Dalla ciclovia alla lecciona all’asse di penetrazione continua la lotta dei comitati. Il 16 in piazza con il museo Giak Verdun.

“Un anno è passato dall’ingiustificabile scelta fatta dall’amministrazione comunale di approvare il passaggio della Ciclovia Tirrenica dal tratto retrodunale della Lecciona.

Decisione che oltre a sollevare l’indignazione delle associazioni ambientaliste, vide anche l’immediato disappunto della cittadinanza viareggina che considera la Lecciona l’ultimo bene pubblico e naturalistico ancora rimasto inviolato da mire speculative.
Il “Coordinamento la Lecciona non si tocca” mise immediatamente in campo le proprie forze tecniche e sociali e produsse una memoria d’opposizione nel merito, basata sulle norme legislative vigenti, che evidenziava tutte le criticità e le contrarietà di quel tracciato, valorizzando invece i pregi e le opportunità del percorso già ipotizzato dalla Regione passante per il Viale dei Tigli.
La scorsa estate il Coordinamento attivò una serie di iniziative che culminarono con la manifestazione del 4 settembre, la più imponente vista a Viareggio dagli anni ’70, circa duemila persone scese in corteo per la difesa di un bene comune.
Le notizie di queste settimane hanno dimostrato che quello che dicevamo era giusto e privo di strumentalizzazioni e pregiudizi: a darci ragione sono stati niente meno che il “Tavolo tecnico operativo ministeriale” dei trasporti e infrastrutture, l’Ente Parco, l’Assessorato regionale alle infrastrutture, con l’importante appoggio pervenuto dal parere del Parlamento europeo.
Purtroppo dobbiamo fare i conti con i politici nostrani, che riservano spesso forme di menefreghismo compulsivo nei confronti dei cittadini e dei pareri ministeriali, è per questo che manterremo alta la guardia, saremo ora più che mai combattivi e determinati a difendere la Lecciona e la pineta di Levante, ben sapendo che l’attacco a questi luoghi altro non è che un attacco al Parco e alla sua integrità.
Per questo crediamo che sia importante proseguire nell’opera di denuncia e sensibilizzazione attraverso una serie di appuntamenti che, oltre a ribadire la nostra determinazione nell’impedire qualunque intervento sulla Lecciona, contrastino il progetto del tracciato dell’Asse di Penetrazione a sud dello stadio, in favore invece dell’utilizzo della viabilità esistente, anche questo già a suo tempo approvato nel Piano Strutturale del Comune.

Ricordiamo infatti che la decisione dell’amministrazione di far passare la Ciclovia dalla Lecciona era nata strettamente correlata alla necessità di portare avanti la costruzione dell’Asse di Penetrazione, grande opera inutile che attraverserebbe la pineta sventrandola, necessiterebbe l’abbattimento di un’intera palazzina, e passerebbe in mezzo al Viale dei Tigli.
Anche contro l’Asse a sud abbiamo fatto e continueremo a fare lavoro di ricerca nel merito, di costruttivo dialogo con la cittadinanza, di interazione con gli enti pubblici in modo
che le nostre ragioni siano comprese e accolte dai diversi piani istituzionali.
La prima manifestazione è programmata il prossimo 16 luglio dal museo Giak Verdun, sostenuto dalle associazioni ambientaliste e dal coordinamento tutto, una giornata di lotta e di arte all’interno della Pineta (lato sud dello Stadio). Appuntamento alle ore 17:00 dietro il Palazzetto dello Sport per l’avvio di una serie di performance che si snoderanno nel vialetto della pineta individuato come tracciato dell’Asse, e avranno termine intorno alle 19:00 in Via Indipendenza nei pressi della palazzina a rischio abbattimento.”



Coordinamento La Lecciona non si tocca
Coordinamento
NoAsse

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