Nelle carceri continuano ad uccidere

Dopo l’enorme sfilza di morti nelle carceri italiane ed europre nel 2010, il 2011 è iniziato nello stesso tragico modo. A Livorno è deceduto Yuri Attinà un ragazzo di 28 anni abbastanza conosciuto in città. La novella raccontata è sempre la solita: infarto. Ma Yuri era giovane, sano e in carcere da solo un mese. Nel carcere delle sughere è iniziata la protesta dei detunuti e sulla vicenda sembrano già emergere non poche incongruenze rispetto alla versione ufficiale. La magistratura ha aperto un’indagine ma i media come al solito non hanno dedicato a questa vicenda lo spazio che meriterebbe.
Il carcere di Livorno è un carcere già salito alle cronache nel 2003 per l’omicidio di Marcello Lonzi pestato a sangue ma poi fatto passare per infarto dai soliti servi di regime. E’ un carcere dove le condizioni di vita sono pessime: si va dall’affollamento, alla mancanza di assistenza per i detenuti. Insistenti, nel corso degli anni, sono anche le voci di ex detenuti che sostengono che all’interno di quella struttura carceraria avvenngono abusi e maltrattamenti.
La morte di Yuri è l’ennesima morte che poteva essere evitata. E’ l’ennesimo omicidio dello stato di polizia che conosce solo repressione e violenza. Se le autorità brasiliane, cosi come in passato quelle di altri diversi paesi del mondo, si sono rifiutate di riconsegnare dei latitanti condannato in Italia ci sarà forse un perché?
Nelle carceri italiane esiste, di fatto, la tortura e la condanna a morte. I casi che continuano a verificarsi non sono rare eccezioni ma sono la conferma di una drammatica realtà. Invitiamo a partecipare alla mobilitazione che si terrà sabato 8 gennaio sotto il carcere di Livorno dalle 15 alle 19. Per chiedere verità e giustizia per Yuri. Cosi come invitiamo a partecipare il 22 gennaio a partire dalle 15 al presidio davanti al consolato francese a Firenze per chiedere verità e giustizia per Daniele Franceschi ucciso in un carcere francese lo scorso agosto.
Pretendere verità e giustizia è un dovere morale ma occorre rimettere in discussione questa esistenza fatta di repressione e profitti del capitale.
BASTA OMICIDI DI STATO!
BASTA REPRESSIONE!

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