Museo Popolare Giak Verdun: “Come può Viareggio ambire ad essere capitale della cultura se manda i giardinieri a distruggere le nostre opere.”

“Nei giorni scorsi ci è stato segnalato, da alcuni residenti all’ex Campo d’ Aviazione, che alcune opere del Museo Popolare Giak Verdun sono state smantellate dai dipendenti del comune di Viareggio. Gli “Sparapigne” di Alessandro Giannetti, realizzata dall’artivista viareggino nel 2018 e da allora attrazione per molti bambini e bambine è stata distrutta. Non solo gli alberi ma anche le istallazioni artistiche finiscono, adesso, nel mirino dell’amministrazione comunale.

Dal Museo Popolare Giak Verdun, nato per riqualificare una zona abbandonata dal servizio pubblico e per sensibilizzare la cittadinanza ad un rispetto della natura diverso dai soliti progetti impattanti come Asse di Penetrazione e Ciclovia, sono passate numerose personalità artistiche da tutta Italia e non solo, che hanno contribuito con la propria arte a rivivere quei luoghi e a valorizzarli mettendo in stretta connessione arte e natura come avviene in molti paesi del mondo.

Non si tratta, però, solo di buone buone pratiche popolari di riqualificazione dei territori ma di una visione strategica del rapporto tra arte e natura che ha avuto riscontri internazionali. Il lavoro del Museo Popolare Giak Verdun, infatti, nel corso di questi anni, ha ricevuto attenzioni di accademie, docenti e ricercatori oltre naturalmente al consenso delle persone che vivono, quotianamente, quel contesto pubblico. Anche molti turisti hanno apprezzato le iniziative, tutte a costo zero per la comunità, messe in atto dal Museo e dai suoi ospiti.

Pur convinti che la rimozione delle opere del museo sia mossa semplicemente dal lento e fallimentare intervento del Verde Pubblico, riteniamo grave l’ignoranza del Sindaco Giorgio del Ghingaro e dell’ Assessora alla Cultura Sandra Mei, in merito a quanto avviene da ormai cinque anni nella Pineta di Levante. Come è possibile che il lavoro del Museo Popolare sia conosciuto a Berlino o a Caracas e non sia conosciuto in municipio. Questo episodio, dopo il grave fatto delle ormai note “Oceaniche”, fa male all’intera città di Viareggio che ambirebbe ad essere capitale della cultura italiana.

Un’amministrazione, presente solamente per tagliare querce secolari e pini, che non mette cestini per la differenziata, né bagni pubblici per disabili, che non cura i fossati e i ponticelli che non conosce una programmazione artistica che non siano i soliti appuntamenti classici ormai consacrati da un secolo è un amministrazione che ha miseramente fallito. Siamo veramente stufi di vedere teatri chiusi, impianti sportivi abbandonati e opere d’arte pubblica distrutte e associazioni culturali e gruppi artistici ignorati.

Siamo infastiditi di questa cialtroneria così come lo siamo dei continui delitti contro ambiente, arte e cultura e per questo continueremo a rispondere a colpi d’arte. Abbiano già una ricca scaletta di interventi che per l’edizione 2022 Il Museo Popolare Giak Verdun, partendo dalla difesa del Parco di Migliarino San Rossore, sarà ancora più itinerante, e presto porteremo artisti, ricercatori e docenti nei luoghi devastati dal Comune e non solo. Oltre alle scuse per le opere danneggiate, riteniamo opportune tuttavia le immediate dimissioni dell’ assessora alla Cultura Sandra Mei e il ritiro della candidatura della città di Viareggio dalla “Capitale della Cultura 2024″ per rispetto di quel mondo culturale che non è mai stato sostenuto né conosciuto da questa amministrazione che giudichiamo ignorante e incapace.”

Museo Popolare “Giak Verdun”

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