestazione non prova niente. A volere essere cinici e manichei ci verrebbe da dire che anche Cina e Russia sono due potenze imperialiste come gli USA. A voler essere più moderati e pragmatici ci viene da limitarci a sostenere che un conto è la diplomazia di uno stato e un conto è l’analisi sociale e politica di un fenomeno o di un avvenimento storico. Comunque la si voglia vedere né i russi né i cinesi si sono spinti a questo infelice paragone e meno che mai i vietnamiti.

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