Striscioni per il Popolo Kurdo intanto il consigliere Stefano Pasquinucci presenta un ordine del giorno al Consiglio comunale di Viareggio

Sono stati appesi in alcuni punti di Viareggio diversi striscioni al fianco del Popolo Kurdo, in tanto il consigliere Stefano Pasquinucci ha protocollato un ordine del giorno al Consiglio comunale di Viareggio che prossimamente sarà discusso. Pubblichiamo integralmente questo ordine del giorno

Al consiglio comunale di Viareggio

La Siria a partire dal 2011 è stata teatro di una sanguinosa guerra civile; · seppur in mancanza di dati certi, si stima che dall’inizio del conflitto siano oltre 500.000 i morti, di cui circa un terzo civili; · secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari la guerra in Siria ha provocato un esodo di massa di persone in fuga dal conflitto con circa 5 milioni di rifugiati ed oltre 6 milioni di sfollati; · nel 2014, a seguito dell’avanzata del fondamentalismo islamico, lo Stato Islamico (ISIS) è arrivato ad occupare circa un terzo dell’intero territorio siriano, tra cui il cosiddetto “kurdistan siriano” ed i governatorati di Raqqa e Deir el-Zor; · nel 2015 la sconfitta nella battaglia della città curda di Kobane ha di fatto segnato l’inizio del “reverse course” e l’arresto dell’avanzata dell’Isis; · le unità di difesa popolare degli YPG e YPJ, inquadrate nell’alleanza curdo-araba (SDF) parte integrante nella coalizione internazionale anti-terrorismo islamico, sono state fondamentali nella resistenza al terrore dello Stato Islamico, contribuendo alla liberazione dal Califfato delle città di Aleppo, Raqqa e dell’intero nord della Siria; · a seguito della sconfitta dell’Isis, ad Afrin e negli altri cantoni della regione del Rojava convivono oggi pacificamente curdi e arabi, cristiani e islamici; etnie e religioni diverse in un innovativo e moderno sistema di democrazia partecipata, paritaria e di uguaglianza tra i sessi; · le SDF curdo-arabe non hanno mai minacciato né attaccato i confini turchi; CONSIDERATO CHE · lo scorso 20 gennaio la Turchia con l’offensiva militare denominata “Ramoscello d’Ulivo”, ha violato la sovranità territoriale siriana, attaccando senza alcuna motivazione e giustificazione il cantone curdo di Afrin nel nord ovest della Siria; · già nell’estate 2016 la Turchia aveva lanciato nel nord della Siria l’operazione militare denominata “Scudo sull’Eufrate”, con la scusa di combattere Daesh, ma con il preciso obiettivo di dividere i territori del Rojava curdo; · l’offensiva militare turca, effettuata mediante attacchi di terra e raid aerei, ha già causato decine di vittime anche tra la popolazione civile, non risparmiando neppure il campo profughi di Rubar, ospitante oltre 20.000 rifugiati provenienti dal resto della Siria; · il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di voler estendere l’offensiva militare a tutto il territorio abitato dai curdi nel nord della Siria; · l’aggressione militare della Turchia rappresenta un vero e proprio crimine contro l’umanità e si sta compiendo nel pressochè totale silenzio della Comunità Internazionale e che è a rischio l’incolumità e la sicurezza di decine di migliaia di civili e di rifugiati; · questa aggressione militare va ad aggiungersi alle distruzioni delle città curde in Turchia, al massacro di centinaia di civili, alla destituzione e all’arresto di numerosi altri Sindaci ed eletti locali in atto a partire dal 2015; RICORDATO CHE · dal 1952 la Turchia è membro effettivo della NATO; · dal 2005 sono aperti i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione Europea; · l’Italia è uno dei principali partner commerciali della Turchia, con un interscambio commerciale di 16,2 miliardi di dollari nel 2016 e oltre 1300 società ed aziende con partecipazione italiana presenti in Turchia; · nel novembre 2015 il Comune di Firenze ha ospitato il sindaco della città di Kobane durante il forum dei sindaci per la pace “Unity in diversity”;

TUTTO CIÒ PREMESSO, CONSIDERATO E RICORDATO, ESPRIME solidarietà ed il proprio sostegno alla popolazione di Afrin e dell’intero Rojava; CHIEDE al Governo Italiano di condannare quanto accaduto e di fare pressioni sul Governo Turco per la cessazione degli attacchi indiscriminati nei confronti della popolazione del cantone di Afrin e dell’intero Rojava; Di togliere finalmente il PKK dalla lista delle organizzazioni terroristiche perche’ da anni e’ invece organico all’alleanza per la difesa dei territori curdo siriani contro isis,difendendo di fatto anche l’Europa. Togliendo cosi ad Erdogan il pretesto per continuare il massacro curdo in alleanza proprio con ISIS. CHIEDE al Governo Italiano di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune – con particolare riferimento all’Unione Europea, al Consiglio di Europa e alla Nato – la ferma condanna di quanto avvenuto e l’attivazione di tutti gli atti politici necessari per tutelare la popolazione del Rojava e il rispetto delle libertà democratiche.


 

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