Ha vinto davvero la destra? Perdono i liberali. Crollano Macron e Scholz. Tengono i socialisti avanza la sinistra radicale. Cantano vittoria popolari, conservatori e nazionalisti.

Il voto e il non voto

Ora che i voti sono definitivi proviamo, a mente fredda, a fare un’analisi di quanto è realmente uscito dalle urne.

Va fatta una premessa rispetto agli appelli paternalistici al voto e al non voto. Entrambi saccenti e moralistici. “Votare è un diritto se non voti scelgono gli altri per te.” “Ma che vai a votare a fare tanto non cambia niente divieni complice.” Due frasi speculari sulle quali non vogliamo spendere molte parole. Ognuno decide di fare quello che ritiene più opportuno. Il non voto di oggi non è sempre figlio di menefreghismo. Molte persone non votano e lottano quotidianamente, quindi meritano rispetto. Il voto non è sempre l’ingenua idea del poter cambiare. Molte persone votano, avendo ben chiaro che si tratta di una scelta di scopo o tattica e meritano altrettanto rispetto. Chi secondo noi non merita rispetto è chi non lotta, voto o non voto.

Detto questo l’altissima estensione ci dice quanta distanza ci sia, ormai, tra i cittadini del vecchio continente e le istituzioni europee. In Italia ha votato solo il 49% degli aventi diritto. Si fosse trattato di un referendum abrogativo la consultazione elettorale non sarebbe stata valida.

I numeri del nuovo parlamento europeo vedono la sconfitta dei liberali non delle sinistre

Ma cosa è uscito dalle urne. Diffidiamo della narrazione dominante dei soliti prezzolati. Diffidiamo di chi guarda le percentuali e i non voti reali. Diffidiamo di chi riduce tutto ad un bipolarimo manicheo. Diffidiamo, soprattutto, di chi parla al singolare di destra e di sinistra. Esistono le destre ed esistono le sinistre. Cancellare la complessità è interesse di chi vuole appiattire tutto in un un minestrone immangiabile. Giornalisti che sanno appena leggere e scrivere ma soprattutto che non sanno fare di conto ci raccontano una verità di comodo. La vittoria delle destre certo c’è stata ma non nelle dimensioni in cui ci viene narrata. Intanto si tratta di destre tra di loro diversissime, alle volte inconciliabili. Mettendole comunque tutte assieme non hanno lo stesso i numeri al parlamento europeo. I veri vincitori sono i popolari europei che qualcuno definisce di destra ma che sarebbe più corretto definire di centro o al massimo di centrodestra. Il gruppo popolare passa da 176 a 186 deputati. Flettono lievemente i socialdemocratici che perdono 4 seggi ma rimanendo abbondantemente il secondo gruppo con 135 seggi. Più significativo il calo di consensi per i verdi che scendono a 53 seggi perdendone 18. A cantare vittoria sono i conservatori, dove sono collocati Fratelli di Italia e la spagnola Vox ma che, in realtà, aumentano, solo, di 4 deputati fermandosi a 73 seggi. Il gruppo di Identità e Democrazia, dove sta la Lega, ottiene 58 seggi solo 9 in più rispetto alla passata legislatura. Da questo gruppo è stato allontanato l’AFD per esternazioni filonaziste. Questo partito in Germania diviene, effettivamente, il secondo partito con circa il 16%. Va, però, fatto un discorso preciso su quanto è accaduto negli ultimi anni in quel paese. Il cancelliere, Olaf Scholz, non prendendo una posizione netta dopo l’attentato ai gasdotti Nord Stream, fatto da paesi che si dicono suoi alleati, ha mostrato la totale mancanza di sovranità di questo paese del tutto succube degli USA. L’atteggiamento filo ucraino sulla guerra e la crisi economica sono stati elementi determinanti a travolgere tutti e tre i partiti che sostengono il cancelliere. Va però detto che in Germania ad avere successo non è solo l’AFD ma è anche la BSW un partito posto sull’estrema sinistra nato da soli pochi mesi e che raggiunge il 6,2%

Olaf Scholz in Germania ed Emmanuel Macron in Francia sono i due grandi sconfitti di questa tornata elettorale.

Tornando al parlamento europeo vediamo che la cosiddetta sinistra radicale, che sta nel gruppo del GUE, ottiene ben 39 deputati contro i 36 aumentando di tre seggi la propria presenza. Inoltre, molte forze di sinistra che eleggono non sono iscritte a nessun gruppo. I liberali, invece, perdono 23 seggi fermandosi a 79. Diviene difficile tenendo conto soprattutto di questi ultimi raffronti dire che la sinistra ha perso e che la destra ha vinto. Perdono le destre liberali, perdono le sinistre che scimmiottano le destre. Vincono i democristiani e vincono, ma al di sotto delle aspettative, le destre populiste. Tiene e in alcuni casi avanza la sinistra di classe.

A sinistra della socialdemocrazia c’è vita?

In Germania la BSW sta davanti ai liberali della FDP inoltre la linke si attesta attorno al 3% BSW e linke assieme hanno quasi il 10% A Cipro Akel, partito progressista dei lavoratori che si ispira al marxismo leninismo raggiunge il 21,5% In Grecia Syriza si attesta al 15% e i comunisti del KKE 9,3% e ci sono anche altre formazioni di sinistra che raccolgono voti. In Francia Melanchon con La France Insoumise sfiora il 10% inoltre c’è la lista Gauche Unite che ottiene il 2,4% Anche in Belgio la sinistra neo comunista è sopra il 10% divisa nel 5,6% al PTB e al 5,1 al PVDA. In Svezia il Vänsterpartiet ottiene l’11% e in Finlandia Vasemmistoliitto/Vänsterförbundet Alleanza di sinistra che comprende comunisti e femministe arriva al 17,6 In Irlanda lo Sinn Féin è di poco sotto il 20% In Portogalloil Bloco de Esquerda è al 4,7% e il Coligação Democrática Unitária (comunisti e verdi) è al 4,1% Meno bene in Spagna dove scontano l’aver governato. Sumar si attesta al 4,7% e Podemos al 3,3% Nell’Est Europa, se si esclude il 9,7% dei comunisti di Boemia e Moravia purtroppo le cose non vanno molto bene. E’ come se ci fossero due Europe.

Il voto italiano la destra è minoranza e perde un milione di voti dalle politiche

Tutti cantano vittoria ma è realmente così? Dietro la nebbia delle percentuali è facile celare le sconfitte. Ma di fronte ai numeri reali, che i giornalisti difficilmente leggono vediamo che ad avere il segno “+” rispetto alle politiche del 2022 sono solo tre forze politiche. Alleanza Verdi Sinistra (AVS) +544.088, Partito Democratico (PD) +255.670 e fuori dal raggiungimento del quorum del 4% Pace Terra e Dignità (PTD) +110.091 Tutte le altre forze politiche perdono voti Fratelli di Italia (FDI) perde in due anni oltre 610.000 voti. La Lega perde 375.185 rispetto al 2022 ma l’emorragia è ancora più significativa rispetto alle scorse elezioni europee del 2019. Salvini, in 5 anni, ha disperso un patrimonio di 7 milioni e 58 mila voti. Male anche il M5S che perde oltre 2 milioni di voti rispetto alle politiche e 2 milioni e 230 mila voti dalle scorse europee. Il Superbo Calenda e la sua Azione perdono rispetto alle politiche 1 milione e 410 mila voti. Difficile calcolare il risultato di Stati Uniti d’Europa perché Italia Viva, Più Europa e altri erano divisi anche ammesso che ci sia un segno più è di poche decine di migliaia di voti. Da questi dati reali e non dalle percentuali fumose ci viene da constatare che la destra non solo non è maggioranza tra gli italiani ma nemmeno tra i votanti. Fratelli di Italia, Lega e anche Forza Italia che canta vittoria (-45000 voti) perdono, insieme, un milione di voti in solo 2 anni. Fratelli di Italia rimane il primo partito ma è sempre più dipendente dalla sua leader. La Lega ha una debacle senza eguali e solo il successo personale del generale Vannacci impedisce una sconfitta ancor ben più grande ma intanto le polemiche tra il suo fondatore Bossi e il leader Salvini non si placano. Forza Italia aumenta in percentuale superando la Lega, nonostante perda quasi 50.000 voti. Sulla tenuta di Forza Italia pesano sicuramente il buon risultato del PPE in tutta Europa, l’anniversario della morte di Berlusconi e un riequilibrio all’interno dell’elettorato di centrodestra. Sconfitta pesante per i liberali. Renzi, Calenda, Bonino e frattaglie non superano lo sbarramento del 4% E’ la sconfitta dell’agenda Draghi. Non sentiremo la mancanza di questi liberisti guerrafondai. Il PD della Schlein recupera voti. Il risultato è dovuto al combinato disposto di un nuovo corso che colloca il partito all’opposizione e al fatto che nelle liste sono stati candidati sia molti indipendenti, sia molti ex amministratori. I veri vincitori pero sono Fratoianni e Bonelli con AVS. I motivi di questo successo, quasi il 7%, sono tre. Il primo, la presenza in lista di personaggi come Ilaria Salis e Mimmo lucano, vittime di repressione. ha fatto si che una buona parte della sinistra extraparlamentare che di solito si astiene sia andata a votare. Il secondo l’aver abbracciato temi cari ai movimenti come quello ambientalista e quello studentesco sulla Palestina. AVS è infatti la lista più votata dagli studenti fuori sede. Il terzo motivo l’essere apparsi unitari cosa che non è riuscito ad altri soggetti.

Fuori dallo sbarramento del 4% oltre alla lista Stati Uniti d’Europa (solo il nome fa venire i brividi) e ad Azione di Calenda, c’è anche Pace Terra e Dignità (PDT). Questa lista nata da poco ottiene 513.240 voti pari al 2,2% se si considera la poca esposizione mediatica e i pochi mezzi economici a disposizione è un risultato dignitoso. Qualcuno ha provato a paragonare questi voti con quelli della lista Sinistra ( PRC e Sinistra Italiana) presente alle scorse Europee e a quella di Unione Popolare (PRC e Potere al Popolo) presenti alle politiche del 2022. Il paragone ci sembra forzato ma comunque si tratta di + 48.148 rispetto al 2019 e di +110091 rispetto al 2022. Sembra quindi esserci uno spazio anche per una altra forza di sinistra. Ciò che secondo noi ha penalizzato questa lista è la scelta di una simbologia troppo pacifista e lontana dai simboli della sinistra di classe, il fatto che per l’ennesima volta è apparsa solo prima delle elezioni e che il leader Michele Santoro sia stato già europarlamentare eletto nelle file del PD e che si dimise appena eletto. Comunque mezzo milione di voti non sono un patrimonio da disperdere anche se temiamo che possa accadere come è accaduto in passato per altre liste simili.

Infine non riesce l’impresa all’armata brancaleone del civismo di Cateno De Luca che si ferma al 1,2% Chiudono come fanalini di coda Alternativa popolare 0.3% Democrazia Sovrana e Popolare 0,2% e Italexit 0,1% Speriamo che adesso che Marco Rizzo forte di questo 0,2% trovi il tempo per un bagno di umiltà e si faccia da parte per una riflessione.

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