Repubblica Viareggina: “meglio un sindaco di un commissario noi comunque vigileremo”

delghingarorossi

Prendiamo atto della sentenza del consiglio di stato che ha accolto il ricorso degli esponenti della maggioranza, ribaltando la sentenza del TAR, e rimesso sulla poltrona di primo cittadino, Giorgio Del Ghingaro.
Si tratta essenzialmente di un atto giuridico e non politico sul quale non intendiamo scendere nei dettagli. I commenti delle forze politiche di destra, con il loro approccio strumentale, ci hanno confermato la loro irresponsabilità. Per le bizze della Lega Nord e di Massimiliano Baldini, i veri sconfitti di questa vicenda, abbiamo avuto la città commissariata, paralizzata, immobilizzata per quattro mesi. Il commissario Stelo se ne va come era venuto senza avere apportato alcun miglioramento alla città. Riteniamo che le soluzioni tecniche siano sempre peggiori delle soluzioni politiche per questo pensiamo che per Viareggio sia meglio avere un sindaco che un commissario prefettizio. Tuttavia, questa sentenza non dissipa le ombre per le 675 schede scomparse. La stessa magistratura, come capita sempre più spesso nel nostro paese, si smentisce da una sentenza all’altra.
In democrazia deve amministrare chi prende i voti e Del Ghingaro con i suoi 8.000 voti è stato chiamato ad avere l’onere di governare questa città. Purtroppo, a causa di una legge elettorale poco democratica noi con i nostri 1700 voti non abbiamo avuto alcun rappresentante in consiglio comunale. Riteniamo che il consiglio comunale e la città tutta devono essere coinvolte nelle scelte politiche future dell’ amministrazione. Ci auguriamo che Del Ghingaro in questa sua nuova avventura abbandoni gli atteggiamenti da manager e voglia fare davvero il primo cittadino di Viareggio. La città ha bisogno di un sindaco e non di un amministratore delegato o peggio ancora di un liquidatore fallimentare. Chi amministra deve rendere conto e stare dalla parte dei cittadini e non con i poteri forti. Noi vigileremo senza fare alcun tipo di sconto. Ci auguriamo, inoltre, che né le faide interne al partito democratico né la voglia di inciucio di qualche loro esponente caratterizzino la nuova fase politica.
Repubblica Viareggina

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