Prima e dopo Genova. Breve descrizione del movimento in Versilia e a Viareggio.

Alla vigilia del G8 di Genova in Versilia l’attivismo politico era in crescita come da tutte le altre parti di Italia. La fine degli anni ‘90 si era caratterizzata per la lieve ripresa di alcune lotte operaie in aziende come Henraux, Azimut Benetti, Perini, Salov, ecc.. Nel mondo del lavoro la FIOM CGIL se si eccettua la scuola dove stavano emergendo i COBAS si manteneva egemone. I comuni della Versilia erano amministrati da giunte di centrosinistra o centrodestra nella logica dell’alternanza. Massarosa con Fabrizio Larini, Pietrasanta con Massimo Mallegni e Forte dei Marmi con Roberto Bertola erano amministrate dal centrodestra. Camaiore con Cristiano Ceragioli, Viareggio con Marco Marcucci e Seravezza con Enrico Mazzucchi erano amministrate dal centrosinistra. Il piccolo comune di Stazzema da una lista civica guidata da Gian Piero Lorenzoni. Il Partito della Rifondazione Comunista, nonostante la scissione subita tre anni prima da parte del Partito dei Comunisti Italiani assai consistente in Versilia, godeva di buona salute sul territorio. Aveva sedi in quasi tutte le città versiliesi, un migliaio di iscritti, consiglieri comunali in ogni comune e un organizzazione giovanile assai combattiva. Il ruolo che il partito assunse era di non facile comprensione, in quanto era alleato del centrosinistra nei comuni locali ed era all’opposizione dei governi nazionali di centrosinistra guidati da D’Alema e da Amato e si era presentato in alternativa a Rutelli e a Berlusconi nelle elezioni della primavera 2001 che avevano visto l’affermazione di quest’ultimo. A Camaiore e Seravezza il PRC era organico al centrosinistra. A Viareggio dopo una collaborazione iniziale si collocò all’opposizione. Rifondazione Comunista fu sicuramente, anche in Versilia, uno dei soggetti più attivi nella mobilitazione anti G8 e non solo perché organizzò grazie al contributo determinante dei della Giovani Comunisti/e i sei autobus che si diressero a Genova ma per una serie di iniziative prima e dopo. In quelli anni la Versilia aveva vissuto un importante lotta ambientalista contro l’inceneritore di Pietrasanta, che aveva visto migliaia di cittadini in piazze e quasi un centinaio di denunciati. La Versilia aveva visto, inoltre, dopo varie occupazioni andate male a Viareggio, la nascita del suo primo centro sociale il “Tempi Moderni” di Montebello a Camaiore e la presenza sul territorio del comitato contro la repressione della Versilia che partendo da questioni repressive aveva iniziato ad occuparsi anche di iniziative internazionali.

A Camaiore, una settimana, prima del G8 Rifondazione Comunista riuscì ad ottenere un consiglio comunale aperto che si tenne in piazza San Bernardino da Siena. La destra disertò il consiglio che fu, tuttavia, partecipato dalla cittadinanza. Intervennero militanti di varie realtà: Centro Sociale Tempi Moderni, Giovani comuniste/i, Socialismo Rivoluzionario, ARCI, Rete di Lilliput. Di ritorno da Genova il comitato contro la repressione della Versilia organizzò un’assemblea presso la sala d’ascia maestri e calafati in via Coppino a Viareggio. La sala era gremita che la gente dovette rimanere fuori. Il 24 luglio a Pietrasanta si tenne un presidio unitario con centinaia e centinaia di persone in piazza. In quel giorno in tutta Italia si calcola che tra presidi e cortei scesero in piazza oltre un milione di persone.

La repressione di Genova non fiaccò il movimento che provò a darsi una struttura. Sul modello del Genova Social Forum, nacquero ovunque i social forum. Il Versilia Social Forum vide la partecipazione di numerose realtà sociali, sindacali e politiche. In primis Casa delle Donne, ARCI ma anche dei rinati collettivi studenteschi. Il 2002 fu l’anno del social forum di Firenze con almeno 50.000 partecipanti alla settimana di discussione alla Fortezza e un milione di persone al corteo. Nel 2003 nacquero in Toscana nuovi centri sociali occupati, ricordiamo il CSOA SARS a Viareggio e La Comune a Massa. Il 2003 fu, però, caratterizzato, essenzialmente, per il grande movimento contro la guerra in Iraq. A Viareggio, il Versilia Social Forum riuscì grazie anche alla Fondazione Carnevale guidata da un illuminato Elio Tofanelli a bloccare per cinque minuti il carnevale e mandare in mondovisione un messaggio contro la guerra imperialista. Quello che fu definito da alcuni il piccolo biennio rosso 2001 – 2003 vide protagonista anche la Versilia e Viareggio come lo furono protagonisti nel vero biennio rosso quello del 1919 -1920.

Numerosi politici furono contestati pesantemente in quelli anni. Vittorio Sgarbi rinunciò a parlare e Gianfranco Fini riuscì a terminare a fatica un comizio in piazza Margherita a Viareggio.

Anche a Viareggio e in Versilia è giusto parlare di un prima e di un dopo Genova specialmente tra i più giovani. Il movimento studentesco negli anni 2002 -2003 fu protagonista senza eguali di una stagione di lotte che andarono ben oltre le solite rivendicazioni studentesche.

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