Azione di protesta al CAMeC e poi volantinaggio a La Spezia e a Genova contro la censura del museo e dell’amministrazione spezzina.

Il 20 luglio siamo stati prima a La Spezia a compiere una azione di protesta dentro il museo CAMeC responsabile di censure militariste e dopo abbiamo volantinato per La Spezia e in Piazza Alimonda a Genova. All’interno del CAMeC abbiamo esposto alcuni modellini di autoblinde di polizia e carabinieri macchiati con vernice rossa color sangue. Qui sotto il testo del volantino distribuito e il video.

Non celebriamo questo appuntamento con gli ipocriti che censurano e mistificano!

Oggi 20 luglio 2022, nel ventunesimo anniversario dell’assassinio di Carlo Giuliani e della mattanza del G8 di Genova realizzata dalle forze di polizia, al CAMeC di La Spezia si terrα un’iniziativa dove verrα proiettato il video “Solo Limoni” di Giacomo Verde.

A questa iniziativa eravamo stati invitati anche noi di Dada Viruz Poject ma dopo la censura esercitata dal comune di La Spezia e dal museo CAMeC, sull’ opera “Omaggio O giugno” realizzata dal Museo Popolare Giak Verdun, abbiamo deciso di non partecipare a questa iniziativa. Ci appare ipocrita ricordare l’impegno del compagno e artista Giacomo Verde e permettere l’oscuramento di un’installazione. A qualcuno, evidentemente, ha dato noi la scritta “Demilitarizzare La Spezia!” Ma chi era a Genova nel luglio del 2001 non aveva dubbi a quali danni portasse la cultura militarista.

Non ci si doveva aspettare niente di diverso da una amministrazione come quella spezzina, che appartiene alla peggiore destra militarista. Quella destra che ha le mani sporche del sangue del G8. Il ministro dell’interno di allora l’attuale sindaco di Imperia, Claudio Scajola, appartenente allo stesso schieramento politico, del sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini. Contro simili personaggi e la loro retorica ci siamo sempre battuti come si è sempre battuto Giacomo Verde. Per questo motivo non parteciperemo ad un dibattito che si svolge in un luogo che mette il bavaglio agli artisti e ai compagni di Giacomo Verde.

Andremo a Genova perchΘ dopo 21 anni il nostro posto è ancora quello. Andremo a ricordare che ci fu una resistenza alla violenza della MALA POLIZIA, come la chiamva Giacomo Verde e che quella resistenza fu fatta da giovani come Carlo Giuliani che non si fecero disperdere e fino all’ultimo ebbero il coraggio di rimanere davanti e difendere il corteo.

Sono giorni difficili per il nostro paese e il mondo intero (guerre, pandemia, crisi economica, crisi climatica, ecc.,) ma niente di nuovo sotto il sole. Chi era a Genova nel 2001, aveva messo in guardia su quello a cui la globalizzazione capitalistica ci avrebbe portato.

Ieri come oggi il nemico rimane lo stesso: il capitalismo e chi si prostituisce ad esso.

Dada Viruz Project

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