Sgomberato e chiuso lunedì riaperto martedì. Pronta risposta del movimento di lotta per la casa che annuncia di voler spostare il conflitto sociale in altri luoghi della città.

“Lo sgombero manu militari, avvenuto lo scorso lunedì 12 dicembre, dello Spazio Socio Abitativo “Leo Ciuti” presso l’ex SARS non ci ha minimamente sorpreso. Questa amminitrazione continua la sua guerra ai poveri. Ben venti agenti della polizia municipale sono stati usati per cacciare le tre persone che vi trovavano rifugio. Per l’ennesima volta sono stati messi lucchetti e catene ai cancelli, in più questa volta hanno messo pure una paratia di compensato con viti per impedire l’accesso allo stabile. Il tutto ha durato meno di 24 ore perchè già la mattina di martedì 13, come Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare avevamo riaperto lo stabile. Nel pomeriggio abbiamo svolto un presidio all’esterno del posto e una assemblea all’interno, a cui hanno partcipato una cinquantina di persone appartenenti a varie realtà politiche sociali e sindacali che citiamo in ordine alfabetico pe ringraziare: AS.I.A. USB, Associazione Amicizia Italia Cuba, Cantiere Sociale Versiliese, COBAS Versilia, Collettivo “Dada Boom”, Movimento “No Asse”, Partito Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori, Potere al Popolo, Progetto Comunità Aperta, Repubblica Viareggina, Unione Inquilini, Unione Popolare.

Non si tratta solo di una azione di disobbedienza civile, di un cosciente atto di illegalità per difendere la giustizia sociale ma si tratta di una azione politica finalizzata a salvaguardare l’agibilità di tutti i movimenti sociali e ambientali nonché della sinistra di classe. Ci siamo assunti una responsabilità politica che va al di là dell’azione stessa.

Eravamo pronti a gestire questo spazio e avevamo chiesto in tal senso incontri all’assessora e al sindaco che hanno sempre ignorato, così come hanno ignorato qualsiasi proposta per risolvere l’emergenza abitativa o per affrontare l’annoso problema delle residenze. Abbiamo riaperto lo spazio ma a questo punto non lo gestiremo. Lo offriamo alle moltitudini di diseredati costretti a dormire, per strade o per le pinete, comunque all’addiaccio. Non rimarrà nemmeno l’unico spazio che abbiamo riaperto. Ogni casa o spazio murato da anni d’ora in poi potrà essere violato dalla nostra azione solidale e militante. Non possiamo più tollerare che famiglie con bambini finiscano per strada o che persone, addirittura, vi muoiano come purtroppo è già successo nell’indifferenza di chi ci amministra. Esiste un’etica che vale più di tutte le leggi, figuriasmoci delle più bieche logiche di proffitto che questa amministrazione porta avanti. Noi abbiamo cercato il dialogo ma c’è stato negato per questo ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità politiche, morali e perché no anche legali. Noi siamo pronti a farlo. Pensiamo che il sindaco di questa città, invece, preferirà ancora una volta fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia.

Infine, ci teniamo a ricordare che la Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare prosegue il percorso sulle parole d’ordine convergere ed insorgere che ci hanno insegnato i lavoratori della GKN. Venerdì 23 dicembre assieme ad altre realtà saremo in piazza al Varignano in un’iniziativa di natale contro il caro vita nel quale distribuiremo generi alimenti ai meno abbienti.”

Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare

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