Il Partito Comunista Italiano scrive alla direttrice dell’ASL su alcune questione aperte sulla sanità in Versilia.

Pubblichiamo questa lettera che ci è pervenuta.

Viareggio, li 31 gennaio 2022

Alla Direttrice Generale

Azienda Sanitaria Toscana Nord Ovest

e p.c All’Assessore alla Salute Regione Toscana

Al Presidente Conferenza dei Sindaci della Versilia

Agli Organi di Informazione

OGGETTO: Sanità in Versilia, alcune questioni aperte.

Gentile Direttrice

in diverse occasioni ci siamo rivolti a lei per esternare le nostre preoccupazioni sull’impostazione, sull’assetto e sulle prestazioni del Servizio Sanitario Regionale, riflessi di scelte nazionali che hanno di fatto impoverito la sanità pubblica, che comportando effetti diretti e tangibili sulle attività che ricadono tra le sue competenze territoriali direttamente la riguardano.

Tralasciamo quindi volutamente ancora una volta le considerazioni di natura politica e tutto quanto attiene ai possibili nuovi disegni della Sanità che viene ipotizzata all’ombra della pandemia e del PNRR, che saranno oggetto di una specifica riflessione, per rivolgere l’attenzione su questioni specifiche che riguardano la sua gestione e per le quali è in suo potere intervenire.

E cominciamo quindi dall’assetto della Medicina Territoriale e di Prossimità. Più volte si è detto come questo particolare ambito sia stato pesantemente trascurato e mai promosso come sarebbe stato necessario per dare molte delle risposte necessarie, quali ad esempio creare i giusti presupposti per sollevare i Pronto Soccorso da accessi impropri, cosa più volte denunciata per quello dell’Ospedale Versilia.

Sebbene questo sia forse il principale ambito interessato dai faraonici progetti del PNRR, ci domandiamo come mai non sia stato dato corso al progetto di apertura di posti letto di cure intermedie presso l’ex ospedale Tabarracci, già oggetto di programmazione. Ci domandiamo peraltro se la Conferenza dei Sindaci abbia sollevato la questione che di fatto avrebbe un grosso rilievo anche nella fase, tuttora aperta, legata alla gestione del Covid-19.

Rimanendo in questo ambito, anche in questo caso tralasciando le questioni oggi sul tappeto relative al profilo generale della Medicina di Base, ci chiediamo come non sia tempo di pensare a percorsi strutturati che mettano realmente in relazione i medici di medicina generale e gli specialisti in modo tale che questo non avvenga in ragione di rapporti personali e quindi privilegiati tra professionisti, ma che garantiscano un confronto certo, questo sì nell’interesse della gestione del paziente e delle risorse impiegate.

Su un piano del tutto generale di deve notare poi come rimanga davvero problematica la gestione delle richieste di accesso ai Servizi CUP e nel suo complesso la possibilità di comunicazione da parte dell’utenza con l’Azienda, tanto più in questo periodo, fatti che mostrano l’inadeguatezza delle risorse assegnate e la mancanza di una regia di fondo

E veniamo quindi alla questione del Laboratorio Antiblastici dell’Ospedale Versilia. Più volte abbiamo sottolineato l’importanza che laddove si somministrino terapie oncologiche infusionali debba essere presente un laboratorio dedicato, che mostri caratteristiche strutturali e dotazioni di personale tali da garantire la qualità delle preparazioni e del loro trasporto, all’altezza e nel rispetto della sicurezza dei lavoratori, delle lavoratrici, delle e dei pazienti.

Qualora l’attuale struttura non risponda ai requisiti richiesti e necessiti di adeguamenti, in modo che sia garantito il rispetto di quanto indicato, è tempo che l’Azienda dia corso alle necessarie modifiche senza indugi. Parimenti, per consentire l’esecuzione di tali lavori si dovrà prospettare solo un temporaneo spostamento delle attività di preparazione, che dovranno quindi essere riportate nella loro sede nel più breve tempo possibile, mettendo da parte ogni altra scelta che, in nome dell’economicità, potrebbe sacrificare tra l’altro gli stessi interessi dei pazienti onco-ematologici.

Riteniamo incomprensibile che a fronte di ripetute dichiarazioni di intenti si continui a operare scelte che di fatto impoveriscono la sanità pubblica, trattata al pari di un settore di Mercato.

Nello specifico non possiamo che sottolineare la necessità che al territorio della Versilia e all’Ospedale Unico siano destinate l’attenzione e le energie perché siano mantenute strutture, relative direzioni e servizi perché non si perda il patrimonio di competenze e di garanzie indispensabili alla comunità, interrompendo il processo di impoverimento al quale stiamo assistendo; e in questo pensando al ripristino dei servizi “perduti”, quali il Centro Ausili.

Rimanendo in attesa del suo fattivo intervento, ringraziamo per l’attenzione e porgiamo cordiali saluti

p. Dipartimento Sanità – PCI Federazione Lucca e Versilia

Paolo Alessio Annale

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