Il Cantiere Sociale interviene sulla mancata risposta dell’amministrazione comunale alla Casa delle Donne

Dopo più di 2 mesi l’amministrazione di questa città non ha ancora dato una risposta su che destino vorrebbe per la Casa delle donne e per il centro antiviolenza. Il 14 marzo scorso ha dichiarato la messa in vendita della stabile milantando luoghi meravigliosi dove trasfire le donne e le attività della casa, ma nemmeno uno di questi luoghi ad oggi è stato possibile visionare, forse perché troppo impegnati in altre urgenze cittadine? Non sembra,sembra piuttosto che questi luoghi non esistano, più semplicemente, e che l’ondata di solidarietà abbia spaventato la nostra amministrazione e che si stia aspettando che il polverone passi,per poter di nuovo speculare sulla vita delle donne da sempre le più colpite dalla politica patriarcale. Di nuovo un esmpio di pressapochismo della giunta che vorrebbe smantellare le realtà nate dal basso,da una vera esigenza, e autonome,senza avere un alternativa anzi senza nemmeno preoccuparsi di averla. Ci si riempe la bocca con frasi fatte e slogan ci si fa belli a iniziative contro la violenza di genere ma nel concreto si prova a smantellare una realtà che ogni giorno combatte concretamente a fianco con e per le donne. Tentando di controllare e minare la loro autonomia. Creando ad hoc una commissione pari opportunità fino a in questo momento inesistente sol per darsi una lustratina alla facciata,perseguendo invece per l’ennesima volta logiche di mercato e colpendo di nuovo la vita dei cittadini e sopratutto delle Donne considerando le loro come NECESSITÀ di serie B in un momento storico dove il femminicidio è all ordine del giorno, non ultimo il “calciatore” che ha ucciso la ex compagna e poi si è tolto la vita. Le donne e
gli uomini del Cantiere sociale versiliese esprimono nuovamente tutto il loro sostegno e appoggio alle Donne della casa, contrari ad ogni forma di svendita e di speculazione della città e stando al loro fianco per preservare sia il luogo sia l’enorme lavoro fatto in questi anni in difesa dell’autoderminazione femminile.

Cantiere Sociale Versiliese

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Le contraddizioni dell’amministrazione Del Ghingaro sul Piano della Telefonia Mobile

Piano della Telefonia Mobile Cosa sta succedendo? I Comitati: “Marco Polo”, “Via Matteotti”, “Pedona Ambiente e Salute”, appartenenti, alla Rete Ambientale della Versilia e la Commissione Varignano desiderano informare la cittadinanza di quanto sta succedendo: – Il Nuovo Piano della Telefonia Mobile, non tutela la popolazione esposta ai rischi per la salute, ( malattie ed effetti negativi anche gravi ed invalidanti. – Il Piano prevede un alto numero di nuovi Siti e di Nuove SRB (Stazioni Radio Base) o loro implementazioni (in particolare nell’area della ex Circ. Centro-Marco) con un conseguente ulteriore aumento dell’inquinamento elettromagnetico, già molto alto, con relativi rischi per la salute. Sono previste, per l’anno 2018, ulteriori 34 nuove antenne e nessuno intende fermare le continue richieste dei Gestori in un territorio già largamente coperto ai fini della comunicazione. – Sono in aumento gravi malattie riconosciute nel contesto internazionale e nuove tipologie di esse, come la “elettro-sensibilità”(recente e dagli effetti devastanti) in forte crescita, che può ingenerarsi anche con esposizioni di moderata intensità. – Il valore di campo elettro-magnetico del previsto Piano di telefonia mobile è di ( 5,5 V/m), è troppo vicino al limite di legge (6,0 V/m). Il principio di precauzione in un piano prevede che sia di ( 2,00 V/m). – Le misurazioni fatte agli impianti non rivelano la reale situazione di inquinamento e di saturazione del territorio. Esse dovrebbero esprimere valori effettivi globali esistenti. -Nei Tavoli di Lavoro con i tecnici comunali e l’Assessore Pierucci, i Comitati sono stati impegnati a lungo ed hanno presentato opposizioni in atti al protocollo, che non hanno mai ricevuto risposta alcuna. – A giugno 2017 l’Am/ne ha dato incarico al Prof. Gianfranco Cellai, per la redazione tecnica del Piano della telefonia mobile. Come Comitati abbiamo recapitato al Prof. Cellai le nostre indicazioni per la redazione di un piano più cautelativo, inviandola anche all’Am/ne. Anche in questo caso non abbiamo avuto nessuna risposta. – Il 30 ottobre 2017, il Consiglio Comunale ha adottato il Piano della Telefonia Mobile. I Comitati, in tempo utile, hanno presentato le loro Osservazioni al Protocollo del Comune (in data 13 -12- 2017). – Il 25-maggio 2018, è stata convocata la Commissione Ambiente, solo due giorni prima e senza alcun invito ai Comitati i quali, casualmente informati, si sono egualmente presentati. Si è verificato un tentativo di forzatura finalizzato a svolgere la seduta. l’Assessore Pierucci, ha affermato l’urgenza di procedere ed approvare il Piano della Telefonia Mobile, negando validità alle Osservazioni presentate dai Comitati. Tutto ciò non solo offende la democrazia e la partecipazione, ma specialmente denota l’assenza di responsabilità verso la salute dei cittadini. Infine la Commissione è stata sospesa. Il Consiglio Comunale del 28-05-2018, convocato per approvare il Piano pare rimandato al 6 giugno p.v.. L’inquinamento da elettrosmog sul sito di via Matteotti, per la presenza della centrale elettrica, dei tralicci dell’alta tensione e di due antenne della telefonia mobile Vodafone e Tim, nei pressi della sottostazione FS., costituiscono un reale pericolo. La centrale elettrica e i tralicci dell’alta tensione hanno causato negli anni 32 morti per tumore. Non sono state tenute le assemblee pubbliche che erano previste: così l’Am/ne Del Ghingaro non ha dato dettagliata e adeguata informazione sull’argomento alla popolazione omettendo il suo effettivo coinvolgimento preventivo alle scelte. L’eventuale approvazione del Nuovo Piano ignorando le linee di difesa evidenziate nel Fascicolo delle Osservazioni dei Comitati e della Commissione Varignano potrebbe inoltre comportare responsabilità giuridica a carico dell’Am/ne. Non mancheremo di intraprendere iniziative atte a sostenere il diritto alla salute dei cittadini. Come funziona questa Am/ne ? Ci sono decisioni anomale e “blindate”! Perché viene contestato ai Comitati e alla Commissione Varignano di conoscere l’esito delle Osservazioni? Perché non mettono per scritto le ragioni per cui non vogliono accoglierle? Non si può approvare un Piano di pianificazione senza conoscere il reale grado di inquinamento su tutta la città! Vogliamo risposte chiare e precise!

Rete Ambientale della Versilia

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Rinviato ad ottobre uno sfratto al Varignano

Stamane 31 maggio la Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare assieme ad Unione Inquilini hanno partecipato ad un picchetto antisfratto al quartiere Varignano a Viareggio e sono riuscite a rimandare lo sfratto al 15 ottobre di una casa ERP. Il sindacato dell’Unione Inquilini sta  una trattando con l’assessore al sociale Gabriele Tomei per trovare una soluzione ad Antonio la persona anziana che vive in questa casa. Ci auguriamo che l’assessore al sociale riesca a trovare una situazione molto delicata per una persona anziana e con alcuni problemi di salute.

Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare

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Dopo 98 anni l’amministrazione decide di intitolare una piazza alle giornate rosse della Repubblica Viareggina

Ci sono voluti 98 anni ma alla fine Viareggio ricorda ufficialmente i suoi moti del maggio 1920. Le famose Giornate Rosse che portarono alla nascita della Repubblica viareggina che posero la città in primo piano sia a livello nazionale che internazionale (articolo del New York Times del 4 maggio 1920), sono da oggi ricordate con una piazza importante della città.

I fatti sono poco noti, in estrema sintesi: a seguito dell’assassinio a freddo del guardialinee viareggino Augusto Morganti da parte di un carabiniere, dopo che un rissa con i tifosi lucchesi era da tempo terminata, la città insorge. Una rivolta non organizzata che però venne presa in mano con grande intelligenza politica dalla Camera del Lavoro (anarchica) e dall’on. Luigi Salvatori (socialista). Ci furono le barricate e il regno sabaudo mobilità esercito e marina per reprimere la rivolta. La rivolta di Viareggio segnò il punto più alto del Biennio Rosso nazionale (1919-1920) in quanto fu l’unico caso di occupazione e di gestione dell’intera città da parte degli insorti e senza usare nessuna violenza.

La richiesta di intestare una piazza della città a questi fatti di grande rilevanza storica, è scaturita dallarichiesta avanzata e protocollata dal Comitato 2 Maggio e sottoscritta anche da un gruppo di associazioni (Officina Dada Boom, Fondazione Milziade Caprili e Viareggiok) e dall’impegno del consigliere comunale Stefano Pasquinucci. Tutto questo ha fatto sì che il voto all’unanimità del Consiglio comunale abbia trasformato Piazza del Mercato Vecchio (fra via Regia e via della Foce all’altezza della Torre Matilde) nella piazza che ricorda le Giornate Rosse 1920. Una piazza che udì i comizi di Lorenzo Viani e di Luigi Salvatori la mattina del 3 maggio 1920 e fu spettatrice di eventi importanti di quella rivolta.

Ormai da due anni, per riannodare il filo della memoria, a maggio, organizziamo il Maggio Viareggino, tre giorni (proprio dal 2 al 4 maggio) dedicato alla Giornate Rosse del 1920. Inoltre, in questi ultimi due anni per chi voglia conoscere realmente la storia di quelle giornate, sono usciti due libri: “Ali per sognare. Storia di un anarchico viareggino” (Pezzini editore – 2017) dedicato a ricostruire la vita di Renato Gino Gérard, fra i capi popolari della rivolta ed è l’unico romanzo biografico di un rivoltoso di quei fatti e “Fare come in Russia. Sembrava solo una partita di calcio” (Red Star Press editore – 2018) unico saggio storico in Italia che affronta in modo completo i fatti viareggini del 1920.

Molto lavoro rimane ancora da fare, specie con le scuole, per far conoscere questo pezzo di storia cittadina, volutamente dimenticato per quasi un secolo. Con l’intitolazione però di questa piazza a quei lontani fatti viene restituito finalmente l’onore della memoria di quei nostri concittadini e la dignità storica a un evento di enorme importanza nella storia di Viareggio e non solo e mai più ripropostosi in città.

Questa piazza dovrà tornare, e questo è il nostro impegno, di nuovo a vivere e pulsare di storia e di cultura. Dovrà tornare ad essere un luogo di aggregazione e di memoria storica, uno squarcio nella polvere del tempo che si è finalmente compiuto, adesso sta a noi e a chi lo vorrà non farlo richiudere perchè senza conoscere le proprie radici come si sa non esiste futuro.

Comitato 2 maggio

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Le case occupate di Viareggio si sono raccontate in un’iniziativa molto intensa

E’ stata interessante e partecipata l’iniziativa promossa domenica 27 maggio dal circolo ARCI Officina fotografica d’arte e contemporanea “Dada Boom”, che ha visto protagonisti gli abitanti delle case occupate di Viareggio che si sono raccontati. Storie di vita vissuta, di sofferenze, di patimenti ma anche di dignità e voglia di riscatto. Sicuramente è stato emozionante sentire raccontare dalla voce di una coppia di immigrati come il loro terzo bambino sia nato in una casa occupata e non per strada. Così come è stato entusiasmante vedere persone anziane con tanta voglia ancora di lottare e organizzare picchetti antisfratto. Le case occupate, sarebbe meglio dire recuperate, sono la dimostrazione di come autogestione e autorganizzazione siano la sola risposta concreta per costruire solidarietà. Dopo il presidio contro la repressione a Torre del Lago del 24 maggio, questa iniziativa che ha visto la narrazione non solo politica ma soprattutto umana delle case occupate di Viareggio segnala un ulteriore rafforzamento nella costruzione della Brigata Mutuo Sociale per l’abitare. All’iniziativa sono intervenuti anche diversi compagni di Potere al Popolo di Livorno del sindacato ASIA /USB di Livorno che hanno portato un contributo prezioso per l’arricchimento del dibattito. I prossimi appuntamenti saranno un picchetto antisfratto al quartiere Fontanini il 31 Maggio e la prossima inaugurazione della biblioteca popolare “Dada Media Book” in via Belluomini al Varignano a giugno.

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La Brigata Mutuo Sociale per l’abitare cerca di trasformare la repressione in solidarietà di classe

Sempre più spesso la repressione colpisce chi lotta per il proprio diritto all’abitare e chi costruisce solidarietà per questo motivo stamane 24 maggio abbiamo indetto un volantinaggio a Torre del Lago.
Tre persone sono state indagate per occupazione di una casa a Torre del Lago sul viale kennedy. L’indagine pretestuosa è molto singolare perché la casa era già occupata e a dire il vero è in corso già un processo, con altri imputati, per quei fatti. La casa prima che venisse occupata era da anni in stato di abbandono e lasciata alla mercé di personaggi dediti ad attività poco lecite e venne perfino incendiata. Quando una madre, con bimba minore, decise di entrarvi con l’appoggio dell’Unione Inquilini e della Brigata Sociale Antisfratto le condizioni dell’immobile erano pessime. Lei con sforzi e sacrifici l’ha resa vivibile e ci ha vissuto fino a che le sue condizioni economiche non le hanno permesso di poter tornare sul mercato immobiliare. In quel momento la signora che abitava la casa piuttosto che abbandonare l’immobile ad un infausto destino, magari il medesimo che aveva prima che vi entrasse lei, ha deciso di consultare la Brigata Sociale Antisfratto se avesse avuto persone senza casa che avessero urgenze. Quello che avrebbe dovuto fare un’istituzione è avvenuto spontaneamente attraverso pratiche di autogestione. Due famiglie, di cui una con un bimbo piccolo sono andate ad abitarvi garantendo anche un decoro alla struttura che altrimenti non avrebbe.
A finire indagato, oltre a due residenti nella casa, anche un militante della Brigata Sociale Antisfratto colpevole, solo, di avere messo in contatto chi ci abitava prima con chi c’è andato ad abitare. Si tratta ovviamente del tentativo di ostacolare e criminalizzare chi prova a dare risposte all’emergenza abitativa in questa città. Mentre l’amministrazione comunale si comporta da perfetta incompetente nel affrontare il problema, la magistratura sgombera famiglie e bambini, spende soldi e tempo in inutili processi invece di dedicarsi ad attività più utili come il contrasto al crimine. E si permette di insinuare che l’occupazione è avvenuta per profitti. Siamo di fronte alle solite menzogne di un potere arrogante. La solidarietà è in totale antitesi con qualsiasi logica di profitto. Il diritto all’abitare è sancito dalla costituzione italiana troppo spesso violata da leggi e cavilli che difendono solo gli interessi dei ricchi e dei potenti. Nessuna repressione, e meno che mai quella che poggia su indagini pretestuose, impedirà a noi di sostenere il diritto all’abitare. A tutti i denunciati esprimiamo la nostra piena solidarietà. Intanto domenica 27 maggio alle ore 19, dentro l’art happening “Via dei matti numero zero” che si terrà all’Officina Dada Boom ci sarà un dibattito dal titolo “Le case Occupate si raccontano.”
La repressione e l’intimidazione non produrrà il suo risultato anzi sarà trasformata in solidarietà di classe
Brigata Muto Sociale per l’abitare
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Da Lido di Camaiore un fiore per Gaza

La data del 14 Maggio 2018 rimarrà, purtroppo, tristemente nota. Quel giorno, il giorno del settantesimo anniversario dell’occupazione delle terre palestinesi, mentre Israele festeggiava il trasferimento a Gerusalemme della sede diplomatica degli Stati Uniti, poco distante, lungo la striscia di Gaza, 61 persone venivano brutalmente uccise e 2800 ferite, tra le vittime numerosi bambini, la più piccola di soli 8 mesi.” Così inizia il volantino che i militanti di Potere al Popolo hanno distribuito sabato 19 per le vie di Camaiore e Domenica 20 sulla passeggiata di Lido di Camaiore.

Per dire No alla violenza criminale dello stato Israele contro il popolo palestinese, Potere al Popolo di Camaiore ha lanciato un appello alla mobilitazione “Un fiore per Gaza.” All’appello hanno risposto una sessantina di persone che hanno deciso di lanciare un fiore in mare al fine di omaggiare le vittime di Gaza. Prima del lancio dei fiori ci sono stati diversi interventi di esponenti di Potere al Popolo, dell’Unione Democratico Araba Palestines (UDAP), del Partito della Rifondazione Comunista, del Partito Comunista dei Lavoratori e dell’Officina Dada Boom. In piazza più distanziati presenti anche alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle. Tra le varie testimonianze significativa è stata quella del cardiochirurgo Stefano Luisi del Palestine Children’s Relief Fund Italia (PCRF Italia) che ha raccontato le raccapriccianti condizioni di salute dei bambini palestinesi.

Altre iniziative saranno programmate a breve per sostenere il popolo palestinese che non deve essere lasciato solo di fronte all’aggressione del sionismo. A tal proposito i manifestanti hanno invitato a boicottare i prodotti israeliani che sono tutti quelli che iniziano con il numero di codice a barre 729

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Pietrasanta ha bisogno di spazi sociali e in molti solidarizzano con il “Mangi chi ha fame”

“No alle speculazioni si agli Spazi Sociali” così recita un cartello all’ingresso del Mercato Comunale di Pietrasanta ormai in stato di abbandono per responsabilità politiche delle varie amministrazioni che si sono susseguite. Ieri quel mercato ha preso vita grazie alla meravigliosa iniziativa promossa da quelli del “Mangi chi ha fame” che da tempo sostengono con pacchi alimentari una quarantina di famiglie. L’iniziativa di ieri a Pietrasanta ha visto la presentazione del libro di Lorenzo Micheli “Una comunità proletaria”, la simpatica esibizione del “coro intergalattico stella rossa dadaista, numerosi stand informativi e una apericena.

Quello che emerge dall’iniziativa, a cui hanno presenziato diversi candidati alle prossime elezioni amministrative, è che la città ha bisogno di spazi sociali e chiunque amministrerà la città dovrà tenerne conto. Intanto prosegue la campagna in sostegno dl “Mangi chi ha fame” con numerose persone che fanno foto e le fanno girare sui social netork.

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Davide Grasso al Cantiere Sociale Versiliese a raccontare perché è andato a combattere l’ISIS

La piaga del terrorismo islamico è stata negli ultimi anni funzionali alle esigenze delle potenze imperialiste impegnate a destabilizzare paesi. Al di là della propaganda di facciata e della solita ipocrisia gli stati occidentali, con USA, Turchia e Israele in testa hanno fatto poco per contrastare il terrorismo anzi alle volte lo hanno foraggiato contro i loro nemici nelle vari regioni. Chi ha contrastato realmente i taglia gola dell’ISIS sono le compagne e i compagni curdi che nella regione del Rojava hanno dato vita non solo ad una fiera resistenza ma all’esperienza del “confederalismo democratico” figlia delle elaborazioni teoriche di Abdullah Ocalan ormai prigioniero in un carcere turco da oltre vent’anni. L’esperienza del Rojava è un interessantissimo processo sociale accerchiato da forze reazionarie come l’ISIS, il regime di Assad a Danasco e il regime turco guidato dal sultano Erdogan. Nel 2014 abbiamo sospirato per Kobane, assediata dall’ISIS e difesa dal coraggio delle forze popolari di Ypg e Ypj. Abbiamo visto immagini di donne guerrigliere combattere gli orrori del patriarcato e dell’integralismo religioso. Kobane è divenuta nell’immaginario di molti una nuova Stalingrado.

Davide Grasso, autore del libro “Hevalen perché sono andato a combattere l’ISIS”, pubblicato da Alegre,  sarà presente al Cantiere Sociale Versiliese, venerdì 18 maggio alle ore 21, a presentare il suo libro. Dal marzo all’ottobre del 2016 il militante Davide Grasso è stato in Siria a combattere i taglia gola.

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La Brigata Sociale Antisfratto cambia nome in Brigata Mutuo Sociale per l’abitare

Come Brigata Sociale Antisfratto in questi anni di attività non ci siamo limitati a resistere agli sfratti, organizzando picchetti, ma abbiamo recuperato case strappandole al degrado e permettendo di abitarci a nuclei famigliari con bambini altrimenti lasciati in mezzo alla strada dalle istituzioni. Ci siamo interessati, non solo di sfratti, ma del diritto all’abitare nel suo insieme: dall’emergenza delle residenze perdute, al diritto all’acqua pubblica, siamo intervenuti sui temi della difesa dell’ambiente e del diritto alla salute. Per questi motivi alla fine di una attenta riflessione che dura da mesi e con le prossime tre tappe il presidio contro i processi per la case occupate il prossimo 24 maggio a Torre del Lago, la partecipazione all’art happening “via dei matti numero zero” organizzato all’Officina “Dada Boom” in via mInghetti 12 a Viareggio per i prossimi 26 e 27 maggio e con la nascita a giugno della biblioteca popolare “Dada Media Book” autogestita da militanti della Brigata stessa abbiamo deciso di cambiare nome in Brigata Mutuo – Sociale per l’abitare.

Non ci faremo intimidire dalla repressione né criminalizzare da calunniatori di professione.

Continueremo, ovviamente, ad occuparci anche di sfratti portando la nostra solidarietà a chi rischia di perdere la casa per morosità incolpevoli ma con questo cambio di nome giunge a compimento un processo di maturazione durato anni. Le pratiche mutualistiche e sociali come quelle conflittuali fanno parte del nostro essere come soggetto sociale autonomo da qualsiasi sindacato e forza politica. Non permetteremo a nessuno di fare campagne elettorali sulle nostre pratiche. Siamo disposti al confronto e alla collaborazione con sindacati, partiti, associazioni ma non rinunciando in alcun caso alla nostra autonomia. La Brigata Mutuo Sociale per l’abitare si riunirà tutti i lunedì alle ore 18.30 presso il Cantiere Sociale in via Belluomini 18 a Viareggio ed è aperta al contributo di chiunque riconoscendosi nel nostro impegno vuole collaborare.

Brigata Mutuo Sociale per l’abitare

ex Brigata Sociale Antisfratto

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