Lo spirito del reodaismo è vivo. Dalla finta alla vera chiusura del Dada Boom.

Lo spirito di Luca Fani è vivo e impregnato di reo – dadaismo. Cinque anni dopo l’esperimento provocazione del funerale del troll profeta, Luca Fani, fatto poi risorgere; quelli del Dada Boom ne hanno combinata un’altra delle loro. Hanno fatto credere che ci sia stata un’operazione DIGOS e polizia che ha chiuso l’Officina d’arte fotografica e contemporanea. La notizia diffusa tramite i social si è avvalsa di due pagine, apparentemente, identiche a quelle di due quotidiani nazionali ma che da un’attenta osservazione palesavano l’inganno. Il finto Articolo de “La Nazione” titolava: “Sgominata banda reo dadaista, officina dada boom sequestrata. L’operazione dopo la scoperta di una profonda voragine nel quartiere Varignano.” Diverso il titolo su “Repubblica” “Misteriose esplosioni al quartiere Varignano di Viareggio, Officina Dada Boom Sequestrata. Secondo alcune fonti alcuni indagati avrebbero già ammesso le proprie responsabilità Reo – Dada: Entrambi gli articoli erano accompagnati da una foto che mostrava i finti sigilli del sequestro al portone dell’Officina “Dada Boom”. Satira irriverente e surrealismo contro il giornalismo ma anche contro la faciloneria con cui tanti, alle volte persino compagni, credono alle cose che leggono senza approfondire. Nel testo, infatti, c’erano gli elementi per capire che si trattava di una azione goliardica e c’erano soprattutto dei richiami ad altre azioni degli artivisti del Dada Boom: come quella di Luca Fani e quella del finto concerto di Gino Paoli, ecc.. C’era chiaramente anche la volontà di punzecchiare la magistratura e agli apparati repressivi in generale che troppo spesso mettono sigilli a case recuperate al degrado per farcele ricadere e che spendono tempo e soldi in indagini assurde e ridicole che hanno il solo scopo di criminalizzare chi è fuori dal coro. La notizia finta della chiusura dell’Officina doveva anticipare, come poi è avvenuto, l’annuncio della vera chiusura di quell’esperienza. Infatti come abbiamo dato notizia lo stabile di via Minghetti 12 chiude i battenti ma non chiude l’esperienza del collettivo che anzi come si è visto è deciso ad essere ancora irriverente contro tutti i poteri costituiti, contro i luoghi comuni e l’omologazione. Il Reo-Dadaismo è lanciato verso una nuova avventura e l’hastag #arrivedercidadaboom è solo una delle innumerevoli tappe che lo aspettano.

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