I coordinamenti ambientalisti esprimono dubbi sui progetti dell’amministrazione viareggina a Torre del Lago e in via Mazzini.

“In questi giorni a Viareggio sono stati presentati i progetti del restauro di marina di Torre del Lago e della via Mazzini. Il primo completamente decontestualizzato dalla natura che lo circonda, il secondo non condiviso coni cittadini, come d’abitudine .Con l’occasione, si è però avuto il piaceredi sentire l’Assessore Federico Pierucci affermare che “una strada non attiva il commercio.”(oseremmo aggiungere neanche un pontile). L’assessore ha anche spiegato che c’è differenza tra una ciclopista, riservata alle sole bici, e una pista ciclopedonale, comequella prevista in via Mazzini, dove le biciclette simuovono in uno spazio condiviso con : “donne, bambini, nonni, cani e non si può pensare di andare veloci come sulla Tirrenica”. Tirrenica che però il Comune vorrebbe lungo il sentiero della Lecciona, dove le persone a spasso sono talvolta anche più numerose che in via Mazzini. Insomma, si continua con progetti lanciati nel vuoto senza seguire alcuna pianificazione anzi se la pianificazione è discordante si riallinea con una o più varianti. Così progetti vecchi di 40 anni diventano innovativicome l’asse di penetrazione di cui, il 29 luglio scorso, è stato riavviato l’iter procedurale per larealizzazione, con una Variante al Piano Strutturale e contestuale Variante al Regolamento Urbanistico allo scopo dichiarato della “ridefinizione del margine urbano meridionale e del sistemadelle reti funzionali, infrastrutturali ed ecologiche”. Perchè pare che “L’organizzazione della viabilità da e verso il porto e l’organizzazione della viabilità urbana” consenta la riqualificazione dello spazio urbano, dell’arredo e del verde. Non si sa su cosa possono essere basate tali affermazioni visto che Viareggio non ha mai provveduto alla realizzazione di un Piano per la Mobilità Urbana Sostenibile (PUMS) e che secondo dati dell’Organismo Mondiale della Sanità(OMS), del 2018, in Italia, si sono verificati 65000 decessi prematuri per polveri sottili (PM10 e PM2,5) ed ossidi di azoto (Nox) emessi nell’aria dal traffico veicolare. E l’ARPAT nel 2021 segnala chein Toscana questi inquinanti, seppure nei limiti di legge, risultano notevolmente più elevati dailimiti indicati dalle Linee Guida dell’OMS. Preoccupa che si vagliano individuare “nuovi percorsi ciclabili (senza precisare se ciclopedonali o meno) di connessione trasversale nord-sud checollegano il quartiere con il centro Città e con il Parco” visto che per la renderli più lineari e velocisi provvede ad abbattere gli alberi che incontrano sul loro tracciato. Così come allarma “La qualificazione del verde urbano e la creazione di cor ridoi ecologici ed ecososistemici ” vistoche quando si parla di mettere a “sistema nodi della rete verde cittadina e le sue relazioni coni sistemi naturali boscati” si procede all’abbattimento di alberi e non si è mai provveduto ad unPiano del Verde come previsto dal Decreto Costa. Tutto questo a fronte “di interventi puntuali direcupero e rigenerazione (sul Patrimonio edilizio), ulteriori” in aree non disciplinate dal Regolamento Urbanistico vigente che in genere si traducono in aumento delle volumetrie, naturalmente nel rispetto dell’impianto architettonico storico e della qualità insediativa della Darsena. Particolare anche l’impostazione dello Screening della Valutazione d’Incidenza. Dopo aver fatto uno scrupoloso elenco delle aree soggette a tutela e degli alberi monumentali che ricadono dentro eintorno al territorio comunale ci si limita a considerare come area d’impatto solo la Lecciona quando dagli interventi urbanistici in Darsena dipende la qualità delle acque di falda dell’entroterra compresa l’area palustre del lago di Massaciuccoli. Rimandando per osservazioni più approfondite si chiede di integrare nella documentazione diprogetto quanto emerso durante il processo partecipativo: “Tutti Uniti per la Pineta ed una Viareggio migliore ”finanziato dalla Regione Toscana. Dove chi ha partecipato ha sottolineato che Viareggio non ha bisogno di centri commerciali e tanto meno di grandi infrastrutture ma di fare funzionare l’esistente. E’stato richiesto un piano per la Mobilità Sostenibile ed è stato proposto unprogetto sulla viabilità “del margine urbano meridionale e del sistema delle reti funzionali, infrastrutturali ed ecologiche ”insieme a tanti altri contributi a cui non è stato mai dato risposta come previsto dalla normativa, cogliendo l’occasione di farlo.”

Coordinamento “La Lecciona non si tocca”

Coordinamento “No Asse”

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