Il comitato per la sanità pubblica della Versilia chiede cosa stia aspettando Rossi per i tamponi?

PER I TAMPONI CHE COSA STANNO ASPETTANDO? In data 17 marzo il governatore Rossi annuncia, la Toscana darà avvio a uno screening di massa per l’emergenza Covid19. Verranno fatti test sierologici sui 60 mila dipendenti della sanità pubblica e poi su quelli della privata (richiesta avanzata tra l’altro, dagli stessi lavoratori, senza ottenere nessuna risposta o risposte vaghe e fumose!). Sono passati 14 giorni dal proclama e ancora lo screening non è stato fatto (come ci risulta in vari ospedali toscani, NOA, Versilia ecc…).Cosa aspettano se come dicono l’interesse primario è la tutela dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari?La circolare Ministeriale n.18 del 25/3/2020 prevede che il personale sanitario esposto, venga sottoposto a indagini (tampone rino-faringeo) mirate a valutare l’eventuale positività al Covid19. Questa misura, oltre a costituire una tutela per il personale sanitario, è rilevante anche per i soggetti che vengono a contatto con il personale medesimo siano essi i pazienti che i loro familiari. Questo tipo di approccio andrà rivolto anche a tutto il personale, sanitario e non, che opera nelle R.S.A.La strategia fondamentale per ridurre il contagio, oltre all’isolamento sociale, sono i tamponi ma questi vanno fatti a tutti e subito. Ogni caso positivo non diagnosticato può contagiarne tre. Se, oltre alla persona sintomatica, si identificano e diagnosticano tutti i suoi contatti mettendoli in quarantena allora si rimuove il loro potenziale di diffusione. Vo’ Euganeo in Veneto è un esempio eccezionale di come è stata gestita l’emergenza.Ma c’è di più, presentando il rapporto italiano Covid 19 il dott. Brusaferro, presidente dell’ISS ha sottolineato: “I test sierologici ad oggi non hanno raggiunto livelli di affidabilità tali da poter essere utilizzati e quindi non ne viene raccomandato l’utilizzo”. Infatti i test sierologici non ricercano il virus ma la risposta anticorpale e sembra che debbano passare almeno otto giorni dopo l’insorgenza dei sintomi perciò possiamo immaginare durante questo periodo quante persone possano essere infettate. Non a caso l’OMS ha raccomandato di eseguire i tamponi. I risultati dei test sierologici serviranno in futuro agli epidemiologi per costruire grafici e studiare nei dettagli l’epidemia che c’è stata.Dopo tutto questo Rossi che fa? Decide di andare avanti con la sperimentazione dei test sierologici!
Comitato per la sanità pubblica della Versilia e contro il depotenziamento dell’ospedale Versilia Aderente al Coordinamento Salute Ambiente e Sanità

Per contatti: Gruppo Facebook – email: infocomitatosanitapubblicaversilia.it

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Potere al Popolo: “Test diagnostici in laboratori privati: valido supporto o speculazione?”

Laboratori privati offrono la possibilità di fare test a persone asintomatiche. Sembrerebbe una buona cosa, ma andando ad approfondire vengono fuori degli aspetti inquietanti.

Il test, utile per screening ai fini della ricerca, lo è molto meno ai fini diagnostici, ed è la diagnosi che interessa a chi vuole essere sicuro di non infettare i propri cari!

Il Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute, il 18 Marzo, ha infatti affermato che “i test rapidi non possono sostituire il test basato sull’identificazione dell’RNA virale presente nel materiale ottenuto dal tampone rino-faringeo”.

Addirittura l’Ufficio prevenzione e tutela sanitaria della Regione Abruzzo ha inoltrato alla ASL, all’ANCI, al Comando Carabinieri per la tutela della salute e a al N.A.S. di Pescara una diffida in meritoalle iniziative volte all’effettuazione di test rapidi sulla popolazione asintomatica.

Abbiamo provato ad analizzare l’offerta di uno di questi laboratori: il “CUP solidale”.

Il “Cup solidale” afferma che:

Il test ha una buona capacità di rilevare le IgG. A questo proposito sottolineano che “Gli anticorpi IgG sono quelli che conservano memoria del virus e proteggono il soggetto nel caso ne venga nuovamente a contatto.” (https://www.cupsolidale.it/prestazione/5e7b43e4da5d2/@firenze/ 30/03/2020)

–       Questa affermazione è pericolosaNon abbiamo evidenze scientifiche che assicurino che chi ha superato la fase infettiva non possa di nuovo contrarre il virus e tornare infettivo. Fidarsi di ciò che è scritto su questo sito mette a rischio sé stessi ed i propri cari.

La capacità di rilevazione delle IgM è invece inferiore, ed evidenzia una probabilità del 15% che un infetto sfugga a questo sistema diagnostico. Ciò vuol dire che si ha un’alta probabilità di ricevere una diagnosi sbagliata, col rischio di reazioni a cascata pericolose per la salute pubblica. Un buon sistema potrebbe essere quello di ripetere il test dopo 8-10gg, ma ciò non è previsto come obbligatorio dal “CUP solidale”.

Altri laboratori privati hanno offerto questo servizio nei giorni scorsi, ma non siamo stati in grado di reperirne le schede tecniche.

Riteniamo che proporre privatamente – senza alcun controllo pubblico – simili sistemi di diagnosi sia irresponsabile in un momento in cui la paura di infettare i propri cari è più che giustificata. Abbiamo infatti indagato presso i numeri di informazione dedicati alla COVID-19 (1500, 800-556060) che non sono stati in grado di fornirci alcuna indicazione ufficiale sull’opportunità di utilizzo di questi sistemi sierologici, dimostrando come, in una situazione che richiede la massima coordinazione nella gestione dell’emergenza, i soggetti privati siano completamente autonomi e privi di qualsiasi coordinamento.

Per ora non vogliamo entrare nel merito dell’aspetto economico della questione, che ci riserviamo di approfondire in un secondo momento. E’ sicuramente un cattivo segnale, specialmente in un momento di crisi, che il test possa essere fatto a pagamento da chi se lo può permettere. Accade addirittura che alcuni laboratori privati offrano la possibilità di fare tamponi (ossia l’unico test diagnostico sicuramente valido) a pagamento, quando i laboratori degli ospedali pubblici hanno carenza dei reagenti necessari per fare i tamponi al personale sanitario! Tutto questo accade mentre persone a rischio, anche conviventi con malati di covid-19 ora ospedalizzati, ancora aspettano di eseguire un tampone! Per noi questo ha un solo significato: speculare sull’emergenza! 

Potere al Popolo! Toscana sostiene la massima centralizzazione degli sforzi: non è possibile che i laboratori privati agiscano autonomamente e senza nessun controllo, in una situazione che è già fortemente indebolita dalla regionalizzazione della sanità, che ha portato a ritardi, incongruenze e ad un ridicolo – se non fosse tragico – rimpallo di competenze tra Stato e Regioni.

Non è altresì accettabile che laboratori privati abbiano accesso a risorse che sarebbero necessarie alla sanità pubblica. Il pubblico deve poter entrare in possesso e poter gestire razionalmente tutte le risorse necessarie ad affrontare il grave momento di emergenza per garantire la salute dei cittadini, e ove si renda necessario, deve requisire tali risorse per utilizzarle prioritariamente a tutela del personale sanitario, di chi in questa crisi è in prima linea, e per rintracciare le catene del contagio, tutelando in primo luogo i cittadini più fragili. Non certo perché, chi se lo può permettere, acceda a diagnosi di dubbio valore.

Qualsiasi iniziativa privata fuori dal controllo pubblico è in questo momento un potenziale danno per la salute di tutti.

I test devono essere fatti gratuitamente, prioritariamente a chi ne ha bisogno.

Potere al Popolo Toscana

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Il documento politico di Toscana a Sinistra.

“Siamo donne e uomini con radici in esperienze sociali, d’associazionismo e di movimento. Siamo soggetti collettivi, forze politiche della sinistra e liste di cittadinanza, laboratori di nuove politiche locali e nuove pratiche politiche. Dal 2015 lavoriamo insieme per scrivere una nuova storia di libertà, giustizia sociale e ambientale, speranza e solidarietà. Con questo progetto è nata la lista “Sì – Toscana a sinistra”. Con questo progetto ci ripresentiamo oggi alle elezioni regionali. Le nostre ragioni del 2015 non sono venute meno: la politica regionale è sempre più remissiva di fronte ai grandi interessi economici e finanziari e il modello sociale è ormai sgretolato: i servizi pubblici vengono tagliati e privatizzati, i diritti conquistati in decenni di battaglie sul lavoro vengono sacrificati ogni giorno di più sull’altare del neoliberismo, il diritto alla casa resta un miraggio, il territorio viene distrutto senza sosta da una cementificazione travestita da sviluppo, le città vengono svendute e ridotte a immagine da cartolina.

Il governo regionale PD, cui si è adesso aggiunta ItaliaViva, ha varato una controriforma del sistema sanitario che ci fu impedito di cancellare con un referendum popolare, fatta di riduzioni di risorse e personale, di accentramento verticistico, di privatizzazioni. Il presidente Rossi parlò di Toscana come “terra di sperimentazione del jobs act”, mentre sono rimasti lettera morta gli interventi di rilancio delle zone industriali della regione, a partire dalla costa. Nel frattempo sono state sostenute e finanziate grandi opere inutili e dannose. PD e ItaliaViva propongono adesso una sostanziale continuità con questo modello, non comprendendo che queste politiche hanno consegnato alla destra più terribile ampie parti della Toscana.
Allo stesso tempo le regioni governate dalle destre, a partire da Lombardia e Veneto, perseguono privatizzazioni, tagliano diritti fondamentali, promuovono una secessione delle aree ricche mascherata da ‘autonomia differenziata’ e alimentano l’odio per i migranti per lucrare voti. Con la nostra lista portiamo dunque avanti una proposta di governo alternativa alle politiche neoliberiste del PD, delle destre e degli altri poli politici in campo: mettiamo al centro il lavoro e la sua dignità, i diritti di tutte e tutti, l’ambiente e il territorio, i servizi pubblici e i beni comuni.
Il nostro lavoro ha portato in consiglio regionale in questi quattro anni, un gran numero di proposte: se alcune sono state oggetto di aspra battaglia, altre, approvate persino all’unanimità, sono divenute legge. In questi casi abbiamo sempre fatto germogliare i semi della nostra visione alternativa del mondo, come quando abbiamo ottenuto l’approvazione della legge a favore dell’agricoltura contadina, a filiera corta, rispettosa delle risorse del territorio. Ciò dimostra che il ruolo di una ‘opposizione collettiva’ capace, preparata e propositiva non è solo utile, è fondamentale. Infatti, il centrodestra, così come il centrosinistra e il M5S sono ogni giorno più simili nella loro incapacità di pensare ad una prospettiva realmente diversa, sempre più uniti nel dire: “non c’è alternativa, questo è il mondo a cui ci dobbiamo rassegnare”. Un mondo totalmente disegnato da un modello economico distruttivo, violento e fallimentare. E così, l’estrema destra ha subito un arresto ma non una sconfitta risolutiva mentre il nuovo Governo Conte, anche se in parte è frutto di pressioni rafforzate da un’inquietudine per la tenuta democratica del Paese, non costituisce un’inversione di rotta rispetto alle politiche degli ultimi decenni e rischia al contrario di alimentare l’esasperazione popolare, che è terreno di crescita delle destre peggiori, non arginabile con giochi politici mascherati da civismo.
Noi siamo quelli che invece dicono sì, un’alternativa c’è. Esiste una speranza. Esiste un modo diverso di governare le regioni, l’Italia, l’Europa e il mondo intero. Esiste il modo di garantire che tutte e tutti partecipino, senza veder vanificato il proprio contributo. Possiamo davvero costruire giustizia sociale e ambientale. Per questo alle elezioni regionali del 2020 ci saremo, proseguendo il percorso iniziato nel 2015. E ci saremo con la nostra proposta di governo per la Regione che vogliamo discutere con la società toscana. Vogliamo ampliare ulteriormente la nostra rete, per renderla ancora più larga e plurale. Vogliamo saldare ancor di più il lavoro in Consiglio regionale con i territori, con le lotte sociali e del lavoro, con l’impegno per l’ambiente e i beni comuni, con i nuovi movimenti che chiedono un cambio radicale di sistema, come l’onda dei Fridays for Future per la giustizia climatica. Vogliamo un progetto aperto, fino all’ultimo momento, a chiunque. “

Toscana a Sinistra

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Rifondazione Comunista scrive a prefetto, sindaco e ispettorato del lavoro per chiedere tutela per la salute dei lavoratori.

Al Prefetto della Provincia di Lucca
All’Ispettorato del Lavoro
Al Sindaco di Viareggio

Oggetto: Rispetto misure di contenimento COVID – 19 sui luoghi di lavoro

Apprendiamo dalla stampa che la ditta Azimut-Benetti di Viareggio ha fatto richiesta alla prefettura di deroga alla chiusura delle attività produttive prevista dal Decreto-Legge del 25 Marzo 2020 n.19 per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19
Riteniamo, non avendo in mano elementi che possano affermare il carattere strategico della produzione in oggetto, che tale richiesta, ed altre analoghe che dovessero verificarsi, vada respinta senza appello.
A maggior ragione alla luce della comprovata difficoltà a far rispettare nell’ambiente di lavoro nautico, per sua natura, la distanza di sicurezza prevista dalle misure anti-contagio e la difficoltà senza precedenti che il nostro territorio si trova a vivere nel reperimento dei DPI, addirittura in ambiente sanitario, come la nostra organizzazione giovanile ha nei giorni scorsi reso noto attraverso la diffusione di una testimonianza video di una ragazza viareggina contagiata dal virus.
Riteniamo che quindi ogni mascherina idonea a proteggere da COVID-19 debba essere destinata esclusivamente agli operatori sanitari e alle altre attività essenziali.

Abbiamo ricevuto segnalazioni da nostri concittadini che sulla banchina di Via Coppino vi sarebbero tuttora lavori in corso su alcune imbarcazioni: chiediamo con forza che la prefettura svolga controlli a tappeto su tutta l’area produttiva della darsena viareggina, avvalendosi anche dell’ausilio delle Forze Armate in caso di mancanza di personale tra gli operatori di pubblica sicurezza, come previsto dal suddetto Decreto-Legge.

Chiediamo inoltre al Sindaco del Comune di Viareggio di adottare una ordinanza urgente e contingibile di chiusura di quelle attività produttive che continuino a operare nonostante ancora non vi sia stato il pronunciamento della Prefettura circa la legittimità o meno delle richieste di deroga.

Come Partito della Rifondazione Comunista riteniamo che la salute pubblica sia il bene supremo, non negoziabile, che lo stato nelle sue diverse articolazioni deve tutelare in applicazione del dettato costituzionale, anche limitando temporaneamente la libertà di iniziativa economica privata (Art. 41 della Costituzione).

Per il Partito della Rifondazione Comunista

Giuseppe Del Giudice – Segretario Circolo “Caprili” di Viareggio
Francesco Corrotti – Responsabile Lavoro Federazione della Versilia
Nicolò Martinelli – Segretario Federazione della Versilia

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Libri ai detenuti da parte della Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare.

La Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare che gestisce la libreria poplare “Dada Media Book” presso il Cantiere Sociale Versiliese ha deciso di donare alcuni libri doppi ai detenuti della casa circondariale San Giorgio di Lucca. In questi tempi difficili, per tutti a causa del covid 19, pensiamo che le condizioni dei detenuti siano tra le più delicate. Il nostro gesto ha una valenza simbolica perché vuole cercare di riportare al centro dell’attenzione le drammatiche condizioni dei detenuti. Infatti oltre a inviare alcuni testi ci uniamo alla richiesta che da più parti vine perché il parlamento voti un provvedimento di indulto e amnistia.

Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare


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Il comitato per la sanità pubblica della Versilia critica Enrico Rossi sulla gestione degli spazi Covid.

PENSARCI PRIMA E MEGLIO Un esempio il “Monoblocco” a Carrara

Ci hanno detto che il Covid 19 è letale soprattutto per le persone anziane e/o comunque colpite da altre patologie (diabete, ipertensione, malattie cardiache e soprattutto per coloro che hanno malattie respiratorie). Per quanto riguarda i malati oncologici sotto chemioterapia, che sono immunodepressi vale questo assunto? Pensiamo proprio di sì. Questo non sembra essere valido per il governatore della regione Toscana Rossi che, dopo aver effettuato un sopralluogo nelle strutture ospedaliere della Toscana Nord, per reclutare nuovi posti letto di terapia intensiva per emergenza Covid 19, ha pensato bene di ricavare 10 posti proprio all’Ospedale di Carrara. Qui, oltre a varie altre specializzazioni, al quarto piano c’è oncologia, fiore all’occhiello della struttura, suddiviso in day hospital oncologico con visite, prelievi e somministrazioni di chemioterapia e l’area dedicata alle cure palliative e alla terapia del dolore. Al quarto ci sono anche l’Istituto Toscana Tumori e gli ambulatori di follow up oncologico cioè del percorso di controlli per chi ha superato la malattia e l’ambulatorio di oncodermatologia. Gli accessi, superano le trentamila unità all’anno, dato tuttavia sconfortante non per l’afflusso di persone alla sede del Monoblocco ma per la realtà della dilagante diffusione dei tumori che è stata registrata nel territorio apuano. Infine è bene ricordare che il Monoblocco fu chiuso nel 2016 a favore dell’attuale Noa, e cioè dei cosiddetti ospedali per intensità di cura, uno dei punti fondamentali del Piano Sanitario Regionale  Toscano. Scelta che fu contrastata fortemente sia dai cittadini, con proteste, raccolta firme e petizioni, sia dai lavoratori che organizzarono anche un sit-in nel piazzale, al quale parteciparono i lavoratori dei cantieri navali, del marmo e una delegazione di lavoratrici dell’ospedale Versilia. In quell’occasione l’azienda minacciò il personale in servizio di provvedimenti disciplinari per chi si fosse assentato dal servizio. Molte di quelle lavoratrici oggi sono in prima fila nell’emergenza coronavirus, i cosiddetti “angeli”, dei quali il signor Rossi si riempie la bocca!!!! . Dato l’alto tasso di contagio del Covid19 non è pensabile istituire reparti Covid quando invece vanno creati ospedali Covid utilizzando gli ospedali che in questi anni sono stati “dismessi”. Per questo pensiamo che la decisione di Rossi sia sbagliata e pertanto vada bocciata. Rossi reperisca i 10 posti letto al vecchio Ospedale di Massa, dove prevede di ricavarne 37, ospedale chiuso e non utilizzato per pazienti affetti da altre malattie.

Comitato per la sanità pubblica della Versilia e contro il depotenziamento dell’ospedale Versilia

Aderente al Coordinamento Salute Ambiente e Sanità

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Lettera di Unione Inquilini al sindaco di Viareggio e all’assessore al Sociale.

La grave emergenza sanitaria che stiamo vivendo avrà da subito enormi ripercussioni economiche sul tessuto sociale di Viareggio. Per questo, dopo la sospensione degli sfratti, chiediamo al Sindaco Giorgio Del Ghingaro, all’Assessore al Welfare Gabriele Tomei e a tutta l’amministrazione viareggina, di sostenere nell’immediato, tramite richiesta scritta, la nostra proposta al Governo di incrementare il fondo per il contributo affitto e la sua erogazione straordinaria senza bandi per di 200 milioni di euro. Sarà fondamentale predisporre un portale per fare la domanda on line con allegata documentazione che attesti: Comprovata situazione di riduzione economica familiare provocata dall’emergenza sanitaria Covid-19 Contratto d’affitto registrato IBAN del proprietario per possibilità di erogazione del contributo tramite bonifico bancario Sempre al Sindaco chiediamo di prendere in considerazione le nostre proposte per prevenire l’aumento vertiginoso degli sfratti in futuro e per fare questo abbiamo alcune proposte che vorremo presentare all’amministrazione: Predisposizione di un modulo ufficiale da far sottoscrivere in accordo tra le parti (locatore e conduttore) per la riduzione del 15-20% del canone d’affitto per i contratti a libero mercato. Formalizzare la possibilità di trasformare un contratto a canone libero in contratto a canone concordato, abbassando di fatto i canoni mensili e di conseguenza permettendo al proprietario di avere grosse riduzioni sulle tasse La perdita o la riduzione del lavoro ne consegue un drastico ridimensionamento delle entrate economiche familiari, per chi vive in affitto questo potrebbe essere un cancro difficile da sconfiggere anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita. Dobbiamo evitare che migliaia forse decine di migliaia di famiglie in locazione cadano nel baratro degli sfratti per morosità e che i proprietari in particolare quelli a basso reddito debbano rinunciare ad una entrata per alcuni importante. Chiediamo inoltre che si interrompano fino a fine restrizione del DPCM tutti i pagamenti delle bollette dell’acqua e che per le bollette di gas e luce (facenti capo a enti privati) sia apportata una notevole riduzione del costo di erogazione del servizio. L’Unione Inquilini si è già attivata nei confronti del Governo e dei gruppi parlamentari affinché nel decreto legge Cura Italia o nel prossimo decreto legge previsto per aprile sia previsto questo contributo necessario e indispensabile.”

Unione Inquilini

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Potere al Popolo Versilia contro la produzione di bitume a Pietrasanta.

CORONAVIRUS E CEMENTIFICAZIONE

L’asfalto non teme il coronavirus! Sembra, infatti, che nella zona industriale del Pollino, a Pietrasanta, si stia producendo bitume per la costruzione di nuove strade, con il solito – sbagliatissimo – assunto che questo produrrà una diminuzione della densità di traffico.

Salvo il fatto che riteniamo inaccettabile la possibilità, legale o meno, di tenere aperte attività sicuramente non di prima necessità, esponendo gli operai al rischio di contagio in un momento in cui il virus non sembra ancora rallentare, è altresì inutile dire che sappiamo essere vero anzi il contrario: più strade portano più traffico, per induzione.

Ma per la politica è una scusa sempre buona. Eppure, se la politica volesse veramente fare qualcosa a proposito del traffico, dovrebbe incentivare la mobilità sostenibile, dalla bicicletta al trasporto pubblico (di questo, magari, se ne ragiona meglio a fine quarantena). Il bitume in questione sarà utile alla costruzione di alcune rotatorie e strade annesse nell’ultima zona rurale rimasta fra i comuni di Pietrasanta e Forte dei Marmi, a ridosso della Versiliana, andando a ridurre ulteriormente la già carente superficie verde del territorio.
A proposito di traffico e quarantena: sembra non essersi fermato il transito di camion dovuto a molti cantieri rimasti aperti, attività che non hanno ragione di continuare in questo momento in cui chi può dovrebbe restare a casa, magari pagato. Così come non sembra essere diminuito poi molto il trasporto di blocchi di marmo, poiché molte aziende, come apprendiamo in una nota firmata dalla Lega dei Cavatori, hanno continuato la loro attività come nulla fosse.

Ringraziamo l’ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA AMBIENTALE DELLA VERSILIA, sempre attenta a segnalare ai cittadini le criticità ecologiche del nostro territorio, specialmente in un momento così difficile

#iorestoacasa #iostoconlasanitàpubblica #iostoconchisciopera #redditodiquarantena
https://www.facebook.com/…/rpp.166290239…/2658262601127695/…

Potere al Popolo Versilia

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Emergenza Coronavirus: “Firenze città Aperta” chiede il blocco delle produzioni militari a partire dagli F35


Emergenza Coronavirus: Firenze città operatrice di pace per il blocco delle produzioni militari

Chiudiamo lo stabilimento degli F-35 e tutti gli impianti delle produzioni militari!

Riteniamo che la produzione di armi – già da impedire o, quanto meno, limitare, in tempi normali – sia assolutamente da bloccare oggi a causa del Coronavirus e che vada tolta immediatamente dalle produzioni ritenute essenziali.

Come sostiene la campagna lanciata da Sbilanciamoci, Rete della Pace e Rete Italiana per il Disarmo, a cui aderiamo, le fabbriche vanno immediatamente chiuse e va chiuso, fra gli altri, lo stabilimento di Cameri (Novara), che produce e assembla i caccia F-35, gli aerei da guerra di cui andrebbero definitivamente impediti sia la produzione, sia l’acquisto. Lo stabilimento di Noveri è ancora aperto nonostante due lavoratori siano già stati riscontrati positivi al Coronavirus.

Anche le aziende militari dell’area fiorentina, a partire dalla Leonardo (ex Galileo), devono chiudere immediatamente e per questo chiediamo l’intervento della Prefetta di Firenze.

Pensiamo anche che il blocco da noi richiesto debba essere anche uno stimolo per considerare seriamente la riconversione delle fabbriche che producono armi e sistemi d’arma.

Chiediamo alla Regione Toscana e alle Istituzioni Locali di intervenire in appoggio a questo nostro appello e di adoperarsi perché l’emergenza attuale sia finalmente l’occasione per l’applicazione dell’Articolo 11 della Costituzione, con cui “l’Italia ripudia la guerra”.

Appello promosso dall’associazione Firenze Città Aperta.

PER FIRMARE http://chng.it/gBQsFzpf2v

Per adesioni di movimenti, associazioni e partiti, scrivere a: sandra.carpilapi@gmail.com

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Continua l’impegno del Cantiere Sociale nel portare la spesa a casa e nella raccolta alimentare.

In questi giorni drammatici caratterizzati dall’emergenza sanitaria del Covid 19 continua l’impegno generoso di compagne e compagni attraverso il sevizio di consegna della spesa a domicilio e di colletta alimentare per le persone più fragili e in difficoltà economica. Tanti volontari del Cantiere Sociale Versiliese e di altre realtà come l‘ARCI Lucca e Versilia sono impegnati a portare avanti solidarietà attiva. E pensare che pochi giorni fa sul proprio profilo facebook il consigliere comunale della Lega, Alessandro Santini, si era permesso di dire che i Centri Sociali non fanno niente. Ennesima esternazione demenziale e falsa, dopo quelle contro ANPI e FIOM.

Sulla pagina del Cantiere Sociale Versiliese intanto si legge: “In questo momento di distanziamento sociale è ancora più importante sviluppare senso di comunità e di solidarietà nelle fasce popolari, mentre sono sotto gli occhi di tutti gli effetti di decenni di tagli alla sanità pubblica.”

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