Dopo il grande corteo del 18 maggio, con diecimila persone, continua la lotta della GKN.

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Da giorni le lavoratrici e i lavoratori della GKN di Campi Bisenzio sono accampati con le tende, a Novoli, sotto il palazzo della regione per chiedere che sia discussa dal consiglio regionale la loro proposta di legge sui consorzi pubblici che salverebbe l’azienda e lo farebbe dentro un coerente percorso di transizione ecologica.

Questa mobilitazione segue la manifestazione del 18 maggio a Firenze, quando ancora una volta migliaia e migliaia di persone sono scese in piazza per difendere non solo il diritto al lavoro ma per costruire un immaginario altro. La lotta della GKN ha avuto il merito di unire attorno a se altre lotte ma non si è mai trattato di una sommatoria di vertenze, bensì del convergere di percorsi alti. E anche il 18 maggio infatti in piazza si vedeva la lotta per il lavoro e la lotta per la difesa dell’ambiente, il no alle spese militari e alla guerra, la solidarietà alla Palestina e molto altro. Quella che è stata una lacerazione profonda di tutto il 900, da una parte la lotta per il lavoro e dall’altra la lotta per la salute e l’ambiente, è stata superata dalla GKN non solo da un punto di vista ideologico ma, essenzialmente, su di un terreno pratico. La produzione sotto controllo operaio può essere amica della natura più di qualsiasi capitalismo verde e questo grazie alle lavoratrici e ai lavoratori di GKN è divenuto un fatto.

Il corteo è partito da via dei Martiri dove a febbraio c’è stata la strage operaia nel Cantiere Esselunga. Cinque morti e tre feriti per il profitto capitalistico. Per sottolineare, ancora di più, l’importanza della sicurezza, il corteo è stato aperto dai familiari della strage di Viareggio e dai ferrovieri che da anni si battono per avere giustizia e verità per la strage ferroviaria del 29 giugno 2009, che costò la vita a trentadue vittime innocenti anche esse morte per colpa delle più perverse logiche del profitto capitalistico.

Dietro una fiumana rossa e viola fatta dalle lavoratrici e dai lavoratori della GKN con lo striscione “Insorgiamo.” Si respira la dignità della classe operaia e con essa dell’intera città di Firenze che cerca un riscatto. “Nessuno fermerà la rabbia operaia!” E’ uno degli slogan che si sente. Il corteo è vivace e colorato e dai palazzi la gente applaude o saluta a pugno chiuso. Forse non ci sono i numeri delle manifestazioni passate ma sono sempre tante e tanti che sono scesi in piazza per solidarizzare con questa lotta, per convergere e insorgere. Ci sono quelli di Apuane Libere che difendono la montagna dall’estrattivismo compulsivo dei padroni del marmo. C’è il Comitato No Comando NATO che vuole impedire che i guerrafondai atlantisti rubino altri pezzi di territorio alla collettività. C’è Rimaflow la fabbrica autogestita senza padroni di Milano. Rimaflow da anni porta avanti una pratica di mutuo soccorso mettendo assieme precari, migranti, disoccupati, disabili, artigiani, artisti, agricoltori biologici, comunità e associazioni del territorio. In piazza anche Fuori Mercato autogestione in movimento. La manifestazione è plurale. C’è la comunità palestinese, con tante donne, che chiedono la fine del genocidio a Gaza. C’è la comunità trans che si batte contro l’ennesima decisione discriminatoria del governo Meloni. Ci sono gli studenti e i lavoratori dell’università. Ci sono anche i partiti della sinistra radicale e i sindacati di base che cercano di imparare da questa importante lotta operaia.

Alla fine nonostante questura e giornali padronali cerchino di sminuire anche questa volta almeno diecimila persone sono scese in piazza.

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