Sulla guerra il PD come Mussolini noi come Rosa Luxemburg.

Le guerre sono combattute da proletari di paesi diversi per fare arricchire le borghesie del loro paese. Più è debole la lotte di classe e più cresce la tendenza alla guerra. L’imperialismo porta inesorabilmente alla guerra. I capitalisti dei vari stati mondiali, per interessi contrapposti, si affrontano mandando a combattere e morire si le classi subalterne che già sfruttano nella produzione, in tempi di pace. L’unico modo per fermare le guerre è distruggere il sistema che le permette. Il socialismo internazionale, oggi come ieri, rappresenta l’unica reale opposizione alle guerre. Tuttavia, anche nel campo socialista, nel corso della storia ci sono stati opportunisti, voltagabbana e traditori persino su di un tema cosi importante come quello della guerra. Come dimenticare Benito Mussolini o i socialdemocratici tedeschi.

Quando il 28 giugno 1914 ci fu l’attentato di Sarajevo, casus belli per la grande guerra, Benito Mussolini era nella direzione nazionale del Partito socialista italiano e direttore dell’Avanti, giornale del partito. Quattro mesi, dopo assunse una posizione favorevole all’ingresso dell’Italia nella guerra e dopo le dimissioni dall’Avanti fondò un nuovo giornale, il popolo di Italia, che continuava a tenere la dicitura socialista. Probabilmente Mussolini non cercava la rottura con il partito ma la nuova posizione sostenuta con veemenza e arroganza costrinse il partito alla decisione di espellerlo. Fuori dal PSI perse, momentaneamente, il contatto con le masse proletarie contrarie alla guerra e incontrò il sostegno delle élites finanziarie. Rivaluterà l’elemento nazionale cercando una sintesi impossibile tra socialismo e nazione che lo porterà di fatto all’uscita dal socialismo. Chi vota la guerra rompe con il socialismo. Ancor prima di Mussolini, in Germania, i socialdemocrati tedeschi si erano macchiati di questo delitto, in modo ancor più grave, dato che in parlamento avevano votato per i crediti di guerra. Un solo parlamentare della SPD voterà contro quel Karl Liebknecht che assieme a Rosa Luxemburg fonderà la Lega di Spartaco. Sarà, proprio, un governo socialdemocratico come quello di Friedrich Ebert a far uccidere dopo atroci torture la Luxemburg e Liebknecht. Mussolini e i socialdemoratici tedeschi sono accomunati nello scegliere la guerra e tradire il proletariato internazionale. All’opposto Lenin, il partito bolscevico, la Luxemburg e Liebknecht sono accomunati da un coerente internazionalismo proletario che fece della pace una richiesta irrinunciabile per la rivoluzione socialista. Oggi ad, oltre, un secolo di distanza con due guerre mondiali alle spalle, la minaccia nuclare ed una crisi sistemica che abbraccia ogni settore della società la storia si ripresenta come farsa ma anche come tragedia. Non solo i sovranisti e i nazionalisti ma anche le cosiddette forze progressiste o se vogliamo essere più precisi liberaldemocratiche spingono verso il riarmo. In Italia il PD, da anni ha rotto ogni legame con il mondo operaio, avvallando e promuovendo politiche neoliberiste, la prospettiva socialdemocratica è stata accantonata. Il segretario, Enrico Letta, ha appiattito il partito su posizioni atlantiste. Le politiche del PSI e della DC erano meno servili verso gli USA. Il PD mette l’elmetto e, come Mussolini, considera la Russia un nemico. Speriamo solo che non decida di mandare gli alpini a morire sul Don. Appare fin troppo evidente che noi dobbiamo stare dalla parte opposta a questo partito traditore che cura gli interessi dei grandi capitalisti compreso quelli stranieri. Noi dobbiamo fare nostre le posizioni che furono della Luxemburg e di Lenin. Non solo non dobbiamo arruolarci nella guerra imperialista ma dobbiamo boicottare ogni sforzo di riarmo. Il nostro nemico è in casa nostra e ha i nomi di aziende di morte come la Leonardo Finmeccanica che vende armi in tutto il mondo, ha il nome di Mario Draghi banchiere e tenocrate pronto a far versare nuovamente lacrime e sangue al popolo ialiano. Ha il nome di giornalisti e opinionisti al soldo degli yankee e del sionismo come Mieli, Rampini, Parenzo, Mentana, Giletti, Capezzone, ecc., che costruiscono ogni giorno la nuova velenosa ideologia occidentale. Ha il nome di tanti partiti Lega, Fratelli di Italia, Forza Italia ma soprattutto del PD partito eterodiretto da Bruxelles e da Washington. Il PD sta con Mussolini noi dobbiamo stare con la Luxemburg.

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