Rinviato uno sfratto in via Paolina Bonaparte

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Stamane grazie ad un picchetto antisfratto della Brigata Sociale Antisfratto e dell’Unione Inquilini una famiglia con minori è riuscita ad evitare di finire in mezzo alla strada. L’arroganza dei padroni e l’incapacità dell’amministrazione Del Ghingaro sono state ancora una volta sconfitte dalla solidarietà. In via Paolina Bonaparte una ventina di militanti è riuscita ad ottenere un rinvio di circa due mesi. La famiglia era in regola con i pagamenti anzi aveva pagato della quota stabilita dal contratto.

Nei giorni precedenti c’era stata una querelle all’interno della maggioranza tra il consigliere Giuseppe De Stefano e il sindaco Giorgio Del Ghingaro con il primo che protestava minacciando di occupare il consiglio se non ci fosse stato un blocco degli sfratti. Pubblichiamo qui sotto due interventi quello di Michelangelo Di Beo dell’Unione Inquilini e di Alessandro Ravenna presidente del Cantiere Sociale Versiliese.

“Giuseppe De Stefano buongiorno, speriamo che il risveglio sia stato dei migliori e che le idee si siano finalmente schiarite. Se non fosse in ritardo di qualche anno, potremmo anche credere che le sta veramente a cuore il tema degli sfrattati e delle politiche abitative”. “Notiamo come le esternazioni di De stefano vengano paragonate ad una gara con la Brigata Sociale Anti Sfratto, a chi arriva prima per richiedere il blocco degli sfratti. Peccato che non siamo in gara e questa non è una competizione. E’ la vita di tutti i giorni che pesa sulle spalle di chi la crisi e la mal gestione delle politiche abitative la subisce sulle proprie spalle. Forse De Stefano non sa che richiedere il blocco degli sfratti al Sindaco è pressoché inutile, perché è un provvedimento che può essere preso solo dalla prefettura e noi lo richiediamo ogni anno, quindi, a meno che Del Ghingaro non prenda posizioni forti da esprimere al Prefetto, consigliamo a De Stefano di andare a dormire e cucinare in Prefettura a Lucca, perchè quello è il posto giusto per richiedere il blocco degli sfratti. Intanto la Brigata Sociale Anti Sfratto e l’Unione Inquilini, proseguiranno, come fatto in in queste ultime settimane, al blocco reale degli sfratti, impegnandosi domani mattina in un picchetto anti sfratto per difendere una famiglia con due minori. Invitiamo quindi De Stefano a fare proposte funzionali e concrete senza scendere nella demagogia più spicciola. Noi intanto ci prepariamo a lottare dal basso in mezzo alle strade, a fianco degli sfrattati giorno dopo giorno con un piano in testa e con proposte effettive. La posizione di un consigliere comunale dovrebbe far si che ci sia un confronto con la cittadinanza e con chi determinate battaglie le affronta giorno dopo giorno, purtroppo viviamo nell’epoca dell’individualismo e dei super eroi; è comunque positivo che qualche consigliere affronti il tema casa, ma crediamo che vada affrontato in maniera completamente di versa da come viene trattata da De Stefano. Sempre aperti al dialogo e al confronto”

Michelangelo DI Beo di Unione Inquilini e Brigata Sociale Antisfratto

Il problema dell’emergenza abitativa non deve essere visto e vissuto come un problema di ordine pubblico. Per questo troviamo assurdo alimentare la dicotomia tra legale illegale. La crisi miete troppe vittime e crea un limbo sociale di proporzioni inaudite non gestibili dalle amministrazioni locali che subiscono continui tagli al sociale da parte del governo centrale.
Il 17 ottobre Libera, lanciando la campagna “miseria ladra”, a cui come Cantiere Sociale abbiamo aderito, ha messo al centro della sua azione la lotta alla povertà e il diritto all’abitare, proponendo la riappropriazione di immobili lasciati spesso al degrado. Il degrado porta a disagio e ad altro degrado.
La costituzione ci dice chiaramente che là dove la dignità della persona viene messa in secondo piano e dove gli equilibri sociali fossero messi in pericolo, lo stesso libero mercato deve essere messo da parte.
Ci sentiamo perciò complici e solidali con chi si riappropria di immobili pubblici sfitti e condanniamo ogni azione repressiva come sgomberi.

 Alessandro Ravenna presidente del Cantiere Sociale Versiliese

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