Sfratto rinviato in Darsena grazie alla mobilitazione.

Stamane, martedì 10 settembre, la Brigata Mutuo Sociale per l’ Abitare ed AS.I.A USB sono intervenute a sostegno di un nucleo familiare con 2 bambini di 6 mesi ed una anziana molto malata. Lo sfratto previsto in Darsena è stato rinviato con successo al prossimo 29 novembre, nel frattempo continuerà la mobilitazione per spingere l’ amministrazione comunale a fornire soluzioni concrete per l’intera famiglia.
Il mutualismo è un’ arma da usare!!!

Brigata Mutuo Sociale per l’ Abitare

AS.I.A. USB

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Salvini e Di Maio bruciano alla Baldoria in Cantiere.

Anche quest’anno in tanti hanno partecipato alla Baldoria in Cantiere, organizzata dai ragazzi del Cantiere Sociale Versiliese e dell’ Officina Dada Boom, nel piazzale dietro l’ex Italmaco. Fin dalla mattina i bambini della scuola popolare “Pancho Villa” hanno raccolto pinugliori. La serata ha visto la partecipazione del duo musicale Antonio e Annapia e dei cugini Boiler. I quali hanno accompagnato, assieme ad un trampoliere, il carro “Galeotto fu il Canotto” di Sara Bellandi e Alessandro Vanni vincitore dell’edizione del Carneval Varignano 2019 dal Cantiere fino al piazzale dove è stato bruciato. Insomma la tradizione viareggina è stata rinnovata. A finire nel fuoco, l’anno scorso toccò al sindaco, quest’anno è toccato alle maschere di cartapesta di Salvini e Di Maio tra gli applausi dei presenti che sorseggiavano una birra e mangiavano un panino. E’ stata una serata piacevole, in cui una piazza spesso abbandonata e piena anche di siringhe è tornata ad essere vissuta dalla gente del quartiere che l’ha ripulita.
L’altra baldoria del Varignano fatta da tanti ragazzi al quartiere Bonifica ha rischiato di essere rovinata, invece, per un eccesso di repressione e criminalizzazione dei giovani da parte delle forze di polizia. Far intervenire un numero eccessivo di volanti per qualche scoppio e mortaletto ci sembra veramente eccessivo. A questi ragazzi, come a tutti quelli che in modo ribelle festeggiano le tradizioni di una città che non vuole essere né domata né pacificata va la nostra piena solidarietà.

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Piantate cinque querce a Viareggio in solidarietà con l’Amazzonia.

Viareggio più Verde con l’adesione del Cantiere Sociale Versiliese e del Comitato per la Salvezza della Pineta ha aderito all’iniziativa internazionale del 7 Settembre, piantiamo alberi per l’ Amazzonia.
Stamani Sabato ore 10 in Via Ciabattini, Angolo Via Monte Pania si sono ritrovati alcune persone per mettere a dimora cinque piccole farnie (quercus robur) coltivate da seme. L’Iniziativa che è stata autorizzata dal Settore Verde Pubblico del Comune di Viareggio, vuole essere un modo per difendere l’ambiente e ricordare l’importanza degli alberi in un momento in cui vengono incendiati o tagliati in tutto il mondo.

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Repubblica Viareggina: “A Del Ghingaro che parla di accoglienza ricordiamo lo sgombero in via Matteotti.”

Qualche giorno fa l’amministrazione di Viareggio ha firmato il ”patto europeo di integrazione”. Un progetto che ha coinvolto altri comuni e associazioni europee. Gli obbiettivi sono encomiabili, vista la attuale situazione proprio europea: il contrasto alla discriminazione, alla xenofobia, all’incitamento all’odio e all’intolleranza.
Peccato che le finestre e le porte murate con mattoni di via Matteotti siano ancora testimonianza concreta e visibile di un ben altro passato. Anche questo responsabilità diretta della presente Amministrazione.
Infatti qualche anno fa, in pieno inverno, era gennaio, il gruppo di migranti accolto per iniziativa dell’amministrazione Marcucci, in uscita dalla Lisca e residente nello stabile ex Asl, fu sbattuto senza preavviso o soluzioni alternative, in mezzo alla strada.
Non si trattava di una occupazione abusiva. Era una struttura di accoglienza ufficiale e regolare. Inizialmente anche affidata alla gestione di mediatori culturali. Le successive amministrazioni via via praticarono un progressivo disimpegno, fino all’abbandono. L’attuale amministrazione ne ha decretato poi la definitiva violenta e disumana chiusura, priva di qualsiasi progetto alternativo.
Alcuni dei migranti trovarono anche la forza di protestare, pernottando con coperte e bevande calde fornite da cittadini/e, sulle panchine di marmo del comune. Anche noi, come Repubblica Viareggina ci attivammo a loro sostegno, per l’indignazione verso quanto di disumano era stato fatto.
La motivazione ufficiale addotta fu il problema igienico sanitario. In realtà si sentì allora il bisogno di assecondare proprio quel clima di intolleranza che adesso , l’adesione al progetto europeo sembra voler contrastare.
Non ci fu allora niente da fare per far ritornare sui propri passi una amministrazione intransigente. Nonostante anche l’intervento del Sindacato. Associazioni, parrocchie, addirittura gruppi politici, diedero allora concreta applicazione al principio accoglienza, ospitando per diversi giorni piccoli gruppi di migranti. Senza l’intervento della Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare che ospita alcuni di loro nel pronto soccorso abitativo presso l’ex INALI queste persone sarebbero in mezzo ad una strada.
Resta la domanda di fondo. Ci chiediamo: ma l’adesione attuale al progetto europeo di cui sopra è indice di un cambiamento profondo di orizzonti e di quell’umanità, allora perduta, oppure ancora si tratta dell’ennesimo tentativo di assecondare convenientemente climi elettorali e politici nazionali in questa fase di apparente trasformazione? Le finestre e le porte sigillate con mattoni stanno lì a alimentare questo dubbio.

Repubblica Viareggina

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Duccio Checchi della FGC contro il numero chiuso a medicina.

“Oggi l’esito dei test dipende sempre più dall’estrazione sociale. E’ questa la meritocrazia?”Queste la parole di Duccio Checchi, del Fronte della Gioventù Comunista, affermando che alcuni superano i test perché possono prepararsi grazie a corsi da migliaia di euro, a scapito degli altri migliaia e migliaia di ragazzi che non possono permettersi tale lusso. Oggi l’area della ASL Toscana Nord Ovest, come nel resto d’Italia, ha una forte mancanza di personale medico. Non scordiamoci il penoso accordo stretto tra l’azienda e i sindacati confederali che prevedeva l’assunzione di 70 persone, contro le 500 che in realtà servirebbero. Questo ci vide scendere in piazza insieme al sindacato Fials il 30 Luglio scorso. In 7 anni in Italia abbiamo perso 9 mila medici e mancano 50mila infermieri. In Toscana la situazione si è aggravata anche grazie al contributo del Partito Democratico con la legge 84 del 2015, con la quale si sono allungati i tempi di attesa e quindi anche delle liste, sono stati decentrate le catene di comando e promossi tagli al personale. E’ dunque palese a tutti che oggi i test d’ingresso non sono concepiti per questioni meritocratiche, ma servono principalmente per diminuire la spesa pubblica nella sanità. Noi pensiamo che la sanità debba essere del tutto libera dalle logiche imprenditoriali e che debba essere gratuita e di qualità. L’unica via da percorrere oggi è quella di investire in un nuovo piano assunzioni e con l’eliminazione del numero chiuso a medicina e nelle facoltà sanitarie.

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Sit-in per l’Amazzonia a Viareggio dove è stato ribadito di difendere anche il nostro parco.

Circa un centinaio di persone hanno partecipato al Sit – In per l’Amazzonia, domenica 1 settembre alle ore 21, in Piazza Campioni sul lungomare di Viareggio. Cartelli, striscioni e video da computer portatili per denunciare quanto il criminale Jair Bolsonaro, presidente del Brasile sta attuando. Numerosi sono stati gli interventi dei giovani del Friday foro Future che hanno annunciato lo sciopero del 27 settembre. Si è parlato del disastro e di che cosa possiamo fare da migliaia di km di distanza. Rabbia, dolore e indignazione non sono sufficienti se non si cambia stile di vita e non si mettono in discussione le modalità di produzione di questo sistema economico.
Presenti esponenti anche di Repubblica Viareggina e Potere al Popolo che hanno sottolineato l’ipocrisia di alcuni politicanti che cercano di apparire amici di questo movimento ma che sono solo lupi vestiti da agnello. Non sono state risparmiate critiche alla green economy ed è stato soprattutto detto che se vogliamo difendere l’Amazzonia si deve partire dalla difesa del nostro parco naturale a Viareggio, la nostra piccola Amazzonia.

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“Non è questo il momento di tagliare alberi.” Partecipata assemblea contro l’asse di penetrazione al museo popolare della pineta.

Si è svolta giovedì 29 agosto, presso il museo popolare della pineta, una importante assemblea contro l’asse di penetrazione dal titolo “Non è questo il momento di tagliare gli alberi.” Prima dell’assemblea si sono svolte tre performance realizzate da artisti che fanno vivere il museo. L’iniziativa coordinata da Mario Giannelli ha visto gli interventi di Murat Onol (Collettivo superazione), Giacomo Verde (Collettivo Dada Boom), Alessandro Ravenna (Cantiere Sociale Versiliese), Gianluca Venturini (CSOA SARS), Daniele Cinquini (Repubblica Viareggina), Riccardo Domenici (Inquilino della palazzina No Asse), Andrea Lami (Comitato Salviamo la Pineta), Gabriele Farnesi (Potere al Popolo) e Stefano Pasquinucci (Consigliere Comunale). Al dibattito hanno partecipato una settantina di persone tra cui anche esponenti del Comitato della Sanità Pubblica della Versilia, del Movimento Cinque Stelle, del Partito Comunista e del Partito Comunista dei Lavoratori. Molti gli spunti emersi come: la preoccupazione per l’Amazzonia che brucia e la ferma condanna a Bolzanero; il sostegno alle giovani generazioni impegnate nel Friday foro future; la critica alle logiche di profitto del sistema capitalistico insensibile alle tematiche della salute e dell’ambiente; critiche anche alla green economy e al capitalismo verde. E’ stato sottolineato come sia importante sostenere la piantumazione di nuovi alberi e di come sarebbe auspicabile chiudere al traffico sia il centro di Viareggio che la Darsena. Infine è stata valorizzata l’esperienza di resistenza del museo popolare della pineta che fa incontrare il bello dell’arte con il bello della natura. Intanto per l’autunno diversi comitati ambientali del Nord Toscana manifesteranno a Viareggio e molte delle forze presenti all’assemblea di giovedì parteciperanno a quell’appuntamento anche per ribadire la loro contrarietà alla costruzione dell’Asse di penetrazione.

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Ambientalisti in piazza a Viareggio contro il 5G giudicato pericoloso per la salute.

Sabato 24 agosto, per alcune ore, in Piazza Margherita a Viareggio, si è tenuto un presidio per informare sui danni alla salute cge la nuova tecnologia della telefonia mobile “5G” porta alla salute delle persone. Il presidio ha visto la distribuzione di centinaia e centinaia di volantini a firma Rete Ambientale della Versilia, Comitato via Matteotti, Comitato Marco Polo, Comitato Pedona Ambiente e Salute.
31.000 scienziati hanno messo in guardia dei rischi sanitari conseguenti ai campi elettro – magnetici irradiati. Alcuni paesi, si legge nel volantno, preoccupati per questo hanno detto di No al 5G. Tra questi paesi figura anche la tecnologica Svizzera. In Italia si va avanti nella sperimentazione a Viareggio questa sperimentazione è avvenuta durante il Jova Beach ad insaputa della maggioranza dei partecipanti all’evento. La salute dei cittadini deve venire prima dei profitti delle compagnie telefoniche.

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Oltre 200 persone in Piazza a Viareggio con Porti Aperti contro il decreto sicurezza bis.

Almeno 200 persone hanno sfilato per la passeggiata di Viareggio, mercoledì 21 agosto, con fiaccole, bandiere e striscioni per dire no al decreto sicurezza Bis fortemente voluto da Matteo Salvini. Dopo il corteo dalla passerella del molo sono stati lanciati fiori in mare per omaggiare i tanti morti nel Mediterraneo.
“Restiamo umani, promuoviamo la solidarietà, difendiamo la democrazia e il pluralismo, contrastiamo ogni forma di razzismo e fascismo, accendiamo tante luci contro la paura.” Queste le parole d’ordine lanciate da Porti Aperti Viareggio che ha promosso la manifestazioe a cui hanno aderito: ANPI Viareggio, ANPI sez. Gino Lombardi, ANPI provinciale Lucca, ARCI Lucca e Versilia, Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare, Casa delle Donne Viareggio, CGIL provincia di Lucca, Circolo Alex Langer Viareggio – Versilia, Circolo Terzo Mondo Pietrasanta, Laboratorio Contro la Repressione Sacko, Legabiente Versilia, Partito Comunista Italiano sezione Viareggio e sezione Versilia, Potere al Popolo Versilia, Refugees Welcome Italia gruppo Versilia, Rifondazione Comunista Viareggio, Senza Confini, Sinistra Italiana Versilia, Unione Inquilini, Viareggio Meticcia.
Il Laboratorio contro la Repressione “Sacko” ha distribuito un volantino di cui riportiamo integralmente il testo.

Dietro la propaganda populista del DECRETO SICUREZZA BIS si nasconde solo la voglia di repressione del ministro Salvini.

Da molti è stato definito disumano in tanti hanno espresso una profonda indignazione.

Per alcuni giuristi esperti si tratta di un decreto anticostituzionale. Quello che è certo che il Decreto Sicurezza bis è un insieme di norme repressive finalizzate a contenere il dissenso sociale e accontentare gli istinti più retrivi di un elettorato reazionario.

  • Sono previste multe con cifre sproporzionate per chi avesse l’umana volontà di salvare vite in mare : da 50.000 a 1.000.000 di euro
  • Viene, poi, aggravata la legge reale
  • Portare un fazzoletto al viso ad una manifestazione può portare a pene da due a tre anni;
  • chi accende un bengala o un fumogeno in un corteo può avere condanne da uno a quattro anni,
  • incremento di pene anche per il semplice reato di danneggiamento dove si può arrivare a prendere fino a cinque anni di reclusione.

Il decreto naturalmente non affronta reati relativi alla mafia e alla criminalità organizzata. Questi, evidentemente, non interessano al ministro dell’interno Matteo Salvini e al suo governo ormai sempre più sotto il suo totale controllo.

Da tempo denunciamo l’incremento del clima repressivo nel nostro paese. Del resto le classi dominanti si attrezzano in vista delle prossime crisi economiche e sociali. Il decreto sicurezza bis è uno strumento ancora più efficace per reprimere chi lotta e resiste. Si tratta di un ulteriore passo verso la costruzione di un regime di polizia per questo invitiamo a mobilitarci.

Laboratorio Contro la Repressione “Sacko”

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Un centinaio di persone alla proiezione del film “La donna elettrica” nel piazzale del CSOA SARS in attesa del dissequestro dopo l’incendio.

L’incendio che ha colpito il CSOA SARS non ha fiaccato il morale delle compagne e dei compagni che da oltre sedici anni danno vita a questa importante esperienza di autogestione. Martedì 20 nel piazzale del parcheggio c’è stata una cena a cui hanno partecipato una sessantina di persone che hanno solidarizzato con il centro sociale viareggino e dopo c’è stata la proiezione del film “La donna elettrica” a cui hanno assistito quasi un centinaio di persone. Un cinema all’aperto perché il SARS è ancora sotto sequestro dopo l’incendio che comunque non ha però danneggiato lo stabile centrale.
Il film è la storia di una donna che lotta contro un’industria locale che sta compromettendo la vita degli abitanti inquinando. Ma l’arrivo di un bimbo orfano metterà in discussione tutte le sue battaglie. Il film ha ottenuto una candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office La Donna Elettrica ha incassato 374 mila euro. Si tratta di un film che fa riflettere su alcuni temi importanti e lo fa stando fuori dal political correct. E’ stata una serata interessante ricca di partecipazione e voglia di ripartire. Ci auguriamo che il centro sociale sia dissequestrato il prima possibile e che possa tornare ad essere fruibile a pieno.

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