Sciopero e presidio alle rubinetterie Ponsi

 

Stamane I lavoratori della Ponsi rubinetterie hanno proclamato uno sciopero e hanno indetto un presidio contro la minaccia di 17 licenziamenti. Al presidio presenti varie forze sindacali e politiche che hanno deciso di portare la propria solidarietà a chi rischia di perdere il posto di lavoro.

Pubblichiamo integralmente il comunicato di solidarietà delle compagne e dei compagni di Potere al Popolo.

I licenziamente alla Ponsi sono l’ennesimo colpo al tessuto economico della Versilia Infatti questo annuncio arriva dopo una lunga serie di ristrutturazioni aziendali e il timore diffuso è che queste ultime misure siano il preludio alla chiusura definitiva dell’azienda.

È necessario mobilitarsi e sostenere la vertenza indetta dai sindacati per la tutela dei posti di lavoro: da parte nostra esprimiamo la più completa solidarietà ai lavoratori che stanno scioperando. Tanti di noi sono impegnati da anni nelle vertenze lavorative dal basso e non possiamo che essere vicini agli operai.

Non possiamo al tempo stesso nascondere un certo stupore per certi attestati di solidarietà espressi in queste ore. Certamente non è questo il momento delle polemiche, ma non possiamo non chiederci come possano essere dalla parte dei lavoratori chi in questi anni ha distrutto le tutele dei lavoratori, a partire dalla riforma Biagi-Maroni (nessuno sembra ricordarsi ad oggi che la Lega è stata protagonista nella precarizzazione del lavoro nel nostro Paese), fino ad arrivare al Jobs Act targato Pd. Il nocciolo del problema in ogni caso a nostro avviso rimane quello della mancanza assoluta da vent’anni ormai di un reale piano di sviluppo industriale nel nostro Paese. Il credo assoluto nelle capacità di sviluppo del libero mercato hanno portato esclusivamente ad una lenta e inesorabile deindustrializzazione dell’Italia. I finanziamenti a pioggia alle imprese (mentre i salari venivano tagliati) non hanno portato ad alcun risultato concreto, se non quella di generare lavoratori sempre più precari e sottopagati. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: la vera emergenza ad oggi si chiama lavoro. Finchè le condizioni di vita di milioni di persone non verranno rimesse al centro della discussione politica non ci potrà mai essere un reale cambiamento.”

Potere al Popolo

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