Il presidente dell’ANPI provinciale di Lucca preoccupato dall’avanzare del revisionismo invita alla battaglia delle idee.

La battaglia delle idee
“In Italia, addirittura fin subito dal dopoguerra, è iniziata un’operazione di delegittimazione
della lotta partigiana, di attacco alla Costituzione e ai valori della Resistenza.
Operazione di revisionismo storico che, purtroppo, ha subito una accelerazione in questi
anni, dovuta alla scomparsa biologica di chi ha fatto quella scelta resistenziale e per tutta la
vita l’ha difesa, rivendicandola da un punto di vista morale e civile.
L’elezione del 25 settembre scorso, con la vittoria di Giorgia Meloni e del Partito di FdI,
sicuramente sta favorendo tale processo; come lo sta favorendo in Provincia di Lucca la
vittoria del centrodestra nel capoluogo lucchese, con l’appoggio elettorale al ballottaggio
della lista “Difendere Lucca” di Fabio Barsanti (9,50%); gli eredi -di fatto-
dell’organizzazione fascista denominata “CasaPound”.
Infatti, alle elezioni di Lucca, abbiamo assistito ad un centrodestra debole ed in difficoltà,
che per vincere si è dovuto appoggiare, ellettoralmente ed organizzativamente, agli eredi di
CapaPound.
Un operazione politica “spregiudicata”, da parte del centrodestra lucchese, che in
precedenza non aveva mai osato tanto, intese o apparentamenti; mantenendo -invece-
sempre le distanze da certi ambienti di estrema destra, quasi, in modo pudico, a non voler
barattare una vittoria elettorale con i valori fondanti della Nostra democrazia.
A maggior ragione, in un tessuto critico, quello lucchese, sia storicamente per la nascita
delle Brigate Nere e l’eversione neofascista negli anni ’70, ma anche in tempi più recenti,
quando la curva della lucchese ma la città tutta, ha assistito ad una stagione di violenza
neofascista con aggressioni e pestaggi che ha portato a ferimenti di immigrati e giovani di
sinistra, sfociando anche in pesanti condanne processuali.
Proprio in questi giorni, infatti, l’Amministrazione comunale di Lucca ha deliberato di
mettere mano alla “delibera antifascista” votata dalla precedente amministrazione del
Sindaco Tambellini ed eliminando così ogni riferimento all’antifascismo, quale valore
fondante della Nostra Repubblica e pregiudiziale imprescindibile, per concedere spazi
pubblici ad associazioni ed organizzazioni politiche richiedenti.
Ma è un po’ in tutta la Provincia di Lucca che assistiamo, da un pezzo a questa parte, ad un
clima di revisionismo che -spesso- si presenta con episodi individuali o isolati e che
vengono etichettati come leggerezze o ragazzate ma che, purtroppo, sempre più, vedono
coinvolte in primis le stesse istituzioni, sia per connivenza o leggerezza, nel migliore deicasi.
Basta pensare, da ultimo, alla mostra su Julio Evola a Villa Bertelli a Forte dei Marmi, alla
presentazione di un libro ambiguo come“Borgo Italia” a Massarosa, da parte di ex
esponenti di estrema destra o il voler intitolare a Castiglione di Garfagnana una piazza dove
è morto un partigiano, ad Altero Matteoli.
E’un caso? No! C’è una regia? Penso di no! Tuttavia è un clima politico di perdita di valori
fondanti, di identità, di comunanza politica e partecipazione democratica che sfocia
-purtroppo- in operazioni revisioniste, se non addirittura neofasciste, in un periodo
certamente difficile di crisi economica, di pandemia e di incertezze sociali e culturali.
D’altra parte, ben sappiamo come il revisionismo -storicamente- agisca e in quale contesto si
muova nel Nostro Paese: generalizzando questioni differenti; equiparando fenomeni diversi
e decontestualizzando vicende lontane tra loro.
Quale è il Nostro compito come Anpi? Sicuramente vigilare, denunciare ogni episodio e
mobilitarsi democraticamente, favorendo la massima partecipazione degli iscritti/e e con la
collaborazione delle altre associazioni ed organizzazioni politiche, sensibili alle medesime
tematiche, anche in prospettiva di una revisione della Carta costituzionale in chiave
presidenzialista.
Riprendere, inoltre, la campagna politica di alcuni anni fa riguardo le così dette “delibere
antifasciste”, favorendo il fatto che le Amministrazioni comunali, che non lo avessero
ancora fatto, le adottino e per quelle che lo hanno già fatto, sia un punto di partenza per
rilanciare e sensibilizzare sul tema.
Ma soprattutto, non ci dobbiamo sottrarre; bensì portare avanti con forza la battaglie delle
idee, su antifascismo, difesa della Costituzione e memoria della Resistenza, con coraggio e
determinazione nella società tutta: scuole, istituzioni, luoghi di lavoro…!!
Oggi, non muoversi equivale ad indietreggiare e l’Anpi farà la sua parte!!”
Filippo Antonini
Presidente Provinciale

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