Duccio Checchi del FdGC risponde alla assurda pretesa di Fiorini di rimuovere la Falce e Martello dal monumento alla Resistenza.

Assistiamo perennemente ad attacchi nei confronti della storia della Resistenza. Questa volta è toccato al monumento di Largo Risorgimento a Viareggio dal quale si vorrebbe far rimuovere la falce e il martello. La pretesa giunge da Augusto Fiorini, vicepresidente di Fratelli d’Italia. Fiorini afferma”La festa della liberazione, non è una esclusiva della sinistra ne tanto meno proprietà del partito comunista. Dobbiamo trovare una soluzione a questa ingiustizia storica, anche con gesti fattivi”. Prosegue dicendo che la storia della resistenza non è mai stata chiarita, e che chiaro non è mai stato il ruolo delle formazioni partigiane di certe componenti politiche, che comprendevano pure i monarchici, i cattolici e i liberali. Da chi oggi rappresenta il partito erede del Movimento Sociale Italiano, noi non abbiamo assolutamente nulla da imparare. Ma dato che si vogliono dare delle lezioni di storia, noi vogliamo fare la nostra parte. A Fiorini dispiacerà moltissimo sapere che, è vero che nella resistenza non l’ha fatta solo una parte politica, ma è anche vero che senza il contributo delle forze socialiste e comuniste la resistenza non ci sarebbe mai stata. Il CLN era diviso da due modi di pensare. L’area che comprendeva i dirigenti cattolici e liberali, riteneva che la Resistenza dovesse essere un movimento passivo che si limitasse al semplice supporto alle truppe angloamericane. Furono i comunisti e i socialisti i principali promotori della lotta antifascista nel nostro Paese. Le brigate partigiane più numerose erano infatti la Brigata Garibaldi (legata al Partito Comunista Italiano), la Brigata Matteotti (del Partito Socialista Italiano) e a seguire Giustizia e Libertà (Partito d’Azione). Fu principalmente grazie a queste tre brigate che la Resistenza non fu un movimento passivo, ma organizzato e radicato tra i gli operai e gli studenti. Pure in Versilia ci fu un grandissimo contributo dei partigiani appartenenti all’area comunista e socialista. Ricordiamo Giuseppe Antonini, Didala Ghilarducci, Ciro Bertini, Gino Lombardi, Moreno Costa, Luigi Salvatori e tantissimi altri. Costoro contribuirono alla costituzione delle formazioni partigiane in Versilia e furono protagonisti nella lotta contro il nazifascismo. Queste ridicole operazioni di revisionismo, studiate per la sola propaganda (guarda caso quando sta per entrare nel vivo della campagna elettorale per le amministrative a Viareggio), le rispediamo direttamente al mittente. Specialmente quando si tratta di un’esponente politico il cui partito ha sempre infamato la storia di tutto il movimento partigiano; che sia stato comunista, cattolico o liberale. Degli eredi del fascismo che vogliono insegnarci come dobbiamo essere antifascisti, ne facciamo volentieri a meno. Noi abbiamo fatto una scelta, ovvero quella di prendere come esempio tutti quei partigiani caduti contro i nazifascismo, che in quella lotta vedevano la reale speranza per la costruzione di una nuova Italia. L’Italia di chi pensa non vuole essere servo.

Duccio Checchi- segretario Fronte della Gioventù Comunista Versilia

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