Una moltitudine è scesa in piazza per le vie di Pisa contro bombe e manganelli. Rafforziamo il movimento contro la guerra e la repressione.

I manganelli che hanno colpito a Pisa e a Firenze, chi manifestava a favore del popolo palestinese, ci confermano che guerra e repressione sono strettamente connesse. La guerra altro non è che la repressione dei popoli che resistono all’imperialismo. Quello palestinese ma anche quello yemenita, con la scusa di attaccare gli houti, sono i più colpiti dai sionisti e dai loro complici occidentali. La repressione altro non è che la guerra che le classi dominanti conducono verso le classi subalterne e chiunque dissenta.

L’informazione di regime sui telegiornali diffonde una tossica propaganda contro Russia, Iran, Cina ma anche contro Cuba, Venezuela e chiunque non piaccia alla NATO. Siamo in guerra e quindi non dobbiamo meravigliarci se ci raccontano che la marionetta Navalny era un eroe anti putin e non ci dicono che il principale oppositore di Putin si chiama Gennadij Andreevič Zjuganov segretario del Partito Comunista Russo. Siamo in guerra quindi sottolineano mille volte i crimini di Hamas e omettono i crimini precedenti e ben più gravi dei sionisti. Gli studenti che alzano la testa si sono trovati di fronte i manganelli di Giorgia Meloni, una che rinnegato sovranismo e nazionalismo per accodare l’Italia al volere del padrone nordamericano.

La violenza della polizia a Pisa e Firenze ha giustamente indignato tutto il paese compreso gli ipocriti di centrosinistra, che non vogliono ricordare come i manganelli venivano branditi anche sotto il governo del banchiere Mario Draghi. Ma al di là dei calcoli opportunistici del PD e dei suoi amici, quelle manganellate hanno rafforzato il nascente movimento. La sera stessa a Pisa migliia di persone sono scese in piazza ma in tutta la Toscana nei giorni seguenti ci sono state manifestazioni. A Lucca, Livorno, Viareggio, Massa ci sono stati cortei, presidi e iniziative di solidarietà con gli studenti pisani.

Il 2 marzo a Pisa c’è stato un partecipato e vivace corteo contro bombe e manganelli perchè guerra e repressione sono due facce della stessa medaglia con cui dovremo, inevitabilmente, fare i conti. Le irresponsabili dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron e della presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen ci mostrano il volto guerrafondaio di un Unione Europea sempre più appiattita sulle politiche nordamericane. I prossimi anni saranno anni di guerra e la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro per questo occorre rafforzare il movimento contro la guerra e la repressione.

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