Rifondazione Comunista solidale con i lavoratori di SEA.

“Rifondazione Comunista guarda con preoccupazione al destino incerto delle lavoratrici e dei lavoratori di Sea.

Venuti a conoscenza del fallimento della prima fase di raffreddamento e il passaggio allo stato di agitazione di secondo livello con l’intervento della prefettura, Rifondazione Comunista non può che schierarsi dalla parte delle sigle sindacali unite su questo fronte.

Vorremmo conoscere il perché del ritardo del processo di fusione tra Ersu e Sea che non ha tenuto conto dei tavoli di contrattazione con il sindacato, che sono per legge obbligatori, e che ha portato al trasferimento di 19 persone con criteri del tutto discutibili.

Oltre alla presenza di una graduatoria di precari senza un futuro certo, il ritardo della fusione indispensabile per la salvaguardia e gli impianti di tutta la Versilia è inaccettabile, perché figlio solo di spartizione di poltrone.

In Sea Ambiente, che è l’azienda che soffre di più, si cerca solo di salvare il bilancio mandando lavoratori in cassa integrazione in maniera illegittima, perché si usa un fondo sostanzialmente creato per le crisi della pandemia covid e non utilizzabile per il salvataggio di bilanci di aziende scelleratamente condotte da varie amministrazioni.”

Andrea Moriconi – Segreteria di Federazione PRC Versilia

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Potere al Popolo si schiera in difiesa della Lecciona.

“Dopo il vergognoso ma partecipato consiglio comunale di Viareggio del 24 marzo, dove i consiglieri votavano senza farsi vedere sullo schermo, e l’amministrazione che si inerpicava tra paroloni ambientalisti e voluti fraintendimenti, senza specificare niente in concreto del progetto proposto, come Potere al Popolo Versilia non possiamo esimerci da prendere una posizione netta contro questo ennesimo scempio mascherato da intervento ecologista che il nostro territorio sembra destinato a subire.Dopo Le cave, le discariche, i fossi inquinati, il terreno (in)coltivabile ricolmo di arsenico, il tallio negli acquedotti, i depuratori non autorizzati, gli inceneritori spenti per finta, la cementificazione di decine di capannoni ormai vuoti a marcire, e infine l’asse di penetrazione, ora si vuole mettere le mani sull’unica Riserva Ambientale del nostro territorio, ubicata dentro un Parco Naturale Regionale, per farvi passare un’opera che si vuol presentare come verde ed ecologica contorcendo il concetto di mobilità non inquinante. A scanso di equivoci la bicicletta è un metodo di mobilità che ha un impatto ambientale positivo quando si sostituisce al trasporto inquinante e non quando viene usato come nuovo metodo di colonizzazione di una area che già soffre di una presenza umana eccessiva e destabilizzante. A causa, anche, di mancanza, di spiagge libere in altri luoghi del comune purtroppo, una zona del parco naturale come la Lecciona è usata impropriamente come tale: l’unica zona rimasta non depredata dall’antropizzazione ormai esasperante degli stabilimenti balneari, che non sono più soli ombrelloni rimovibili e cabine di legno ma veri e propri fabbricati in cemento, piscine scavate e chi più ne ha più ne metta. Non ci sono altri se ed altri ma: la ciclopista tirrenica sulle dune della Lecciona non ha nessuna modalità di essere un intervento di tipo ecosostenibile. C’è bisogno di diminuire la pressione umana, non espanderla. Sono due quindi gli interventi ecosostenibile da realizzare. Per prima cosa incentivare l’utilizzo della bicicletta facendo in modo che dalla Versilia ci si possa spostare in qualunque ora del giorno verso le città limitrofe con un tracciato illuminato e curato che passi dal viale dei Tigli, da cui si possa poi raggiungere con i sentieri già preseti la pineta, le dune e la spiaggia con accesso magari contingentato. E non secondariamente liberare parte della costa dagli stabilimenti balneari secondo le percentuali da sempre presenti nel Codice Civile e mai fatte applicare, per creare lì dove idonea la possibilità di turismo su spiaggia libera e attrezzata anche per chi non può permettersi tende, ombrelloni e confort oppure proprio non gli interessano. Rispediamo al mittente l’idea di un turismo di massa pseudoverde che ha come solo obiettivo creare il precedente per allentare le restrizioni di tutela ambientale. Riteniamo perciò chi propugna idee di sfruttamento turistico intensivo e invasivo, già per altro ampiamente fruibile in tutto il resto della nostra costa, incompatibile con cariche di presidenza e gestione del parco stesso, il cui fine è mantenere e tutelare la natura li presente, anche per poterne fruire nella sua meraviglia e nel rispetto, senza manomissione umana. Ci sono luoghi in Italia che proprio grazie alle lotte di chi rifiuta opere come queste ora si mantengono stupende, visitabili e intatte. Si può prendere ad esempio la Riserva dello Zingaro tra San Vito lo Capo e Scopello in Sicilia, nata proprio dalla lotta per bloccare l’apertura di una strada e che il 18 maggio 1980 portò i cittadini ad una storica marcia che oggi permette a tutti di poter vivere un pezzo di costa tra le più belle al mondo, nel rispetto VERO dell’ambiente. L’incredibile partecipazione dei cittadini indignati, non solo viareggini, al consiglio di mercoledì scorso, le numerosissime firme alla petizione lanciata dal Comitato per la salvezza della Pineta di Viareggio, e il fermento e lo sdegno palpabile che questo progetto sta provocando a gran parte della cittadinanza fanno ben sperare in una lotta di resistenza allo scempio fino alla vittoria. Quando il popolo si unisce vince!”

Potere al Popolo Versilia

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Tesseramento online 2021 per sostenere il Cantiere Sociale Versiliese

“Il Cantiere Sociale Versiliese ha bisogno di te! In questi mesi difficilissimi di emergenza sanitaria e restrizioni, le attività del Cantiere Sociale, come tanti altri spazi, hanno subito una drastica riduzione. Nonostante tutto non ci siamo mai fermati: il supporto alle fasce più deboli con le pratiche mutualistiche e i lavori di ristrutturazione dei nostri spazi continuano, pur tra mille difficoltà. Per questo abbiamo deciso di lanciare il tesseramento 2021 online, per permettere a chiunque voglia di sostenere la nostra esperienza, nella speranza di poterci rincontrare presto e rimettere in moto tutte le nostre attività!La quota associativa parte da un minimo di 5 euro. Invitiamo chi farà la donazione tramite la piattaforma, di mandare un messaggio alla pagina del cantiere con i dati e il suo recapito mail, così da essere aggiunto all’elenco dei soci. Una volta possibile, consegneremo le tessere cartacee 2021 del Cantiere Sociale Versiliese! SOSTENIAMO IL MUTUALISMO E LA CULTURA DAL BASSO!”

Cantiere Sociale Versiliese

https://www.gofundme.com/…/sosteniamo-il-cantiere…

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Repubblica Viareggina durissima con il consiglio comunale sulla ciclopista alla Lecciona.

“In un consiglio comunale di infimo livello, con interventi da minus habens, la maggioranza degli intrallazzi con la complice astensione delle solite destre ha votato l’ennesimo progetto scellerato contro la città. Se si esclude tre consiglieri comunali che hanno avuto un sussulto di dignità tutti gli altri hanno, di fatto, approvato l’ennesimo ecomostro. Ubbidienti, quasi servili al feudatario Giorgio Del Ghingaro i consiglieri comunali, mercoledì 24 marzo, hanno scritto una delle più vergognose pagine della storia della nostra città. Far passare la ciclopista tirrenica dalla Lecciona, a pochi metri dal mare dentro una riserva naturale quando esiste già un altro tracciato, quello del viale dei Tigli, non denota solo scarsa cultura ambientale ma una voglia strumentale di mettere le mani sul parco. Questo squallido progetto, che contrasteremo con ogni mezzo, arriva dopo quello della già vituperata via del mare che noi continuiamo a chiamare asse di penetrazione e dopo anni di continue esternazioni e minacce da parte del sindaco sull’uscita dall’ente parco della città di Viareggio. “La Lecciona non si tocca.” Stanno dicendo tanti viareggini, giustamente indignati, sui social. Noi pensiamo che a quelle parole vada dato un seguito. Un consiglio comunale, può votare e approvare quello che vuole poi, però, ci sono le comunità che possono decidere se subire queste scelte o se ribellarsi autogovernandosi. Come Repubblica Viareggina conosciamo la storia della nostra città e la sua capacità di reagire quando è il momento. Noi saremo da quella parte della barricata per difendere un bene comune da qualsiasi nuova speculazione. I profitti di pochi non possono passare sopra un bene comune di tutte e tutti.”

Repubblica Viareggina

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Il Museo Popolare della Pineta “Giak Verdun” contro il tracciato alla Lecciona della ciclopista Tirrenica.

“La prossima estate sarà la quarta stagione del museo popolare della pineta che dall’anno scorso si chiama “Giak Verdun”, in memoria del compagno Giacomo Verde che fu tra gli ideatori di questa avventura.Giacomo Verde voleva far incontrare il bello dell’arte con il bello della natura, attraverso pratiche di resistenza. Ma voleva soprattutto che ad incontrarsi fossero arte e attivismo collocando questa esperienza nell’artivismo.Con l’arrivo della bella stagione artiste, artisti, e non, che vogliono cimentarsi con queste pratiche avranno una motivazione in più per farlo. Infatti, oltre a quella di contrastare l’orribile progetto dell’asse di penetrazione, il quale abbatterebbe centinaia di alberi, dividerebbe in due la città e porterebbe il traffico in mezzo al parco, adesso c’è una nuova follia: quella di far passare la ciclopista tirrenica dalla Lecciona a pochi passi dalle dune di sabbia.L’amministrazione comunale di Giorgio Del Ghingaro e dei soliti noti, contro il volere di una città e contro ogni cultura ambientalista, si prepara nuovamente ad attaccare il parco.Noi non staremo in silenzio a guardare.Noi saremo la natura che si difende.”

Museo Popolare della Pineta “Giak Verdun”

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Repubblica Viareggina sostiene la Rete Versiliese contro la Crisi sui brevetti pubblici.

Come Repubblica Viareggina sosteniamo la Rete Versiliese contro la Crisi e aderiamo alla campagna per i brevetti pubblici. Nessuno deve fare profitti ai danni della salute pubblica. Sanità e ricerca sono beni comuni. Tutte e tutti devono poter avere il diritto ad un vaccino per questo i brevetti devono divenire patrimonio di tutti. Le multinazionali non possono fare guadagni sul diritto alla salute che è di tutti.

Repubblica Viareggina

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PCI, PRC,PAP, RV e Sinistra Italiana in difesa della Lecciona respingono la proposta dell’amministrazione comunale sull’attuale tracciato della ciclopista.

Pubblichiamo integralmenre il comunicato congiunto delle cinque forze della sinistra.

La mobilità lenta e lo sviluppo di un turismo eco-compatibile rientrano nei valori che cisono propri e per questo siamo favorevoli alla Ciclovia Tirrenica. Nei nostri valori rientrano d’altra parte il rispetto e la salvaguardia ambientale e delle risorse naturali, affinché queste non solo esercitino l’importante ruolo nell’auspicato ripristino di appropriate condizioni climatiche ma rimangano proprietà e bene comune quale caposaldi in una reale visione di società equa e solidale. Per questi motivi ci troviamo concordi nel respingere fermamente la soluzione proposta dall’Amministrazione Comunale che individua quale possibile tracciato della Ciclovia Tirrenica, nel tratto tra Viareggio e Torre del Lago, il percorso che interessi in qualunque modo la Riserva Naturale della Lecciona. L’analisi condotta nella relazione tecnica che accompagna la proposta di delibera in discussione nella prossima riunione del Consiglio Comunale del 24 marzo p.v, è a questo proposito superficiale quando scarta la possibile alternativa del tracciato del Viale dei Tigli puntando principalmente su questioni di sicurezza. Il richiamo poi alla pericolosità di tale tratto in caso di condizioni meteo avverse è così puerilmente ridicolo da non poter essere preso in considerazione Al contrario proprio questa scelta potrebbe costituire la possibilità di investire risorse per mettere in sicurezza questo importante asse viario, per il quale forse potrebbe essere ipotizzato un futuro del tutto ciclabile. Per quanto detto ci schieriamo contro questa scelta scellerata, a fianco delle Associazioni ambientaliste che bene ne hanno evidenziato l’insensatezza. Riteniamo poi doveroso fare appello alla sensibilità e alla dignità individuale dei singoli consiglieri perché si sottraggano ad una logica di scuderia e facciano sentire la propria contrarietà verso un provvedimento che nega nei fatti i valori ambientali; ben sapendo infatti che qualsiasi intervento in quell’area costituirebbe il tragico presupposto di futuri ed inevitabili processi di urbanizzazione e come tali prodromi per la distruzione di un bene unico ed irripetibile. L’Amministrazione comunale al contrario, di concerto con l’Ente parco, destini interesse e risorse per interventi di cura dell’intera area del Parco, in modo programmato e non sporadico, tali da garantire la tutela e la conservazione delle sue insostituibili biocenosi.”

Partito Comunista Italiano Federazione Lucca-Versilia

Partito della Rifondazione Comunista Versilia

Potere al Popolo Versilia

Repubblica Viareggina

Sinistra Italiana Versilia

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In un mondo che ci appare alla rovescia abbiamo difficoltà a fare analisi ma …

E’ difficile avere una contro – narrazione adeguata per contrastare la tossica narrazione dominante. E’ difficile perché senza pratica conflittuale, e alle volte ci verrebbe da dire senza alcuna pratica, non può nascere teoria. Partiamo nel piccolo da una forte autocritica, anche come Dada Viruz Project. Siamo bravi nel fare i compitini, nel dare voce al comunicato di Tizio e di Caio ma abbiamo smesso di fare analisi. Abbiamo smesso di provare a leggere il mondo come se il mondo parlasse un idioma inconoscibile. Certo attorno a noi ci sono delle complessità, che non possono essere negate, e che non vogliamo negare, ma le compagne e i compagni sembra che si siano rassegnati alla sconfitta. Si comportano come quel tifoso che aspetta il risultato al novantesimo senza andare allo stadio a portare il proprio supporto, perché ormai privo di entusiasmo. Quindi la prima cosa da fare è ritrovare l’entusiasmo. Contrastare la depressione che il sistema ci impone. La depressione si contrasta solo in un modo con l’attività. La militanza è la migliore medicina contro la depressione. Inoltre la militanza obbliga alle pratiche e, di fatto, riattiva il quel circuito virtuoso di metodo leninista “prassi – teoria – prassi” che rimane essenziale per comprendere e trasformare la realtà. Intendiamoci non è il nostro un invito a fare tanto per fare ma a provare a ragionare e fare. Potremmo tranquillamente proseguire questa analisi con una critica al sistema capitalista e molto probabilmente non ci sbaglieremmo perché è un sistema iniquo, irrazionale e criminoso. Tuttavia, pensiamo che ci sia bisogno prima di parlare di noi. Dobbiamo parlare dei nostri limiti e dobbiamo mettere in chiaro che le tante sconfitte che abbiamo subito sono ancora niente, rispetto a quelle che dovremo subire. Continueremo a perdere fino a che rimarremo arroccati ad un modo di ragionare, che non si evolve in rapporto con l’ambiente. Abbiamo bisogno di ascoltare le istanze, anche quelle distorte, del popolo. Abbiamo bisogno di ascoltarle e analizzarle. I radical chic e i professorini non solo non servono ma sono dannosi ad un processo rivoluzionario. Sia chiaro nessun cedimento al populismo o inseguimento delle vertenze ma solo uno studio del livello di coscienza delle masse, per sapere quale è lo stato di salute del paziente. Se c’è da prendere, poi, scelte impopolari vanno prese, ma vanno prese in nome di una linea politica autonoma che mira agli interessi della classe non in nome della ragione dei dominanti che attraverso la loro cultura ci obbligano a vivere in un mondo alla rovescia. Gli opposti oggi sono funzionali a reggere il sistema. Mondializzazione versus sovranismo; liberismo versus populismo; pacifismo versus militarismo; complottismo versus fiducia nella governance, e si potrebbe continuare con altre decine di esempi, sono tutte politiche estreme di questo sistema estremo.

La cosa paradossale, però, è che se rompi questo schema te lo becchi tu dell’estremista. Il potere sembra averla escogitata bene per questo dobbiamo ripensare il nostro essere e soprattutto il nostro muoversi.

La crisi investe i partiti comunisti, i centri sociali, i collettivi e il sindacalismo di base. Nessuno è risparmiato perché nessuno ha compreso che non c’è niente di peggio che di contenuti nuovi con parole vecchie. A noi servono i vecchi contenuti con parole nuove. Il capitalismo chiama questo fenomeno marketing. Mai butterebbe via un un buon vino che non vende più. Cambierebbe solo la pubblicità. Noi, invece, abbiamo fatto il contrario ci siamo ubriacati di nuovismo continuando a proporlo con un linguaggio anacronistico. Abbiamo perso tempo a dividerci tra chi considerava i riformisti il principale nemico e chi con i riformisti voleva unirvisi in matrimonio. Entrambe sono due posizioni sbagliate. A noi le riforme possono e devono andar bene come passaggio tattico ma divengono dannose come obbiettivo strategico. Infine c’è la spinosa questione della ricomposizione di classe. Va da se che non può essere realizzata su di un terreno elettorale. Non abbiamo avuto la puzza sotto il naso e abbiamo sperimentato ma poi dagli esperimenti si devono trarre le conseguenti conclusioni. La ricomposizione passa da percorsi arzigogolati e non è mai definitiva. Inoltre, per quanto sia auspicabile, va ricercata solo a determinate condizioni che non snaturino un progetto già anemico. Tra pandemia, crisi economica, crisi ecologica, tensioni internazionali la storia è tutt’altro che terminata e il mostro che domina non è affatto invincibile. Se lo sembra è per causa della nostra debolezza soggettiva. Per questo occorre accelerare la genesi di un pensiero anticapitalista adeguato ai tempi. Un pensiero fermo e saldo sui principi cardine ma flessibile nel costruire fronti unitari, necessari per gli scontri avvenire. In un mondo che ci appare alla rovescia abbiamo difficoltà a fare analisi ma ancora oggi esiste una bussola per non perderci ed è quella che indica lo scontro tra sfruttati e sfruttatori.

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Rifondazione Comunista di Camaiore appoggia la lettera ai sindaci della Rete Versiliese contro la crisi.

“Come Rifondazione Comunista Camaiore appoggiamo la lettera aperta ai sindaci della Rete versiliese contro la crisi. Pensiamo che sia fondamentale che il varo del nuovo bilancio comunale annuale del 2021 sia per il più possibile incentrato su investimenti sul fronte sociosanitario vista la situazione che stiamo affrontando a livello globale. In particolare le urgenze evidenziate nella lettera sono:
1) Assistenza e ascolto dei cittadini in difficoltà, in particolar modo agli anziani, sia in strutture RSA che a domicilio, essendo questi molto spesso dimenticati dalle amministrazioni.
2) Andare a sanare situazioni di disagio preesistenti e aggravate dalla pandemia, ad esempio fornendo generi alimentari e rispetto del diritto alla casa.
3) Creare sportelli di ascolto per assistere la cittadinanza nelle situazioni giornaliere anche più semplici.
Riteniamo inoltre la tutela della salute psicologica importante tanto quanto quella fisica.
Inoltre, tutti i sindaci dovrebbero impegnarsi a conoscere qual è lo stato di salute dei propri concittadini e, attraverso dati e rilevazioni, fornire periodicamente dei resoconti pubblici, essendo loro i garanti della salute a livello comunale.”
Rifondazione Comunista Camaiore

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A Viareggio Potere al Popolo ha voluto ricordare “Orso”

Potere al Popolo Versilia ha voluto ricordare a due anni dalla morte Felice Orsetti, detto Orso il compagno di Firenze morto combattendo l’ISIS. Lo ha fatto mettendo uno striscione sulla passerella del molo di Viareggio. Riportiamo qui sotto quanto pubblicato sulla pagina di Potere al Popolo Versilia.

<<Ogni tempesta nasce da una singola goccia. >>

” Queste erano alcune delle parole che Lorenzo Orsetti, detto Orso, combattente volontario toscano in Siria del nord, scriveva poco prima di rimanere ucciso dai tagliagole dell’ISIS. La sua idea di costruire insieme a milioni di uomini e donne kurdi/e e di tutto il mondo una società migliore, non e’morta in quel giorno di due anni fa ma continua in quei territori, come ai cancelli delle fabbriche pratesi picchettate da mesi da operai in lotta contro la schiavitù e in tutti i luoghi dove si combatte quotidianamente contro il capitalismo, lo sfruttamento e il patriarcato. Il covid ha mostrato nuovamente e forse con più gravità, come il neo liberismo sia inadeguato e spesso causa, esso stesso, dei malesseri più tremendi di questa terra. Quel fardello di sfruttamento, profitto e terrore sociale che Orso stava combattendo come un nuovo partigiano, oggi non solo non e’sconfitto ma aumenta le condizioni di indigenza di miliardi di persone. Perché il suo sacrificio non sia stato vano, ricordiamolo ogni giorno nelle lotte e nelle vertenze, dalla salute pubblica alla Sicurezza sul lavoro fino alle battaglie di genere.”

Potere al Popolo Versilia

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