Riprende il processo farsa per chi contestò Salvini.

Sono passati più di sei anni ma la farsa continua. Per fare contenti i politicanti locali della lega, gli apparati repressivi proseguono con il ridicolo processo ai danni di chi contestò Matteo Salvini, nel maggio 2015. Nonostante una assoluzione in formula piena per i 27 indagati, perché i reati non sussistevano, il signor Mariotti decise di riaprire l’indagine e alla fine due compagni sono finiti nuovamente a processo per reati pretestuosi e senza alcuna prova concreta contro di loro. Si tratta, solo, di un processo indiziario che mira esclusivamente a tenere in vita il clima repressivo caro al leader leghista. Questa farsa, tuttavia, non cancellerà mai quella splendida giornata di lotta, quando centinaia e centinaia di antirazzisti viareggini scesero in piazza per contestare, giustamente, un seminatore di odio come Matteo alvini. In questi anni l’impegno delle compagne e dei compagni non è mai venuto meno, nonostante i tanti procedimenti penali, a dimostrazione che la repressione può essere sconfitta con l’impegno, l’unità e la solidarietà. Ai cittadini comuni che si lamentano per le lungaggini della giustizia o perché i criminali non vengono perseguiti ricordiamo dove perde tempo la magistratura. Ci viene poi da sorridere quando si sente parlare di toghe rosse. Di che colore sono le toghe in questo caso? Verdi o nere? Quasi banale è ricordare che Matteo Salvini è stato contestato nuovamente quando è tornato in Versilia e lo sarà di nuovo se dovesse tornare. Con lo striscione appeso oggi ribadiamo la nostra severa critica a questo procedimento penale farsa e rinnoviamo la nostra piena solidarietà ai due compagni sotto processo.

Laboratorio Contro la Repressione “Sacko”

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