Re Giorgio e la parata “sobria”


Mentre la terra trema e sotto dei capannoni industriali muoiono operai, re Giorgio Napolitano non riesce a rinunciare ad una insulsa parata militare. Lo stato fa come quel tale che deve mostrare i muscoli visto che non ha il cervello. Cosi sono caduti nel vuoto i tanti appelli di buon senso che, da più parti, chiedevano che i soldi destinati a questa insana dimostrazione di forza venissero destinati alle vittime del terremoto dell’Emilia. Non siamo né sorpresi né indignati ma disgustati e anche un poco incazzati. Del resto mentre il governo taglia su sanità, istruzione e servizi sociali continua a spendere milioni di euro per comprare i nuovi F 35. Si sa la guerra è sempre stata un buon investimento per i capitalisti. Cosi mentre sempre più ampi strati di popolazione cadono nella fascia di povertà i signori della guerra fanno affari con la complicità di una classe politica corrotta e discreditata. Un parlamento di nominati vota fiducie su fiducie al governo tecnico delle banche voluto proprio da re Giorgio.
Oggi 2 giugno 2012 la distanza tra il palazzo e la popolazione italiana appare in tutta la sua evidenza. La parata è stata definita sobria da re Giorgio quasi a voler implicitamente riconoscere che le parate militari di solito non lo sono. Rimane il grave fatto che denaro pubblico sia stato buttato in una manifestazione militarista che offende i sentimenti di pace della maggior parte del popolo italiano.

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