Schedature di massa per chi partecipa alle manifestazioni? Grave quanto è avvenuto sabato 16 giugno

Quando non c’è libera informazione e quando la possibilità di manifestare è limitata vuol dire che siamo in un regime.

La maggioranza degli italiani nemmeno sa che sabato 16 giugno a Roma c’è stata una manifestazione indetta da USB, contro le diseguaglianze sociali, a cui ha aderito anche Potere al Popolo e altre forze politiche. Non lo sa perché TV e giornali non l’hanno annunciato prima e non ne hanno parlato dopo nonostante diverse migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Roma. Ma questo è niente. Molte delle persone che andavano a Roma sono state fermate, perquisite e fotografate con il documento in mano. Questo è accaduto anche ad alcune/i compagne/i di Viareggio. Ormai è palese che siamo in un regime e di questo bisogna ringraziare non solo Salvini e i suoi alleati ma anche Minniti e il PD. Il corteo di Roma voleva ricordare Sacko il sindacalista USB, ucciso con una pistolettata, in Calabria, e aveva come parola d’ordine “Prima gli sfruttati”. In modo preventivo, sfruttando anche ciò che il “democratico” Minniti ha fornito loro, le forze di polizia hanno provveduto ad una schedatura di massa. Viene da chiederci quale utilizzo e soprattutto chi gestirà i dati raccolti. Mentre il governo annuncia l’arrivo dei teser, non si parla più del numero identificativo sui caschi. Manifestare diviene sempre più difficile mentre chi vorrà reprimere potrà farlo in modo ancora più netto e con sempre nuovi strumenti. Si tratta di un qualcosa di molto preoccupante sul quale tutte/i i militanti faranno bene ad concentrare le proprie attenzioni e il proprio impegno politico. Non basta esprimere a chi è colpito dalla repressione solidarietà bisogna costruire una risposta politica adeguata.

Intanto Potere al Popolo di Camaiore per la giornata del 26 giugno in cui gli ergastolani hanno indetto uno sciopero della fame ha annunciato per le ore 19 in passeggiata a Lido di Camaiore un Flash Mob per i diritti dei detenuti. Contro, giustizialismo, criminalizzazione, repressione e voglia di forche non si può e non deve tacere.

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