La Toscana non è zona di guerra.

Sabato 19 marzo a Pisa c’è stata una manifestazione contro la guerra e contro l’invio di armi all’Ucraina. I giornali non hanno dato molto spazio e quelli che lo hanno fatto, hanno cercato di dipingere come residuale una posizione, invece, che è destinata a crescere nel paese. Almeno mille perone, forse di più, hanno preso parte prima al presidio davanti all’ereoporto internazionale Galileo Galilei e poi hanno sfilato dirigendosi verso i cancelli della 46ªBrigata Aerea, durante il tragitto si sono aggiunti altri manifestanti che erano ad un altro presidio. Le forze di polizia hanno impedito l’avvicinarsi davanti ai cancelli della 46° brigata.

In piazza i partiti della sinistra radicale, il sindacalismo di base, i centri sociali e numerosi comitati. Parole chiare e nette che nulla hanno a che fare con il pacifismo ipocrita di dem come Nardella o Fassino. Gli interventi oltre a ribadire la contrarietà all’invio di armi hanno espressoo la onsapevolezza delle responsabilità delle cancellerie occidentali e del ruolo nefasto e provocatorio portato avanti dall’alleanza atlantica. Uscire dalla NATO è stato, infatti, lo slogan più urlato. Nello stesso giorno, anche, a Livorno si è tenuta una manifestazione contro la guerra in Piazza Grande. Altri appuntamenti sono in programma come l’assemblea di Viareggio del 7 aprile al Cantiere Sociale Versiliese ma sembra che in molte città toscana ci saranno iniziative per ribadire che la Toscana non è zona di guerra.

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