Dopo il successo della manifestazione del 14 ottobre a Viareggio,Del Ghingaro nell’angolo sul parco. Il 21 tutti a Pisa contro la base militare.

Alla fine l’atteso 14 ottobre giunse e, tutte e tutti, quelli che amano il parco di Migliarino – Sanrossore – Massaciuccoli scesero in piazza per dire un forte No all’ asse di penetrazione e alla nuova base militare nel parco. L’asse di penetrazione che i padroni, e i politicanti come Del Ghingaro, chiamano via del mare altro non è che una strada per super ricchi, infatti la commissione comunale ha approvato una strada solo per Yacht facendo innervosire quella piccola borghesia bottegaia della darsena che fino all’altro ieri pensava di trarne anche essa profitto. Insomma padroni e padroncini sembrano essere divisi. Chi invece è compatto è il fronte ambientalista che in piazza ha portato centinaaia e centinaia di persone. La Questura e la televisione, vicina alla famiglia Marcucci, parlano di 300 persone. Alcuni manifestanti in preda all’entusiasmo parlano di oltre 1000 persone. Realisticamente in piazza non c’erano meno di 700 persone. Comunque sia un successo per chi l’ha promossa. Dietro allo striscione “Siamo il parco che insorge” i due promotori della manifestazione: Il Coordinamento “No Asse” e il Coordinamento “La Lecciona non si Tocca.” La battaglia per impedire il passaggio della ciclovia Tirrenica sulla Lecciona è stata vinta, anche se il sindaco Del Ghingaro cerca di negare la sua sconfitta e si nasconde dietro la magia di aver trasformato un marciapiede in una pista ciclabile in Darsena. Una ciclabile che i turisti e i viareggini usano come parcheggio e che i ciclisti ignorano visto la pericolosità. Dietro ai due coordinamenti c’erano i vari comitati a partire dal Comitato No base di Coltano e Il comitato No Base di Lucca, Legambiente presente con le sue solite bandiere gialle e poi Il Comitato per la Salveza della Pineta, Il Comitato Sanità Pubblica della Versilia e di Massa Carrara che da anni si batte contro i tagli alla sanità. Le voci degli alberi, La LIPU e Italia Nostra, Apuane Libere, ecc.. ASIA USB aveva un camper e ha fatto uno spezzone assieme alla Brigata Mutuo Sociale per L’abitare, al Museo Popolare Giak Verdun, al Cantiere Sociale Versiliese e Repubblica Viareggina per ribadire che servono case popolari e non strade per ricchi. La Brigata ha sfilato con lo striscione “i soldi destinati per le pese militari usiamoli per nuove case popolari.” Repubblica Viareggina ha ribadito l’importanza dell’ecosocialismo. Bellissimo colpo d’occhio dietro lo striscione del Dada Boom “Agitazione culturale” dove sfilavano i cartelli d’artista del Museo Popolare Giak Verdun presente in piazza anche con una mediateca. Il corteo è stato vivace e colorato con fumogeni, bandiere e tanta musica. A chiudere il corteo lo spezzone congiunto di Athamanta, Smash Repression, Casa Rossa Occupata e OSA. Presenti seppure senza bandiere esponenti dei partiti politici: Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Europa Verde, Partito Comunista dei Lavoratori. Partito Democratico e Potere al Popolo, quest’ultimo presente anche con la sua portavoce nazionale Marta Collot.

Il corteo partito da Piazza Margherita si è snodato per il Viale Manin fino a Piazza Mazzini, poi, dopo ha preso Via Ugo Foscolo e Corso Garibaldi per fermarsi davanti al municipio dove non sono mancati i fischi e qualche petardo. Dopo pochi minuti è ripartito in direzione dello stadio, simbolo della negligenza di questa amministrazione visto lo stato di abbandono in cui versa da anni. Qui ci sono stati gli ultimi interventi salutati da applausi, l’ultimo intervento è stato quello di un bimbo di soli 13 anni che ci ha ricordato come rischia di finire il pianeta se non si interviene. La serata ha proseguito con la musica all’ex SARS. Del Ghingaro è in un angolo e sicuramente accusa ma in soccorso arriva il solito giornaletto locale, quello che sente la musica nei container e che sbaglia foto e nomi nei necrologi, dedicando una pagina intera a favore dell’asse. Il giornale locale da voce, infatti, ad un tale Puosi di un sedicente gruppo della Darsena. Gruppo che se andasse, non diciamo in piazza ma, al tavolo del bar avrebbe problemi a trovare il quarto per la briscola. L’informazione servile, i padroni di confindustria e i vari potentati cercheranno con ogni mezzo di appoggiare il progetto scellerato ma la maggioranza politica che sostiene Giorgio Del Ghingaro dopo la manifestazione del 14 comincia a dare segnali di nervosismo. La lotta è ancora lunga e il movimento si da appuntamento al 21 settembre a Pisa per contrastare l’altro folle progetto, quello della base militare. Noi seguiremo con attenzione anche quella manifestazione.

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