Contro la censura, contro il militarismo viva Giacomo Verde.

La mostra “Liberare l’arte da artisti”, dedicata a Giacomo Verde realizzata presso il CAMeC di La Spezia, si è conclusa il 13 gennaio. La mostra ha ricordato un grande artivista ma ne ha, secondo noi, snaturato il messaggio. Giacomo Verde era un compagno e non uomo da facili compromessi. Mai e poi mai avrebbe tollerato una censura e poi su di un tema delicato come il militarismo in tempi di guerra.

Il 25 giugno scorso, in occasione del vernissage, i reodadisti realizzarono la perfromance “Omaggio Ogiugno” che è stata poi vergognosamente censurata alimentando non solo giuste polemiche ma un lungo e intenso dibattito che ha .

Venerdì 13 gennaio in occasione del finissage “Gigi Blù” ha messo in scena una protesta sotto forma di performance per ricordare quella censura. “Viva Giacomo Verde abbasso il militarismo!” ha urlato mentre si pettinava con un ombrello aperto.

I reodadaisti continueranno a tenere vivo il pensiero di Giacomo Verde e lo difenderanno da ogni tentatvo di annacquarlo e addomesticamento. Non si può comprendere il pensiero del Verde se si permette che l’arte divenga prigionera delle solite conventicole, dei baronati e della politica della conservazione.

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