“Demilitarizzare il mondo.” Alessandro Giannetti scrive con il suo sangue contro la censura del comune di La Spezia.

La censura esercitata dal comune di La Spezia e dal Museo CAMeC continua a sollevare reazioni. La più significativa è stata il ritito da parate del Museo Popolare Giak Verdun di tutte le loro opere esposte. Non si può parlare di Giacomo Verde e dell’artivismo che lui rappresentava se si censura un’opera e soprattutto se lo si fa perché si è a favore delle spese militari. Domenica 17 luglio, mentre venivano smontate le opere, Alessandro Giannetti ha realizzato una performance reodadaista ” No Censura, No spese militari Ogiugno Oluglio”. Si è inciso il simbolo del reodadaismo sul petto e con il sangue ha scritto sul muro “Demilitarizzare il mondo.” Sul suo profilo facebook Giannetti scrive: “E’ un piccolo messaggio al Baronato, agli addetti alla cultura, ai censori. Nessuno riuscirà mai a mettere il bavaglio, nessuno potrà mai davvero pensare di reprimere la libertà di espressione, la libertà di ogni artista. L’ espressione artistica sopravvive ad ogni tentativo di censura, anche ingabbiati dentro una vostra cella, non riuscirete mai a contenere la nostra arte, a costo di usare il nostro sangue.”

Si tratta, per noi, di una risposta forte ed importante a cui vogliamo dare il giusto risalto sia perché consideriamo importante la lotta contro le spese miltari e il militarismo sia perché per noi l’arte non deve essere omologata e ossequiosa verso il potere. Qui sotto postiamo il video della performance e il video del ritiro del materiale con l’appello agli altri artivisti.

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