“I nostri eroi”, ovvero quelli che, per una certa classe politica, fino a 2 mesi fa erano i “professoroni” “intellettualoni” “sapientoni” “dottoroni”. Uno spettacolo turpe, da parte di politici e politicanti senza cultura, senza idee se non quelle di avere la presunzione di autoproclamarsi “vicini al popolo” perchè, ogni 2 giorni, fanno dei banchetti per ridicoli referendum. Giusto perchè si ricordi; il Capitano, in piena emergenza, faceva dirette in cui diceva “Bisogna riaprire tutto quello che si deve riaprire”. Mentre il Senatore faceva il suo patetico video (poi vigliaccamente cancellato) in cui invitava la gente ad andare a Pietrasanta. E oggi vorrebbe essere lui a denunciare chi l’ha insultato per le sui dichiarazioni. Io non ho paura nel dire che meriterebbe una denuncia lui per aver messo in pericolo la salute dei suoi cittadini. Poi ci si mette anche il monarchico di viareggio (l’uomo che si autoproclama coerente passando da AN a FI e da FI alla Lega) che, dopo aver insultato ANPI e sindacati, si mette ad insultare coloro che si sono messi in prima linea per fare un gesto altruista come quello di portare la spesa ai bisognosi. A questo punto sarebbe da chiedersi dove sono i suoi leghisti, dato che sono loro quelli che dicono di essere i più vicini ai cittadini. Ennesima dimostrazione che si è sempre bravi a spararla grossa, ma poi quando ci si ritrova in determinate situazioni ci si accorge che la vita non è solo campagna elettorale.
Duccio Checchi Fronte della Gioventù Comunista Versilia
“Chiusura dei parchi pubblici? Il Parco della Vetraia è ormai sbarrato da almeno 10 anni, certo ora non è il momento di renderlo fruibile, ma ci chiediamo quanto ancora dovremmo aspettare per poter fruire di un bene comune imprigionato
La situazione è nota all’ente, in data 21 Febbraio 2020 abbiamo protocollato una segnalazione per la presenza di una recinzione che impedisce l’ accesso all’area pubblica, nonostante la segnalazione protocollata e le numerose mail dal Comune non abbiamo avuto risposte convincenti, bene ribadire che quell’area risulta censita come verde attrezzato di pertinenza pubblica ai sensi del vigente regolamento urbanistico, come mai però, ci chiediamo, a distanza di così tanto tempo una rete ne limita la fruizione? E’ forse questo il “design for all” di cui si fa menzione nelle norme tecniche di attuazione? E’ in questo modo che si assicura la piena accessibilità degli spazi pedonali da parte di tutti gli utenti, ivi compresi i disabili motori, uditivi e visivi?
Come Repubblica Viareggina ci siamo posti in un atteggiamento propositivo, e abbiamo proposto per quell’area di realizzare un bosco urbano, con le buone pratiche di autogestione abbiamo dimostrato che con poco è possibile fare tanto, ottanta alberi sono stati messi a dimora e i nostri progetti per quell’area sono ambiziosi, ma chi ci legge non abbia timore, la nostra ambizione per la città è diversa da quella di alcuni industriali che in questi giorni stanno tenendo le fabbriche aperte con conseguente rischio per la salute di tutti, e ci teniamo ben lontani dai sedicenti poli verdi. Noi non siamo ambientalisti, siamo ecosocialisti. Lavoriamo per il bene comune, e per il bene comune vogliamo in Via della Vetraia un bosco urbano, perchè i boschi urbani ripuliscono l’aria, e riteniamo che vivere i luoghi, non abbandonarli sia l’antidoto contro il degrado
Il beneficio dei boschi urbani per la riduzione dell’inquinamento è noto a tutti, anche il primo cittadino in una sua ordinanza per ridurre l’ inquinamento atmosferico richiama il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria. Tutti sappiamo come ridurre lo smog nelle città, è banale che per respirare aria pulita il mezzo privato debba essere scoraggiato e nuovi alberi debbano essere piantati, la teoria però serve a ben poco se non è supportata dalle buone pratiche. Per la Viareggio del futuro abbiamo elaborato un manifesto per la qualità dell’aria, non vogliamo nuove strade, specie se devono passare dai polmoni verdi, e non vogliamo parcheggi sotterranei in passeggiata, vogliamo più aree verdi e boschi urbani.
Per questo vigileremo affinchè terminata l’emergenza quella rete sia rimossa e il parco torni ad essere fruibile.”
“Vicini alla nostra città, ancora di più quando significa aiutare in questo momento di emergenza sanitaria. Senza pensarci due volte abbiamo deciso di donare il nostro fondo alla raccolta aperta dal Centro, inoltre, perché per noi la sanità pubblica non è importante solo in questo momento, ma sempre, alla riapertura della stagione hockeistica annunciamo già l’organizzazione di una nuova grigliata con l’incasso che sarà devoluto totalmente all’ospedale Versilia. Invitiamo tutti i tifosi a contribuire, nelle proprie disponibilità, alla raccolta lanciata. FORZA CENTRO, ma soprattutto FORZA VIAREGGIO! “
Il ruolo dell’opposizione non deve venire meno nemmeno in situazioni drammatiche come quella che stiamo vivendo. Tuttavia, serve senso di responsabilità e non speculazioni, strumentalizzazioni o peggio ancora atti di sciacallaggio. Qualcuno in questi giorni è arrivato ad insinuare persino che il sindaco di Viareggio fosse malato, come se l’essere malato, in questo momento, fosse una colpa, fosse una dimensione su cui l’opposizione possa trarre in un qualche modo un beneficio.” Non ci piacciono, anche se non ci sorprendono, nemmeno le uscite su facebook del consigliere leghista Alessandro Santini che non perde l’occasione per attaccare l’ANPI e il presidente di Viareggio, connotando un livore mai sopito verso la Resistenza e dimenticando che ai partigiani dobbiamo infinita riconoscenza per la libertà riconquistata con un riscatto civile e morale di cui il Paese avrebbe ancora molto bisogno oggi. Santini poi, con fare demagogico e populista, attacca la FIOM per il fatto che le fabbriche e i cantieri fossero aperti in questi giorni e gli operai costretti a lavorare. Da subito come Repubblica Viareggina, abbiamo chiesto il fermo dell’intera produzione ma se questa non c’è stata la colpa è delle categorie che tutelano gli interessi dei padroni ma Santini verso quelle non ha proferito parola. Non una parola contro Confindustria e CNA da parte dei leghisti o da altri esponenti della destra e non ce ne meravigliamo del resto il leader leghista Matteo Salvini fino a qualche settimana fa chiedeva a gran voce di riaprire tutto a Milano e il senatore Massimo Mallegni, ex collega di partito di Alessandro Santini in Forza Italia, è riuscito a guadagnarsi un passaggio persino su striscia la notizia grazie ai suoi video deliranti dove invitava la gente a venire in Versilia. I dirigenti di forze politiche che per anni hanno privatizzato i servizi pubblici, smantellato la sanità e permesso il numero chiuso nelle università di medicina non possono dare lezioni e comunque noi non le accettiamo. Chi ha sostenuto pluri-condannati come Formigoni e Galan alle presidenze delle regioni Lombardia e Veneto dovrebbe avere un po più di pudore invece di esternare contro il sindacato e l’associazione nazionale partigiani.
Tempi difficili quelli che viviamo. Costretti a stare in casa, impossibilitati a socializzare, bombardati dai media che ci parlano solo di morte e paura, per colpa del covid 19. Nel rispetto delle normative e per la salute di tutti, anche, l’Officina Dada Boom, come molte altre realtà culturali e sociali del territorio ha sospeso le sue attività nei suoi spazi. Ma in occasione dell’equinozio di primavera, ha realizzato un art happening virtuale grazie ad un idea di Enzo Correnti ed Ivette Berti.
Gli artisti REO-DADA hanno invitato a partecipare e a compiere un’azione artistica, in cui il protagonista non fosse il panico, ma al contrario il VIRUS fosse l’arte in ogni sua manifestazione. In tanti hanno risposto. Almeno un centinaio di artisti che hanno inviato le loro opere. E’ stata una giornata che ha visto usare i social in modo intelligente regalando fantasia, creatività e colori, a chi ha seguito sui canali facebook dell’Officina Dada Boom la ricca giornata. Alla fine centinaia tra Poesie, Opere, Video-Art, foto, Sculture, Danza, Installazioni, Collage, Musica e Performance sono state pubblicate ad esorcizzare questi tempi cupi ma anche a voler dire che l’amore per l’arte e per la denuncia sociale continua. Stiamo in casa ma non stiamo zitti.
Non chiamateli eroi se poi li abbandonate: flashmob organizzato da Potere al popolo da nord a sud Italia per i lavoratori e le lavoratrici della sanità
Si moltiplicano i casi di denunce da parte degli operatori sanitari, che affermano di non poter lavorare in sicurezza.
Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, quasi un malato su dieci è un operatore sanitario, per un totale di 2629 persone.
Anche in questa situazione di emergenza vediamo i soldi pubblici indirizzarsi verso i privati. La gestione a guida Bertolaso in Lombardia non lascia presagire niente di buono
Il problema è strutturale e ben più profondo di quella che si vorrebbe raccontare, è il frutto di 37 miliardi di tagli in 10 anni e di una situazione che già prima dell’emergenza era al limite
Potere al popolo con un flash mob domanda contromisure immediate
Sempre più ospedali d’Italia sono diventati bombe a orologeria: l’aumento dei ricoveri per COVID, i turni massacranti, la tensione di poter contrarre il virus e di portarlo in famiglia, la sensazione di non essere tutelati a dovere in questa guerra, espongono il personale sanitario ad una pressione insostenibile.
Ormai sono tantissimi i racconti, le testimonianze dirette dei lavoratori impegnati in una quotidiana battaglia per le dotazioni di DPI (dispositivi di protezione individuale).
Non è un’emergenza che ci inventiamo noi:secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, quasi un malato su dieci è un operatore sanitario, per un totale di 2629 persone.
La scarsità della somministrazione di tamponi, però, il loro dover permanere in servizio anche in caso di sospetto, finché asintomatici, lascia pensare che si tratta di una sottostima notevole del fenomeno.
E’ una situazione grave che non consente più di tergiversare, ma di attuare immediatamente misure in grado di tutelare le migliaia di operatori che rischiano di contagiarsi e di essere vettori del virus.
Esistono responsabilità precise per la situazione che il paese sta attraversando, ricadono su chi sta gestendo e organizzando l’assistenza sanitaria e si risolverebbero solo parzialmente con una distribuzione a pioggia di calzari e mascherine: il problema è strutturale e ben più profondo di quella che si vorrebbe raccontare, è il frutto di 37 miliardi di tagli in 10 anni e di una situazione che già prima dell’emergenza era al limite: c’è bisogno di contromisure immediate per evitare il peggio. Anche in questa situazione di emergenza vediamo i soldi pubblici indirizzarsi verso i privati. La gestione a guida Bertolaso in Lombardia non lascia presagire niente di buono. Invece di rendere operativi reparti dismessi come quelli del San Carlo di Milano o dell’Ospedale di Legnano – cosa che si potrebbe subito fare, e che viene fatta ad esempio a Lucca, a dimostrazione di come cose che ci venivano presentate come “impossibili” erano questione di volontà politica – si costruiscono collaborazioni con il privato, con la mediazione dei ceti politici regionali, che ancora una volta subordineranno gli interessi di utenti e lavoratori del settore ai soliti noti. Come in analoghi di shock economy, sul campo dell’emergenza coronavirus si costruiscono modelli di intervento per il “dopo”, che paradossalmente rafforzeranno i processi di regionalizzazione che hanno già dimostrato il loro fallimento, perché daranno sempre più potere e decisionalità a politici locali e imprenditori del privato.
Per noi stare al fianco degli operatori sanitari che lottano contro il Coronavirus non significa limitarsi a sterili ringraziamenti, nella retorica degli “eroi” da sacrificare come carne da macello, come fa la stessa politica che per decenni ha tagliato alla sanità pubblica, privatizzando reparti, smantellando presidi, chiudendo pronto soccorso.
Pretendiamo contromisure immediate a questa emergenza, che tutelino la loro e la nostra salute, i nostri comuni diritti:
Reperimento immediato di DPI idonei alla prevenzione dei contagi per tutto il personale sanitario del servizio pubblico e pianificazione di strategie di autosufficienza produttiva per un approvvigionamento costante, mediante l’immediata requisizione di stabilimenti industriali privati e la riconversione di altre strutture produttive idonee a questo scopo;
Tamponi a tappeto per tutti i lavoratori dei servizi sanitari e loro periodica somministrazione a scopo preventivo, con applicazione immediata di misure precauzionali di contenimento dei contagi e assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale per far fronte a queste misure;
Immediata attivazione di corsi di formazione continua per il corretto utilizzo dei DPI per tutto il personale sanitario in servizio, mediante corsi di formazione a distanza, che coinvolgano esponenti di ISS, OMS e operatori sanitari esperti, fra quelli attualmente sospesi precauzionalmente dal proprio posto di lavoro, in isolamento o in quarantena;
Monitoraggio immediato delle condizioni strutturali in cui versano le strutture sanitarie pubbliche dell’intero paese e pronta applicazione di un piano di contenimento della trasmissione di infezioni ospedaliere mediante interventi immediati di edilizia e riconversione degli spazi;
Incremento immediato dei mezzi di soccorso disponibili, ove insufficienti a garantire un turn-over di mezzi che ne garantiscano l’immediata sanificazione dopo ogni intervento di soccorso;
Sanificazioni periodiche degli ambienti ospedalieri, delle autoambulanze e delle strutture sanitarie territoriali, a scopo preventivo e precauzionale.
È un fatto grave, gravissimo, che per fini che riteniamo esclusivamente elettorali si prendano iniziative palesemente in contrasto con la legge e potenzialmente rischiose per la salute pubblica. Ci riferiamo all’avventura dell’eurodeputata leghista Susanna Ceccardi, ex sindaca di Cascina e candidata alla presidenza della Regione Toscana per tutto il centrodestra, che in piena emergenza pandemia per il nuovo Coronavirus ed in aperta violazione dei decreti per il contenimento del contagio, ha pensato bene di organizzare un pullman per recuperare, a Barcellona, 46 italiani che altrimenti sarebbero rimasti bloccati alle Canarie. A poco servono le rassicurazioni in merito ai permessi che sono stati richiesti e solo presumibilmente rilasciati, quando lo stesso ex ministro leghista Gian Marco Centinaio, anch’egli sul pullman, si lascia scappare ai microfoni di Repubblica che pare non avessero nemmeno l’autorizzazione del Ministro degli Esteri per lasciare il Paese. E ancora meno servono le rassicurazioni sullo stato di salute dei passeggeri, che ricordiamo essere stati in 46 all’interno di un solo pullman, dell’assessora leghista al Comune di Pisa Gianna Gambaccini, presente in qualità di medico, dal momento in cui non conta niente il fatto che nessuno fra i passeggeri presentasse sintomi, avendo il virus un periodo di incubazione di circa due settimane, come sappiamo, ed essendo questi passeggeri non messi nelle adeguate condizioni per poter rispettare gli standard di sicurezza. La stessa motivazione della “spedizione di salvataggio” risulta essere falsa, poiché in realtà la Farnesina già stava lavorando affinché gli italiani che lo desideravano potessero rientrare in Patria, mentre via mare ci sono navi che svolgono regolarmente il loro servizio fra Barcellona ed alcuni porti italiani, contrariamente a quanto affermato dalla fangosa propaganda leghista. Risulta inoltre che l’arrivo del pullman non sarebbe stato annunciato dalle autorità competenti alla direzione della Pisa Mover, costretta ad interrompere momentaneamente il servizio navetta – con la quale i nostri connazionali si sarebbero poi recati all’aeroporto G. Galilei – per la sanificazione di questa, come degli ascensori, dei bagni e delle zone di attesa. Così, mentre la Lega in Toscana denuncia i tagli alla sanità, gli stessi o peggio attuati dalla stessa Lega, per esempio, nella Regione Lombardia in favore dei privati, alcuni loro stessi esponenti di rilievo prendono iniziative pericolose e da irresponsabili. La Ceccardi, rispondendo all’opposizione, mette una pezza peggiore del buco affermando di non temere ripercussioni per questa sua avventura in pullman, in quanto da decreto gli spostamenti per esigenze lavorative sono permessi, così lei si sarebbe incaricata di andare personalmente a recuperare i connazionali in qualità di eurodeputata, dimostrando un pressappochismo nell’interpretazione del proprio ruolo che ha ben pochi precedenti. E se già le cose vanno male in Toscana, con il PD alla presidenza della Regione, da che pulpito la Lega si propone come valida alternativa di governo?
In questi giorni il pensiero va anche a tutte quelle persone che non hanno una casa e sono costrette a dormire per la strada, sotto un ponte o al riparo di qualche rientranza di un palazzo. Insomma tutta quella povera gente che siamo abituati a chiamare barboni, coloro che non hanno un posto nella nostra società. Sono gli emarginati/emarginate, gli indesiderati/indesiderate, spesso invisibili. Già alcune associazioni a livello nazionale hanno lanciato un appello affinché le strutture pubbliche abbiano un occhio di riguardo nei loro confronti perché particolarmente esposti al pericolo di contagio. Anche a livello locale si pone il problema in questo senso e diventa allora fondamentale non lasciare indietro i non garantiti/e ma adottare per tutti e tutte quelle misure di sicurezza che possono assicurare l’incolumità loro e degli altri. I comprensibili provvedimenti che limitano la circolazione sono particolarmente pesanti per chi vive della solidarietà delle persone ed ha quindi necessità di spostarsi da un posto all’altro. Non potendosi muovere per le strade, non potendosi recare nei luoghi dove abitualmente stazionano, come chiese, supermercati, uffici postali ecc. diversi cittadini e cittadine di etnia rom ma non solo, hanno seri problemi per procurarsi da mangiare, riscaldare il proprio ambiente e svolgere tutte quelle incombenze quotidiane che per noi sono normali ma per loro diventano proibitive. Vorremmo allora far capire all’opinione pubblica la necessità di un atteggiamento di comprensione e solidarietà nei confronti di chi vive ai margini ed ha meno possibilità di tutti e tutte noi, in special modo in questo momento. Vorremmo anche chiedere al Sindaco di Viareggio ma anche agli altri della Versilia, quali misure siano state prese in favore delle persone di cui stiamo parlando e di cui comprendiamo le gravi difficoltà. Chiediamo di sapere se sia stato fatto un monitoraggio, quante risultino in stato di indigenza e se i servizi sociali siano disponibili ad accoglierne le richieste. Comprendiamo la gravità delle situazioni che la nostra comunità sta vivendo, comprendiamo l’impegno che le istituzioni sono chiamate a mettere in campo ed è per questo che, impegnati/e da sempre nel sociale e nel volontariato o comunque sensibili a queste problematiche, siamo preoccupati/e per coloro che hanno meno possibilità e che necessitano della nostra solidarietà. Nel contempo riteniamo necessario non perdere di vista il dettato costituzionale che garantisce pieni diritti a tutte le persone. Rimaniamo in attesa di una risposta dal Sindaco, che speriamo di ricevere al più presto.
FIRME: Licio Lepore – Maria Amelia D’Agostino – Alice Lepore – Grazia Manfredi – Maria Luisa Zender – Chiara Dalle Mura – Roberta Rocchini – Gentilina Giorgetti – Marilena Dotti – Raffele Manzone – Michelina Benedetti – Stefano Rinaldi – Lucia Guidotti – Sara Lepore – Marco Malfatti – Angela Castro – Cristina Boncompagni – Tiziano Domenici – Emma Berni – Ilaria Lepore – Francesco Del Bianco – Mirco Braghiroli – Giulia Lazzari – Francesca Petrucci – Moreno Lepore – Luca Mazzara – Simone Pucci – Susanna Lepore -Suada Del Bianco – Simone Viviani – Elisa Pellegrinetti – Giuliano Dalle Mura – Francesca Pasquali – Giuliano Passaglia – Concetta Maiello – Pierangela Marsili – Giuseppina Milano – Anna Maria Tini Ulivi – Debora Spadaccini – Carla Spadaccini – Rita Corsi – Ursula Corsi – Beatrice Visci – Eda Marina Lucchesi – Riccardo Corrieri – Franco Fazzini – Ersilia Raffaelli – Emilia Lazzerini – Francesca Mortelli – Marta Maioli – Marta Benesperi – Sandra Arrighi – Adriana Feliciani – Elisa Petrini – Lara Turrini – Carla Antonella Navarchi – Isabella Viani – Fabio Panicucci – Andrea Antonioli – Paola Benedetti – Rossana Pezzini – Mauro Silverini – Riccardo Cecchini – Letizia Debetto – Angelo Pescaglini – Jacopo Simonetta – Alessandra Cinquini – Stefania Ghignoli – Francesco Panetta – Beppe Del Giudice – Luca Coccoli – Paolo Annale – Legambiente Versilia – ANPI Versilia – Amici della Terra – Federazione Versiliese del PCI – Maria Vittoria Nardini – Nonunadimeno Viareggio – Cantiere Sociale Versiliese – Repubblica Viareggina – Associazione Casa delle Donne – Centro Antiviolenza l’una per l’altra – Ornella Favaro – Roberto Cortopassi (Segret. Prov. SPI-CGIL) – CGIL Prov. di Lucca – Ave Mazzetti – Stefania Ghignoli – Amici della Terra – Jacopo Simonetta – Sinistra Italiana – Claudia Neri – Matteo Biondi – Francesco Panetta – Michelangelo Di Beo – Unione Inquilini Viareggio – Luna Caddeo – Filippo Antonini (Pres. Prov. ANPI Lucca) – Paolo Puccinelli (Pres. Nidil-CGIL Provincia Lucca) – Potere al Popolo – Matilde Benedetti – Carla Maria Barsanti – ASIA Usb diritto all’abitare – Circolo ARCI Officina “Dada Boom
Coadiuvati da Croce verde e Protezione Civile, come Cantiere Sociale ci stiamo attivando per consegnare la spesa a chi non è autosufficiente. Chiunque volesse darci un mano è ben accetto, chiaramente ci organizzeremo anche per avere le dovute protezioni. Intanto oggi e domani dalle 17:00 alle 19:00 potrete venire al Cantiere Sociale per compilare il modulo per diventare volontario della Croce Verde (che ci garantisce copertura assicurativa) e prendere un po’ di volantini da mettere nelle buche delle lettere. Ricordiamo a tutti che dobbiamo mantenere le distanze di sicurezza, quindi venite mantenendo ognuno/a la distanza di sicurezza di un metro e seguendo le altre precauzioni.
Il nostro primo pensiero va a tutte quelle lavoratrici e lavoratori che hanno lavorato e che lavorano nella sanità e che sono in trincea nel combattere questa epidemia. Questa drammatica vicenda ci ricorda quanto sia importante avere una sanità pubblica. Purtroppo, in questi anni, le politiche liberiste, portate avanti da tutti i governi, hanno smantellato il servizio sanitario nazionale. Il nostro pensiero va anche agli operai costretti a lavorare, anche per beni a volte pure non necessari. Il profitto dei padroni non può valere più della vita delle persone. Se il governo non è in grado di garantire sicurezza si deve fermare tutta la produzione.
In questi giorni difficili a tutti è chiesto un sacrificio. Ma anche nel sacrificio non siamo tutti uguali perché un conto è essere costretti a non uscire di casa per tutelarci e un conto è continuare ad andare a lavorare mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri cari. Invitiamo tutte e tutti a stare in casa e a rispettare le ordinanze . Questo non significa, tuttavia, smettere si pensare e criticare le scelte delle classi dominanti che ci hanno portato in questa situazione, per la loro ingordigia di profitti.