Unione Inquilini ha scritto al prefetto per chiedere il blocco degli sfratti vista l’emergenza corona virus.

“Covid-19 necessario procedere alla sospensione temporanea delle esecuzioni degli sfratti, degli sgomberi e degli espropri a causa di pignoramenti da parte di istituti di credito. Il Governo sta affrontando l’emergenza sanitaria derivante dal contagio da Covid-19, con provvedimenti, tesi a contrastare efficacemente la diffusione del contagio, anche eccezionali quali ad esempio, la chiusura delle scuole e delle università; il riconoscimento di zone rosse e gialle; disponendo che gli eventi sportivi si effettuino a porte chiuse. Si tratta con tutta evidenza di affrontare in termini emergenziali e straordinari un contagio che deve essere limitato in tutti i modi a tutela della salute dei cittadini. In un contesto emergenziale come quello che il Governo deve affrontare appare una contraddizione prevedere chiusure di scuole e dare indicazioni agli anziani di restare in casa mentre al contempo famiglie vengono sfrattate forzosamente mettendo a rischio la propria salute e quella delle persone che hanno intorno, in quanto con lo sfratto entrano in un contesto di grave disagio. Come segretario della sezione di Viareggio del sindacato Unione Inquilini chiedo di valutare la possibilità di disporre, per tutta la Provincia di Lucca e nella fattispecie per il Comune di Viareggio, la sospensione temporanea di sfratti e sgomberi e le conseguenti esecuzioni forzose (sospensione dell’utilizzo delle forze dell’ordine per l’esecuzione dello sfratto o dello sgombero) e di espropri causati da pignoramenti, in modo da salvaguardare la salute dei cittadini coinvolti, anche al fine di poter disporre in maniera maggiore delle forze dell’ordine per le attività connesse all’attuazione delle misure stabilite per affrontare il Covid-19. Ricordo che gli sfratti in assenza di abitazione alternativa dignitosa, stabile ed economicamente sostenibile per tutti, violano la normativa ratificata dall’Italia: L. 833/78 che impone al Sindaco la tutela della salute dei cittadini, in questo caso minacciata dalla perdita dell’abitazione senza alternativa; l’art. 11 del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificata dall’Italia con la Legge n. 881 25 ottobre 1977; l’art. 27 della Convenzione sui Diritti del fanciullo, ratificata dall’Italia con la Legge n. 176 del 27 maggio 1991; gli articoli 14 e 15 della Convenzione per l’eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne, ratificata dall’Italia con la Legge n. 132 del 14 marzo 1985. Tali obbligazioni legali impongono a tutte le istituzioni, incluso alle autorità locali, non solo all’autorità nazionale, l’obbligo di proteggere tale diritto con azioni e politiche adeguate. Le stesse autorità di polizia, prima di effettuare l’esecuzione, hanno pertanto l’obbligo di verificare e non possono intervenire se tali obbligazioni legali non sono state rispettate. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto al Governo nazionale di includere questa tutela nelle disposizioni urgenti per fronteggiare l’emergenza “Covit-19”, nonché alle Prefetture delle Regioni interessate di sospensione dell’uso della forza pubblica. In allegato forniamo la risposta positiva della Prefettura di Milano che dispone la sospensione della concessione della forza pubblica per gli sfratti e sgomberi da abitazioni, nonché dei pignoramenti della prima casa in tutta la provincia. Nel ringraziare per la cortese attenzione, ed in attesa di riscontro, con l’occasione porgo distinti saluti”

Michelangelo Di Beo (Unione Inquilini)

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COBAS: “Le istituzioni devono tutelare gli addetti degli appalti scolastici.”

L’emergenza sanitaria della diffusione del virus Covid-19, che ha portato il Governo a decretare la chiusura senza precedenti di scuole e università, rischia di trasformarsi in un enorme emergenza sociale per centinaia di persone anche nel territorio versiliese.

Infatti la chiusura delle scuole per almeno 15 giorni sta lasciando senza stipendio e senza alcuna forma di sostegno i lavoratori e le lavoratrici dei tanti appalti scolastici: addetti alle mense, educatori, operatori di asili nido, addetti alle pulizie ad oggi rischiano di vedersi quanto meno dimezzati gli stipendi già di per sé miseri. Senza contare che parliamo di lavoratori e lavoratrici che durante i mesi estivi hanno la sospensione contrattuale senza stipendio. Per dare un’idea della portata della questione, basti dire che la Crea di Viareggio ad oggi si ritrova con 100 lavoratrici a casa su un totale di 300 soci-lavoratori. Ancora una volta i lavoratori e le lavoratrici degli appalti, già costretti ad una vita lavorativa fatta di precarietà, bassi salari e tagli orari, sono considerati “di serie B” e lasciati a sé stessi. Riteniamo pertanto urgente un intervento a tutela di questi lavoratori che contribuiscono in maniera massiccia al funzionamento del nostro sistema scolastico e dei servizi sociali, da parte non solo del Governo, ma anche della Regione Toscana e delle amministrazioni comunali, così come successo in alcuni comuni dell’Emilia Romagna. È necessario a nostro avviso quanto prima elaborare soluzioni che garantiscano la continuità reddituale di tutte e tutti, o quantomeno permettere l’accesso agli ammortizzatori sociali, già in forte crisi di liquidità per l’emergenza in corso. Le istituzioni non possono abbandonare a sé stessi centinaia di lavoratori e lavoratrici.

Cobas lavoro privato Viareggio e Versilia

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Collocato a Torre del Lago il mi carro “con veemenza e feroce discordia.” Azione Reo-Dadaista.

Azione reo – dadaista a Torre del lago.

“A Torre del Lago, in Piazza della Pace, è comparso un nuovo monumento. Di cartapesta e metallo, ma comunque un monumento.
Si tratta di un piccolo carro carnevalesco sfuggito dalla Collezione del Concorso “Il Mi’ Carro 2020” del quartiere Varignano di Viareggio. I componenti Reo-Dadaisti del collettivo artistico DadaBoom dichiarano di averlo visto forzare l’uscita del capannone urlando gli slogan “Carnevale tutto l’anno” e “con le uova per Salvini, liberiamo la toscana dagli ubriachi a lui vicini”. Hanno poi trovato il comunicato di seguito qua riportato.
Popolo libero del Carnevale, ascolta!
Avendo saputo che l’onorevole Salvini ha approfittato del carnevale viareggino per inaugurare la sede elettorale di un partito di suoi presunti sudditi a Torre del Lago.
Avendo sentito che il suddetto “capitano” pretende di liberare la Toscana da tutti quelli che non accettano di obbedire ai suoi ordini e che quindi sono da considerare stranieri, incompetenti, ignoranti e diffusori di virus extracomunitari.
Io mi sento in dovere di ricordare a tutti quanti che la Toscana già si liberò da sola da chi volle imporre il suo unico pensiero su tutta la nazione.
E che oggi, piuttosto, è giusto rendere omaggio a chi, contestò Salvini e per questo deve affrontare l’ennesimo processo pretestuoso. Un omaggio alle persone che hanno detto in faccia al ciarlatano che, diffondendo la paura per ogni diversità ha l’intento di legare, piuttosto che liberare, le menti dei suoi presunti sudditi ubriacandole con falsità terrorizzanti per poi dichiararsi ipocritamente loro “capitano liberatore”.
Io piccolo carro carnevalesco ho deciso di rompere le regole e gli steccati trasformandomi in monumento in onore di chi volle liberare Viareggio “Con veemenza e feroce discordia.” E “con veemenza e feroce discordia” è il nome che mi sono dato da carro partigiano.
E mi ergerò in Piazza della Pace, a Torre del Lago, perché bisogna saper ricordare, e distinguere, quali sono le forze che combattono giustamente per una vera Pace tra i popoli e chi invece prevede la pacificazione forzata eliminando il sano conflitto degli oppressi contro gli oppressori.
L’unica autorità che riconosco è quella del Re Carnevale che lascia liberi i suoi non-sudditi di divertirsi come gli pare e di sfottere ogni potere.
Quindi grido a tutta voce:
“Carnevale tutto l’anno, con le uova per Salvini, liberiamo la Toscana, dagli ubriachi a lui vicini.”
Per ricordare chi sono i veri liberatori!!”

Firmato
Un Piccolo Mi’ Carro del Carnevale 2020

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A Viareggio continuano le mobilitazioni contro il 5G

Continuano a Viareggio le mobilitazioni contro il 5G.

Venerdì 28 febbraio, Il Comitato contro il Piano delle Antenne – No 5G di Viareggio ha promosso presso L’Officina Dada Boom una cena di autofinanziamento a cui hanno partecipato una cinquantina di persone. Il ricavato della cena servirà per le spese legali per un istanza diffida contro il comune. Sabato 29 febbraio, invece, c’è stato un presidio in Piazza Campioni a Viareggio, promosso da Rete Ambientale della Versilia, Comitato Via Matteotti, Comitato Marco Polo, Comitato Pedona Ambiente e Salute, dove sono state raccolte centinaia e centinaia di firme contro il 5G. Si tratta di una tecnologia molto pericolosa come affermato da oltre 31.000 scienziati in tutto il mondo. Il sindaco Giorgio Del Ghingaro nell’interessa della salute pubblica non deve adottarla all’interno del territorio comunale.

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Repubblica Viareggina e Potere al Popolo: “Chi sostiene Bonaceto si ritroverà Del Ghingaro.”

Molte persone che in buona fede si stanno preparando a sostenere la coalizione che vorrebbe candidare a sindaco Sandro Bonaceto, convinti che sia alternativa a Giorgio Del Ghingaro rischiano di rimanere deluse. Il regionale del PD sta cercando, infatti, di ricomporre la coalizione. Sembra che tra i più attivi in questa operazione ci sia, proprio, il candidato alla presidenza della regione il renziano, EugenioGiani.
Lo sforzo di tantissimi a sinistra per proporre un’alternativa a Giorgio Del Ghingaro, e alla sua politica decisionista e manageriale, rischia di essere vanificata se restano dentro la gabbia del centrosinistra.

Noi da subito abbiamo indicato un’altra strada, quella dell’autonomia dal PD per la costruzione di una sinistra di classe.
Rivolgiamo un appello a rompere con il PD a chi ancora non si fosse reso conto che Bonaceto e Del Ghingaro, entrambi con la loro buona dose di renziani, vanno nella stessa direzione quella di Eugenio Giani. Si tratta, insomma, di due facce delle stessa medaglia.

Repubblica Viareggina

Potere al Popolo Versilia

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Lo stato di salute dell’informazione e della sanità ai tempi di un virus in una società tardo capitalista.

Forse di corona virus si parla troppo e spesso a vanvera. Tuttavia, pensiamo che anche da questa vicenda si possa imparare qualcosa, sicuramente diversi sono gli spunti di riflessione.

Le scene di migliaia di persone che assaltano i supermercati, svuotando gli scaffali di cibo, sono il segnale di un’isteria di massa. Si tratta di una nevrosi collettiva che covava, però da tempo, sotto le ceneri. I ben più gravi atti di razzismo contro i cinesi, del resto, erano un segnale che non andava preso sotto gamba. L’informazione, o meglio sarebbe dire la sedicente informazione, di questo paese ha giocato un ruolo centrale nel seminare il panico. Il giornalismo italiano, come quasi tutto quello occidentale, si nutre di emergenze e vive di allarmi continui. L’allarmismo è il filo conduttore che unisce gli articoli di cronaca nera a quelli di politica, per arrivare a quelli di costume. Non si tratta solo della ricerca di un sensazionalismo, ma anche di quell’adattarsi al modello estetico apocalittico tanto caro ai nordamericani. Siamo passati, quindi, dall’avere paura per una preghiera, “Allah Akbar”, ad avere paura per uno starnuto o un colpo di tosse.

Una certa politica, fatta di urla e schiamazzi, avvezza ad alimentare le paure della gente, ha cercato di strumentalizzare miserabilmente la vicenda. Gli attacchi della Lega e Fratelli di Italia al presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, sono forse l’apice di questa speculazione politica. Gli esponenti della Lega hanno cercato di giocare anche su di un sentimento anti cinese. In Toscana, infatti, vivono 56.084 cinesi di cui 25.768 nella sola provincia di Prato. Ma il dato è che nessuno di questi cittadini cinesi ad oggi è risultato contagiato e che i pochi casi di positività al virus in Toscana provengono dalla lombardia. Sono, infatti, per uno strano gioco del fato le regioni del Nord, in particolar modo Lombardia e Veneto, ad essere state colpite per prima. La narrazione leghista ha quindi subito più di un cortocircuito anche per l’incapacità dei presidenti delle regioni, e non come preferiscono chiamarsi loro governatori, di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, dopo che una sua collaboratrice è risultata positiva al virus, ha deciso di presentarsi con la mascherina seminando il panico, per mettersi poi in quarantena. Chissà se è una scusa per uscire di scena dopo i lapalissiani errori. Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, se ne esce con una battuta stupida e razzista contro la seconda potenza mondiale. “I cinesi sono sporchi e mangiano i topi.”  Resosi conto della gaffe si è affrettato a scusarsi ma il danno per l’economia e l’immagine ormai è fatto. Di risposta sui social compaiono le battute sui vicentini che mangiavano i gatti e la ricetta pubblicata su Treviso Oggi di come si cucina una nutria, purtroppo quest’ultima non è una battuta. Se a questi due aggiungiamo, il loro collega di partito e presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, contrario alle vaccinazioni ammalatosi di Varicella, il quadro è completato.

Dopo che per giorni i giornali annunciavano la nuova peste, disastri inenarrabili, insomma un apocalisse immediata, all’improvviso hanno iniziato a minimizzare i fatti. Siamo passati dalla peste al semplice raffreddore in pochissimi giorni. Mentivano prima e mentono adesso!

I giornalisti servi, ieri, facevano i titoli nell’interesse di questo o quel politico reazionario in cerca di misure draconiane e di controllo preventivo. Oggi, che gli industriali piangono miseria, scrivono nell’interesse del grande capitale che soffre questa austerità forzata. Il pennivendolo italiano ha mostrato, ancora una volta, il suo vero volto: quello di essere un servo sciocco. Su tutti emerge quel foglio, noi ci rifiutiamo di chiamarlo giornale, che è Libero in pochi giorni è passato dall’accusare il governo di strage al dire che qualcuno stava esagerando.

Da sempre noi invitiamo a diffidare dell’informazione ma questa volta si è passato il segno. Il minimizzare, poi, con frasi “Muoiono solo vecchi e malati” ci mostra la totale disumanità di una certa informazione. Vecchi e malati sono persone come le altre e, come le altre, vanno protette e curate. Da questo si misura il grado di una civiltà. Inutile dire che chi ha smantellato e privatizzato il settore sanitario mettendo i profitti davanti alle vite di noi tutti certe cose non le può comprendere. Infatti oggi di fronte all’emergenza corona virus sono i medici e gli infermieri che operano nel pubblico a stare in prima linea in trincea. Se avessimo una sanità del tutto privata, oggi saremmo del tutto inadeguati ad affrontare la situazione. Purtroppo alcune scelte politiche, come le privatizzazioni e i tagli volute specialmente della Lega ma anche del PD hanno depotenziato il servizio pubblico. Difendere la sanità pubblica diviene, quindi, per noi una scelta strategica. Crediamo, inoltre, che il governo centrale debba rimettere in discussione il sistema sanitario diviso su di un modello regionale. La sanità deve essere pubblica, gratuita ed efficiente e deve essere gestita in modo unitario. Riteniamo, inoltre, che se dovesse esserci bisogno lo stato non deve esitare un solo istante a requisire strutture private per metterle al servizio della collettività tutta.

Non siamo virologi, né amiamo quelli che si improvvisano sapientoni su tutto. Tuttavia non occorre essere scienziati per leggere certi dati. Non siamo di fronte alla peste nera perché oltre il 90% dei pazienti guarisce, ma non siamo nemmeno di fronte ad una semplice influenza perché oltre il 10% dei malati ha bisogno di cure in terapia intensiva. Non stiamo, quindi, con chi semina il panico per speculazioni di natura politica e non stiamo, neanche, con chi minimizza per interessi economici. Stiamo, invece, con chi lotta e ha buon senso.

Anche in questa vicenda, come in altre, si fronteggiano due politiche, entrambe del sistema dominante, quella sovranista e nazionalista che fa leva sulla paura e l’intolleranza e quella liberista e globalizzata che fa leva sul mercato e le logiche di profitto. Di fronte a questi due estremismi sistemici occorre ricostruire un pensiero critico e solidale che anche in questa vicenda non ci faccia perdere la nostra autonomia di pensiero.

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Per fermare l’asse di penetrazione è importante anche il voto regionale a “Toscana a Sinistra”

“Il prossimo maggio, in contemporanea alle elezioni amministrative di Viareggio, si terranno le elezioni regionali toscane. Mi chiedo: con quale coraggio e coerenza chi dice, a Viareggio di essere contro l’asse di penetrazione,  deciderà di votare e sostenere la candidatura di Eugenio Giani alla presidenza della regione? Chi in città vuole opporsi all’asse di penetrazione deve tenere conto anche della dimensione regionale. Appare evidente che il centro sinistra viareggino a parte il restyling rimane legato a certi gruppi di potere e con una visione dell’ambente e del territorio che non possiamo che giudicare dannosa. Eugenio Giani, renziano della prima ora, sicuramente spingerà per la costruzione di un progetto scellerato come quello dell’asse di penetrazione così come sta spingendo per il potenziamento dell’aeroporto di Peretola. La recente decisione del consiglio di stato, di respingere il ricorso presentato da Toscana Aeroporti contro la sentenza del Tar Toscana sul nuovo aeroporto di Firenze, non farà desistere chi ha certi appetiti. Crediamo che chi ha a cuore l’ambiente e la salute dei cittadini non possa limitarsi a scegliere il candidato meno peggio. In Toscana non ci saranno solo il centrodestra e il centro, tanto, sinistra, poco. Ci sarà anche “Toscana a Sinistra” che viene da cinque anni di opposizione coerente nei banchi del consiglio regionale, dove, i consiglieri Fattori e Sarti, hanno portato la voce dei tanti comitati ambientali sparsi per il vasto territorio regionale.  Toscana a Sinistra sarà una lista aperta, di cittadinanza, popolare, femminista ed ecologista”.

Mario Giannelli per Toscana a Sinistra

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Potere al Popolo solidale con i lavoratori licenziati dell’autogrill Versilia Est.

Il licenziamento dei tre dipendenti dello Chef Express dell’area di servizio Versilia Est – e le modalità con cui è avvenuto – in occasione del “restyling” e dell’apertura di un punto vendita McDonald’s è inaccettabile.
È inaccettabile che, dopo l’avvio di una trattativa con i dipendenti che pareva procedere serenamente anche grazie all’accesso al Fondo di Integrazione Salariale, i 16 lavoratori e lavoratrici della struttura abbiano cominciato a veder fioccare sui giornali offerte di lavoro per le loro stesse posizioni, offerte di lavoro part-time, mentre tre di loro ricevevano una lettera di licenziamento.
Stiamo parlando di dipendenti con anche 18 anni di “onorato servizio”, sbattuti fuori senza altro motivo se non l’abbattimento dei costi del lavoro, per essere rimpiazzati con personale meno formato, assunto tramite agenzie interinali, sottopagato. Oltre al danno, la beffa: mentre i lavoratori e le lavoratrici decidono di scioperare contro i licenziamenti, il locale prende a prestito dipendenti da altre strutture per proseguire l’attività. Sostituire personale in sciopero è un illecito, oltre che un’azione che denota una certa arroganza.
Come Potere al Popolo, insieme ai sindacati chiediamo a gran voce che i licenziamenti vengano ritirati immediatamente e siamo disposti a scendere in piazza con tutti e tutte loro.

Potere al Popolo Versilia

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Repubblica Viareggina: “Salvini a chiamare squadristi chi lancia coriandoli dimostra solo ignoranza.”

Salvini è un ignorante, quando chiama squadristi chi pacificamente lo ha contestato alla cittadella del carnevale a Viareggio, e ignora quanto scritto dall’enciclopedia Treccani xhe riportiamo: “Squadrista: Chi faceva parte delle squadre d’azione fasciste armate”. Le nostre armi sono state i coriandoli, gli striscioni e le parrucche.
L’altra questione riguarda il diritto di contestare riportiamo dalla Costituzione Italiana “ Art. 21 recita: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Noi di Repubblica Viareggina abbiamo partecipato con spirito unitario alla contestazione promossa da Viareggio Meticcia. Non seminiamo odio, non siamo razzisti, siamo rispettosi delle diversità, ma pensiamo che Salvini si deve abituare all’idea di essere contestato, ogni volta che verrà a Viareggio, sappia che saremo sempre di più, anche perché lui na molti scheletri nell’armadio e quindi non può pensare di essere accolto con entusiasmo da tutti i viareggini.
Cominci a restituire i 49 milioni rubati ai cittadini!
Visto che si fa sprezzante del pericolo, come mai è stato attorniato da un moltitudine di poliziotti e guardia spalle, Perché non ha accettato il confronto con chi lo contestava?
Per farsi pubblicità ha usato il rosario, poi la Madonna e alla cittadella la sua bambina.
E’ giusto portare i bambini al Carnevale, ma i bambini che scappano dalle guerre e dalla fame hanno anch’essi diritto di essere salvati, lo avrà spiegato alla sua bambina?
Concludiamo rinnovando la nostra solidarietà ai due compagni che a giugno dovranno affrontare un nuovo processo per avere contestato Matteo Salvini nel maggio 2015

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Sardine duecento in piazza ma emergono malumori e critiche da sinistra.

Ieri durante l’happening, l’evento, la festa, di certo non la contestazione politica a Salvini, quella è avvenuta in Cittadella, un duecento sardine si sono radunate in passeggiata davanti al Principe di Piemonte. I numeri non sono altissimi se si considera i soldi spesi per l’evento, i nomi dal palco e il fatto che si trattasse di un raduno regionale. Il collettivo Dada Boom, che aveva partecipato al precedente raduno in piazza campioni delle sardine, questa volta ha disertato. Anzi alcuni hanno realizzato un carro critico per il Carneval Varignano dal titolo United Sardine for Benetton. (quello in foto)

Sulla pagina Sardine Viareggio avevamo, inoltre, da tempo letto alcuni distingui rispetto a Sartori.

Molte persone in buona fede e con generosità si sono recate a questo evento. Presenti in massa i dirigenti del PD e presenti con tanto di stand il gruppo “La Comune” ex socialisti rivoluzionari che vendevano i loro libri. Potere al Popolo e Repubblica Viareggina hanno eseguito un volantinaggio che qualche dirigente locale delle sardine ha tentato di impedire ma grazie all’intervento di altre sardine hanno poi potuto terminare. Qui sotto postiamo integralmente il testo del volantino.

Alcuni spunti di riflessione collettiva che, oggi, socializziamo con il movimento delle sardine.
Il fomentatore di odio, Matteo Salvini, è in città quindi è bello sapere che c’è una piazza che esprime verso di lui, e soprattutto verso le sue politiche, un profondo dissenso. Tuttavia, perché questa piazza acquisisca autorevolezza, e in futuro sia riconosciuta come coerente, deve dire con forza che le politiche disumane, razziste e liberticide lo sono per i contenuti e non per chi le applica. Marco Minniti ha aperto la strada al Salvinismo e i vergognosi accordi con la Libia portano la sua firma. I decreti sicurezza sono ancora al loro posto nonostante ci sia un governo di differente colore che aveva annunciato di abrogarli. Un cambiamento vero in politica può iniziare solo con la partecipazione. Sarebbe, inoltre, iniziare a votare “per” e non “contro.”

Basta di scegliere il meno peggio!!! La logica del meno peggio ha sempre portato al peggio!!! Il pacchetto Treu votato dal centrosinistra ha fatto da apripista alla Legge 30; La Turco Napolitano sull’immigrazione ha anticipato e preparato la Bossi Fini. Questi sono solo due di tanti esempi.
A Maggio si voterà per le elezioni amministrative di Viareggio e per le elezioni regionali della Toscana. Chiediamo che differenza c’è per una madre con neonati essere sgomberata e finire in mezzo alla strada se ad eseguire lo sgombero è un sindaco leghista o un sindaco sedicente progressista? Ci chiediamo che differenza c’è se a cementificare e a portare avanti progetti speculativi sia un presidente della regione di centrodestra o se sia il “renziano” di Giani?
Basta con gli appelli ai voti utili che offendono la democrazia. Torniamo ai voti consapevoli e coscienti. Non si può presentarsi come cambiamento se poi si va a trovare una delle famiglie più importanti del capitalismo italiano, come la famiglia Benetton, sostenuta in questi anni sia da politici di centrodestra che centrosinistra.
Per noi serve si contrastare il razzismo e la deriva fascista ma serve anche
chiudere con la stagione del neoliberismo e aprire una nuova stagione di
redistribuzione delle ricchezze. Bene essere in questa piazza soprattutto se questa piazza saprà mantenersi plurale e non diverrà, invece, una cinghia di trasmissione del consenso per il solito partito democratico che è uno dei pilastri del regime italiano. 

Potere al Popolo Versilia 

Repubblica Viareggina

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