I reodaisti al cimitero di Ponte San Pietro ricordano per il secondo anno Giacome Verde.

Sono tornati esattamente un anno dopo, il 2 maggio, a colpire con riti strani sempre nel solito cimitero di Ponte San Pietro. Lo hanno fatto perché il loro amico e compagno ha ordinato così nelle sue ultime volontà. Giacomo Verde per il secondo anno è stato onorato in modo reodaista ma per qualcuno quei riti erano blasfemi se non addirittura satanici. Naturalmente tali accuse hanno fatto sorridere gli artivisti e i parenti che erano sulla tomba dell’inventore del teleracconto. Qualcuno ha detto: “Questo cimitero non ha mai visto così tanti sorrisi.” Frase che a noi piace tantissimo, perché chi lo ha detto, poi, che il cimitero deve essere solo un luogo di pianto e disperazione? Forse la cultura abramitica cara alle tre grandi religioni quella ebraica, cristiana e musulmana percepisce la morte come un qualcosa di terribile tra l’altro contraddicendo le stesse speranze insite in queste tre grandi religioni. Una parte degli abitanti di Ponte San Pietro alle soglie di Nave York sono preoccupati, arabbiati e forse anche qualcosa di più visto che una di loro ieri ha passato, in modo morboso, il suo tempo a fotografare i presenti e ad inveire contro di loro con frasi come: “Finirete all’inferno.” Premesso che l’inferno potrebbe non esistere, visto che anche la teologia cattolica sta rivedendo simile teoria e soprattutto perché il risorto Luca Fani non ce ne ha parlato. E se l’omosessuale che ha combattuto il nazipaganesimo e che ha imperversato sulla pagina facebbok “Viareggio Mia” facendo imbestialire gli admin non è finito all’inferno ci sono ampie probabilità che l’inferno non esista. Ammesso e non concesso, però, che esista un luogo dove fa così caldo perché non hanno problemi a comprare il gas dalla Russia, non sarà un’appartenente ad homo sapiens a decidere chi ci finirà.
Su la pagina facebook “Sei di Lucca se” pagina cugina di Viareggio Mia, che tristezza queste pagine social, si leva il j’accuse della popolazione San Pietrina. Riportiamo integralmente quanto da loro scritto: “Salve, noi abitanti di ponte s Pietro siamo disperati… Per il secondo anno consecutivo per la ricorrenza dell’anniversario di morte di un signore di ponte s Pietro si sono svolti degli strani rituali nel cimitero. Scoppio di petardi , un signore a torso nudo imbracato passeggiava nel cimitero, pappagalli per fare la pipi’ in un carrello della spesa e altri che cingevano un’altro signore…. Urla, tanta paura dalle signore del paese. Sono intervenute la forze dell’ordine dicendo che era normale, perché era un rituale cattolico. Boh, che dire l’anno scorso mele rosse sulle tombe dei nostri defunti, un pappagallo urinatoio sempre fisso sulla tomba del festeggiato di anno in anno. Tutto questo, perché desiderio da parte del defunto di svolgere feste ogni anno davanti alla sua tomba in ricordo di lui. Credetemi non é bello avere i propri cari sepolti lì ed essere in balia di qualsiasi rituale non certamente cattolico.”
Un capolavoro letterario senza eguali superiore di sicuro al “Dei Sepolcri” di Ugo Foscolo. Un’opera di ampio valore anche per la giurisprudenza visto che riafferma la cattolicità di un cimitero. Ci scusiamo, perché noi pensavamo che i cimiteri fossero comunali e quindi appartenenti ad uno stato laico e non confessionale. Ringraziamo veramente per averci riportato alla realà delle cose, quelle del Medioevo. Altro che steam punk, net art, noise, situazionismo, dadaismo o reodadaismo. La giornata è stata sicuramente frizzante come quelle che piacevano a Giacomo Verde e anche a Leonardo Ciuti, di cui sono state recitate alcune poesie. L’arrivo di due pattuglie della polizia non ha impedito lo svolgimento della cerimonia ma ha solo dato ulteriore condimento al tutto ma la cosa più affascinante è stato l’arrivo del farmacista. Cartoline da un Italia bigotta e conservatrice che ancora non crede alla resurezione di Luca Fani e vuole avere il monopolio della fede e anche della resurezione.

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