Le preoccupazioni del PCI sul pronto soccorso della Versilia.

“I segnali che giungono dal Pronto Soccorso dell’Ospedale Versilia sono preoccupanti e indicano inequivocabilmente la grave situazione nella quale versa, i cui effetti investono sia i pazienti che i sanitari. E la cosa non stupisce se si pensa che, a fronte del fatto che quello del Versilia sia uno dei presidi di Emergenza che registra da sempre un numero di accessi superiore alla media aziendale, dei 29 dei medici previsti in pianta organica, solo 16 sono quelli formalmente presenti ma ancora meno quelli che si trovano a fronteggiare la pratica quotidiana.

Le soluzioni a questo problema, come ai molti altri della Sanità, non sono certo semplici a causa dei gravissimi danni che le politiche liberiste dei governi degli ultimi venti anni hanno inferto al Servizio Sanitario Nazionale. 

Ma la Regione Toscana ha annunciato una propria risposta alla questione dei Pronto Soccorso: l’istituzione dell’Area Medica di Accettazione (AMA). Sperimentata, sembra con successo presso l’Ospedale di Prato, grazie ad “un dialogo all’interno dell’ospedale tra la struttura di emergenza e quella di cura nei reparti specialistici, in particolare della medicina ma anche di altri reparti” secondo il Presidente Giani “ha permesso di attenuare le attese di migliorare le situazioni di difficoltà”. “Si è trattato di un piano di riorganizzazione, avviato dallo scorso giugno e potenziato ad agosto, che ha permesso di ottimizzare la presa in carico precoce dei pazienti in arrivo al pronto soccorso con problematiche di natura internistica o medico specialistica non chirurgica e che si aggiunge a percorsi attivi di presa in carico chirurgica e ortopedica”. Da qui l’idea di esportarlo anche negli altri presidi ospedalieri.

Pur ritenendo che le vere risposte ai problemi dei Pronto Soccorso, e non solo, si ritrovino da un lato in una corretta politica della medicina territoriale e dall’altra in una appropriata assegnazione di personale, non possiamo non riconoscere a questo tentativo, stante l’emergenza e al di là dei toni trionfalistici usati, un minimo di senso.

Dunque la domanda è d’obbligo. Ha intenzione la Direzione dell’Azienda Sanitaria Nord Ovest di favorire l’applicazione di questo modello all’Ospedale Versilia, dove i problemi si fanno sempre più pressanti? 

Come interpretare il fatto che sino ad ora, di fronte ai molti segnali che da anni giungono, non si sia accennato a nessuna misura che potesse almeno mitigare il grave disagio di tutto il personale sanitario, che ormai pare tocchi il proprio acme?  Una grave disattenzione o il frutto di problemi contingenti che non si riesce ad affrontare?  Riteniamo che i lavoratori e le lavoratrici del Pronto Soccorso e la popolazione versiliese tutta meritino una risposta. “

Federazione PCI Lucca Versilia

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