Ripartiamo dalla bellia giornata di lotta di Coltano per difendere ambiente e chiedere l’uscita dell’Italia dalla NATO.

Il 2 giugno, mentre a Roma piena di ampollosità e vuota retorica sfilava la parata delle forze armate, a Coltano c’è stata una grande giornata di lotta e di festa. La mobilitazione contro la nuova base militare è ampiamente riuscita. C’è chi ha parlato di quindicimila persone. Di sicuro non meno di diecimila hanno sfilato per sette kilometri sfidando il sole. Presenti tutti gli abitanti della piccola frazione decisi a far sentire le loro ragioni contro un progetto di devastazione ambientale. Presenti in massa da tutta la Toscana, ma autobus sono giunti dal Veneto, dall’Emilia Romagna, da Milano, Torino e persino dal Sud Italia. Emerge un chiaro segnale di opposizione alla base e alle nuove spese militari.

“Né a Coltano né altrove.” Viene detto dai manifestanti che colgono l’importanza di saldare la lotta per la difesa dell’ambiente, alla lotta contro la guerra e lo sperpero di denaro pubblico. Nel corteo ci sono anche le lavoratrici e i lavoratori della GKN, che con la loro vittoria operaia danno entusiasmo a tutti. Alla fine della giornata c’è soddisfazione e maggiore consapevolezza tra chi ha partecipato. Da Coltano si riparte per costruire una nuova stagione di lotta al dominio capitalista. Non basta però contrastare la costruzione di nuove basi militari e difendere il territorio da ecomostri militari o civili. Necessita una nuova lotta contro la NATO, vero braccio armato dell’imperialismo USA. Dobbiamo tornare a chiedere con forza l’uscita dell’Italia dalla NATO e della NATO dall’Italia. Dobbiamo, inoltre, contrastare le politiche di rapina portate avanti dal criminale banchiere Mario Draghi per conto delle multinazionali e dell’elite finanziaria.

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