La Curva Est del CGC Viareggio contesta la società. Cori contro Palagi assente e carta igienica in pista.

Intensa e pesante contestazione della Curva Est Viareggio nella gara Play Out di hockey su Pista tra CGC Viareggio e Montecchio, che sancisce la retrocessione in A2 della squadra di casa. La tifoseria viareggina, da tempo, era in fermento per i comportamenti ambigui della società e in particolar modo del suo padre padrone, il presidente Alessandro Palagi. La retrocessione annunciata è stata solo l’ultimo tassello di un puzzle che vede la tifoseria, o meglio quello che resta, visto che il palasport ormai da anni è vuoto, in rottura con la società. La Curva Est ci ha tenuto a precisare che la contestazione non riguardava minimamente la squadra ma solo i dirigenti del CGC. Gli atleti, nonostante il pessimo risultato, vengono assolti e salutati da un applauso. Nessun sconto, invece, per Palagi, Pardini e tutto lo staff dirigenziale. Per qualche tifoso che da un po’ di tempo non si vede al palasport questa contestazione giunge persino troppo tardi. Rimane il fatto che, sabato 20 maggio all’inizio della partita, dalla Curva Est sono partiti cori di diniego all’indirizzo del presidente e sono stai lanciati in campo rotoli di carta igienica. Le pezze del gruppo erano rovesciate e lo striscione recitava: “Dirigenti e società ci fate caa.”

Molti viareggini confutano a questa società il modo con cui ha trattato alcuni atleti bandiera, la mancanza di gestione della comunicazione, i continue piagnistei verso lega e arbitri, l’avere insistito su di un allenatore come Massimo Mariotti mai entrato nel cuore dei tifosi ma soprattutto come è stato distrutto il settore giovanile. Tantissimi genitori nel corso degli anni hanno avuto da ridire per i comportamenti altezzosi e sprezzanti dei dirigenti e hanno portato i loro figli a giocare in altri club: nella Pumas, a Camaiore e persino a Sarzana.

Al presidente Palagi qualcuno avrà riferito successivamente della contestazione, perché lui sabato non era presente alla partita e i tifosi lo hanno voluto sottolineare con i cori “Baffino dov’è?” e “Presidente Assente.” Come Schettino ha abbandonato la nave, proprio, mentre affondava,

Forse aveva fiutato l’aria. Nei giorni precedenti c’era stata polemica per una scritta sul muro del palasport che recitava: “Palagi vattene.” Una frase asciutta, diretta, senza offese ma quanto bastava per far scattare la reazione perbenista e ipocrita degli ultimi suoi pasdaran. Una ventina di commenti indignati della sua bolla social, lo stesso numero che ormai siede acriticamente sugli scaloni della gradinata, qualche familiare, qualcuno a cui vengono elargiti favori e prebende, gli yesman. Va da se che a noi una scritta su di un muro non indigna, perché è dall’antica Roma ad oggi che il dissenso politico, sportivo e persino sentimentale, si manifesta anche così e solo degli ipnotizzati possono definire teppismo un simile gesto. Sono altre le cose per cui dovremmo indignarci. Sicuramente tra quelle c’è la compra vendita del palasport. Il palazzo prima di proprietà del comune è stato comprato ad una cifra irrisoria dal CGC e poi dopo aver venduto, legittimamente, il bar ad un privato è stato rivenduto ad una cifra superiore sempre al comune. Quei soldi che il comune di Viareggio, per volontà del sindaco Giorgio Del Ghingaro, che tanto piace al presidente, ha stanziato sono soldi dei viareggini. Questa vicenda è al quanto bizzarra. Non tocca a noi dire se ci sono stati o no reati però di sicuro in una città dove mancano stadio e piscina è di cattivo gusto. Cattivo gusto che aumenta quando poi ci si lamenta che non ci sono i soldi.

Quando un cittadino paga il biglietto e lo spettacolo non lo aggrada contestare è un suo diritto. Domenica è avvenuto anche all’Arena Garibaldi a Pisa. Il dirigente sportivo, il politico, il maestro di orchestra o l’uomo di spettacolo che non accetta la contestazione mostra solo di essere arrogante. La contestazione avvenuta sabato al palasport non solo è legittima ma è sacrosanta.

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Repubblica Viareggina giudica incapace l’amministrazione Del Ghingaro sui temi sociali e invita alla mobilitazione.

“Giro di Italia, grande ruota panoramica che gira, giri di parole. Tutto sembra girare in questo gioco di specchi che abbraccia Viareggio. Non vorremmo apparire volgari ma girano anche a chi non riesce ad arrivare a fine mese, ai precari stagionali, agli sfrattati e a chi è senza residenza. Vorremmo vedere, da parte, di questa amministrazione lo stesso impegno che mette per progetti faraonici e inutili come l’asse di penetrazione nelle emergenze sociali a partire da quella abitativa. Una madre è stata costretta ad incatenarsi davanti al municipio per essere ascoltata. La donna senza casa, forse, adesso sarà ricevuta dall’assessora che finora è stata del tutto assente. Purtroppo il grido di disperazione dei viareggini non viene sentito. Il 22 giugno tre famiglie rischiano di essere in mezzo alla strada. Ci sono minori e una persona malata ma le Ferrovie di Viareggio hanno deciso di eseguire lo stesso lo sgombero. Ci chiediamo cosa stia facendo l’amministrazione per aiutare queste famiglie che da 5 anni hanno chiesto aiuto? Come Repubblica Viareggina sosterremmo queste lotte e ribadiamo il nostro severo giudizio sul ruolo di questa amministrazione disattenta e incapace sui temi sociali.”

Repubblica Viareggina

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Il Comitato Salviamo il Politeama ha scritto al sindaco di Viareggio.

” Il 24 aprile scorso abbiamo chiesto chiarimenti all’Amministrazione sullo stato dell’iter relativo all’acquisizione dell’ex cinema teatro Politeama al patrimonio comunale ma sino ad oggi non abbiamo avuto risposta; ciò che è dato sapere discende unicamente da quanto il Sindaco ha dichiarato alla stampa.

In attesa di poter leggere il programma di valorizzazione dell’immobile e di meglio comprendere da dove nascano le cifre relative ai costi di recupero e soprattutto di gestione, senza peraltro sapere a quale uso si riferiscano, avvertiamo l’esigenza di intervenire su alcuni passaggi delle dichiarazioni fatte. Innanzitutto ci sfugge il senso dell’affermazione secondo cui il “vincolocrea grandi difficoltà“. La dichiarazione d’interesse culturale del Politeama verte sul “teatro”, sostanziandosi in un vincolo culturale di destinazione d’uso, che è ciò che si intende salvaguardare. Ciò, a nostro avviso, non esclude che il fabbricato possa essere oggetto di interventi di trasformazione di portata e tipologia diverse e che alle presenti, residue funzioni, se ne possano sostituire altre, diverse.

Per capire poi cosa differenzi il Politeama dalle altre strutture teatrali cittadine, in particolare dall’ “Eden”, basta leggere il decreto n° 31/2021 del MIBAC (“provvedimento di vincolo”). Al di là di un possibile e auspicabile recupero del Teatro Eden, e ci stupiamo del fatto che questa possibilità venga solo adesso accarezzata, desideriamo sottolineare che ciò di cui si discute non è solo dotare la città di una adeguata struttura teatrale, cosa certamente importante e della quale si continua a sentire la mancanza, ma ancor prima e soprattutto quello di conservare uno degli elementi caratterizzanti la sua identità. Siamo certi che al Sindaco ciò non sfugga.  

Infine l’intenzione di voler riportare la discussione nell’ambito del Consiglio comunale ci sembra riduttivo poiché, per quanto l’istituzione sia il massimo consesso cittadino, non ci sembra in questo caso possibile farlo coincidere con l’intera città”; a questo riguardo riterremmo necessarie forme e contesti di consultazione più dirette e capillari.”

Paolo Alessio Annale portavoce del Comitato Salviamo il Politeama

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Nel settanciquesimo anniversario della nakba, Viareggio è scesa in piazza per solidarizzare con il popolo palestinese.

Una sessantina di persone, appaertenenti a varie reltà, hanno partecipato al presidio in passeggiata nei pressi della passerella del molo nel settanciquesimo anniversario della Nakba.

Striscioni, bandiere palestinesi, una mostra fotografica e diversi interventi dal microfono hanno vivacizzato un’iniziativa di solidarietà con il popolo palestinese che subisce quotidianamente la violenza sionista.

Qui sotto alleghiamo il volantino distrivuito.

A 75 ANNI DALLA NAKBA PALESTINESE 1948-2023 15 مايو هو ذكرى النكبة

NOI NON DIMENTICHIAMO

La Nakba vuol dire disastro, catastrofe per il popolo palestinese.

Nel 1948 oltre 700.000 arabi palestinesi furono costretti dal terrore sionista ad abbandonare più di 500 tra città e villaggi. Successivamente si videro rifiutare il loro diritto al ritorno. In oltre 75 anni l’entità sionista ha disatteso unilateralmente tutte le risoluzioni ONU che dovevano garantire il diritto al Ritorno e la creazione di uno Stato palestinese. Con le guerre successive e con l’occupazione militare permanente ha aumentato il suo dominio oppressivo sulla popolazione palestinese.

Con la costruzione delle colonie naziste tanta terra e l’acqua sono state rubate al popolo palestinese che vede i propri figli morire e vede persino i propri bambini finire nelle carceri sioniste.

Non vogliamo dimenticare né quella data, né i crimini di israele compiuti in questi decenni.

Esprimiamo all’eroico popolo palestinese la nostra piena solidarietà internazionalista. Giovani palestinesi, purtroppo, continuano a morire sia nella striscia di Gaza, sia in Cisgiordania per mano dell’esercito occupante (proprio in questi giorni l’esercito israeliano ha bombardato più volte la striscia di Gaza uccidendo 25 palestinesi e ferendone 60).

La resistenza palestinese, in tutte le sue fazioni, con la spinta dei giovani resistenti, però, non demorde, continuamente oltre ai razzi lanciati da tutte le formazioni politiche, ci sono attacchi contro i coloni nazisionisti sia in Cisgiordania che nella Palestina Storica (l’attuale israele), la parola resa totale non è ancora stata scritta, la lotta per la Liberazione di tutta la Palestina continua.

Il sionismo sarà sconfitto, esso è una minaccia non solo per i palestinesi ma per tutte le popolazioni del Medio Oriente e del mondo intero. Esso è uno dei cani da guardia dell’imperialismo USA.

Gli USA e la NATO, con il loro sostegno ai sionisti e ai nazisti ucraini e con le continue provocazioni alla Cina su Taiwan, rischiano di portare il mondo verso un nuovo conflitto mondiale.

Noi sosteniamo i popoli che lottano contro l’imperialismo!

Collettivo per la Palestina – Insorgiamo Viareggio – Brigata Mutuo Sociale per l’Abitare – Cantiere Sociale Versiliese – Associazione Amicizia Italia Cuba Pietrasanta Versilia

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Dall’art happening WA(te)R appello alla mobilitazione del 3 giugno contro il Sea Future a La Spezia.

Due giorni intensi e ricchi di spunti di riflessione sono stati quelli dell’art happening “WA(te)R titiamo lo sciacquone.” L’iniziativa che ha visto la partecipazione di numerosi artisti è stata promossa dal Collettivo “Dada Boom” e dal Collettivo SuperAzione negli spazi di Ri Cre Azione presso il Cantiere Sociale Versiliese i giorni 6 e 7 maggio.

Un happenibg che si è posto sin dal titolo contro le logiche di guerra e di riarmo. Deicato essenzialmente alla lotta che il movimento spezzino sta portando avanti contro il Sea Future e le basi blu.

Numerose le opere esposte tra pittura, scultura, video artte e istallazioni varie. Hanno esposto: Inra Ripari, Enzo Correnti, Murat Onol, Michele Tognetti, Tommaso Tognetti, Ulrich Johanseen Mueller, Dania Gentili, Nicholas Maurich, Emanuele Fontana, Brenno Franceschi, Maria Claudia Farina, Yang Yunxuan, laria Viale, Mauro Francioni, Emanuele Cagetti, Maurizio Esposito, Corinna Conci, Franko B, Simone Gatti, Federico Piras, Guroga,

Sabato 6 maggio in occasione del vernissage ci sono state le performance di Jacopo Gori “Carne d Cannone”, di Gigi Blu’ e i suoi amici “Scimmia disfattista” dalla Pavona “Il corvo” dei Pugili “KO 21 Murati vivi Liberazione” , Nicholas Maurich “Una nuova pace in vendita”, Enzo Correnti Uomo Carta “Stop War” e Rylab con “Rewind” Domenica 7 maggio alle ore 15 si è tenuta una assemblea per cercare una convergenza antimilitarista. Vi hanno partecipato compagne e compagni provenienti da La Spezia, Massa, Pietrasanta, Viareggio, Pisa e Prato. C’è stata una interessante discussione di un paio di ore e sono stati annunciati due appuntamenti importanti ai quali aderiamo e parteciperemo: la manifestazione cittadina di La Spezia contro la Sea Future (biennale nautica ormai trasformata in un evento di guerra con partecipazione su invito) che si terrà nel pomeriggio di sabato 3 giugno; e la tre giorni di formazione, informazione e lotta che si terrà a Coltano il 2, 3 e 4 giugno promossa dal comitato No Base. Da La Spezia è emersa la necessità di rovesciare la propaganda tossica di SEA FUTURE anche con materiali grafici da diffondere. Invitiamo tuttx a seguire, propagandare e a partecipare a questi importanti appuntamenti per la lotta al militarismo e alla propaganda di guerra.

Alle ore 18 è stato presentato il libro di William Domenichini il golfo dei poeti (No Basi Blu) che ha descritto nei dettagli quali incubi è costretta a vivere una città come La Spezia, e in particolar modo la frazione di Marola, prigioniera dei veleni e dei ricatti militari. La serata si è conclusa con il concerto di Flo Spaguetti artista manarolino. Un omaggio a Marola che resiste, Ci vediamo in piazza il 3giugno.

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Ambientalisti e sinistra si lamentano per non essere stati informati in tempi utili per la discussione partetecipata sull’asse di pentrazione.

“Mercoledì 10 maggio avrà inizio il processo partecipativo sulla “Variante semplificata al Piano Strutturale e contestuale Variante al Regolamento Urbanistico per la ridefinizione del margine urbano meridionale e del sistema delle reti funzionali, infrastrutturali ed ecologiche” più semplicemente sull’asse di penetrazione. Le date erano state definite già il 21 aprile, ma come d’abitudine nel Comune di Viareggio contrariamente a quanto indicato dalla normative vigente, niente è stato comunicato alla cittadinanza. Non una parola sui giornali, nessuna informativa nella pagina delle notizie del sito del comune e tanto meno nella pagina facebook. Non ne parla il Sindaco nella sua pagina Facebook dove la comunicazione in effetti sarebbe stata minimale visto la quantità di persone che viene quotidianamente bannata. E colmo dell’ironia è stato nominato anche un “Garante dell’informazione e della Partecipazione” che, secondo quanto riportato nel documento “Non Tecnico” dell’università di Pisa, con data del 22 novembre del 2022. dovrebbe: • assumere ogni iniziativa necessaria per l’attuazione delle attività di informazione e di partecipazione della cittadinanza e dei soggetti interessati alla formazione degli atti di governo del territorio. • assicurare ai cittadini, singoli e associati, l´informazione in ogni fase della formazione della variante, in modo comprensibile e divulgabile, come base di partenza per raccogliere idee, suggerimenti, proposte, da valutare tecnicamente e politicamente, nell’auspicio di arrivare a soddisfare il più possibile le aspettative della cittadinanza. Un documento a cui non è facile arrivare come del resto anche agli altri della “Variante del margine sud” altro sinonimo dell’asse di penetrazione perchè come nelle cacce al tesoro l’accesso all’informazione è dato solo a pochi eletti. Dalla “home” bisogna cliccare: Servizi, Urbanistica,|Varianti Urbanistiche, andare oltre gli orari e, nelle varianti Urbanistiche, cercare nella casella: dove compare “ridefinizione del margine urbano meridionale.” : e finalmente siete arrivati. Tutto questo contrariamente a quanto su dichiarato ed a quanto richiesto dalla normativa (legge RT 65/2014,art. 36, Legge RT 46/2013 art 15 comma 2, art 17, comma 1, punto c, d, f). Normative che chiediamo siano rispettate indirizzando al Garante una richiesta in tal senso.”

Amici della Terra, Associazione Tutela Ambientale Versilia, Comitato per la Salvezza della Pineta, Italia Nostra Versilia, Leagambiente Versilia, Le voci degli Alberi, WWF Toscana

Condividiamo in pieno, e facciamo nostre, le critiche che molte associazioni ambientaliste hanno fatto all’amministrazione Del Ghingaro, per i tempi stretti in merito alla discussione partecipata sull’Asse di penetrazione.

Non una parola sui giornali, nessuna informativa nella pagina delle notizie del sito del comune e tanto meno nella pagina facebook. Isomma la volontà di voler far partecipare la cittadinanza c’è solo a parole ma non nei fatti. Probabilmente anche perché sanno, come fu ben dimostrato anni fa in un teatro Puccini strapieno a Torre del lago quando presentarono il progetto dell’asse di penetrazione, come la maggioranza dei presenti fosse contraria. Ribadiamo la nostra opposizione al progetto che sarebbe solo uno sfregio al parco

Cantiere Sociale Versiliese, Museo Popolare Giak Verdun, Partito Comunista, Potere al Popolo Versilia, Repubblica Viareggina.

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Dopo il pranzo del primo maggio a Pietrasanta, Italia Cuba invita alla mostra di Gino Doné Paro a Camaiore.

In occasione del Primo Maggio, il circolo “Ernesto Che Guevara” di Pietrasanta e Versilia dell’associazione d’amicizia Italia Cuba ha organizzato un pranzo sociale a Motrone di Pietrasanta. Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto in parte per le attività del circolo e in parte per aiuti sanitari a Cuba che a causa del criminale embargo ha carenza di alcuni farmaci nonostante la sua sanità sia tra le migliori del mondo.

Dal 3 maggio al 10 maggio l’associazione d’amicizia Italia Cuba assieme all’ANPI provinciale di Lucca, alla Croce Verde di Pietrasanta e al Comune di Camaiore organizza presso Palazzo Tori a Camaiore la mostra vita e ideali di Gino Done Paro. Donè fu prima partigiano della brigata Piave e poi nel 1956 volontario della rivoluzione cubana.

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Alla Casa del Popolo di Lucca si è discusso di mutualismo, solidarietà e come costruire comunità.

Sabato 29 aprile, presso la Casa del Popolo di Lucca si è svolta l’iniziativa “Attiviamo la solidarietà, fare mutualismo, costruiamo comunità.” L’iniziativa è stata promossa da Potere al Popolo Lucca, dalla Casa del Popolo e dalla Società Popolare di Mutuo Soccorso Giuseppe Garibaldi. Sono intervenuti Armando Sestani presidente della SPMS Giuseppe Garibaledi, Nicoletta Gini dello sportello popolare di ascolto di Potere al Popolo Lucca, Arianna Ramone dell’ambulatorio popalre ex OPG Je So Pazzo – Napoli, Giulio Cappelli di Telefono Rosso e Gianluca Venturini del Cantiere Sociale Versiliese

Dopo il dibattito c’è stata una cena sociale.

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Dal grido dei treni al silenzio della cassazione. Viareggio è scesa nuovamente in piazza.

A ottobre Mauro Moretti, il più alto esponente di Fs al momento della strage ferroviaria del 29 giugno 2009, compirà 70 anni e non sarà più soggetto all’incarcerazione. L’estate si avvicina e le possibilità che la cassazione si pronunci sulla condanna diminuiscono. Siamo alle solite. I potenti non pagano mai il conto con la giustizia. Le ferrovie italiane continuano, inoltre, ad essere insicure come provano i numerosi incidenti, uno avvenuto di nuovo a Viareggio a febbraio di quest’anno. La verità, la giustizia e la sicurezza sono le tre cose che i familiari della strage, assieme ai ferrovieri, da anni cercano con insistenza e coerenza. Ieri, 29 aprile si sono dati appuntamento sotto la stazione di Viareggio per ribadire questi concetti. Dal grido dei treni al silenzio della cassazione diceva la chiamata. Sono intervenuti i macchinisti che da anni denunciano le gravi mancanze in ferrovia e sono intervenuti, con la loro immensa dignità, Marco Piacentini e Daniela Rombi. Viareggio, come del resto Livorno per la Moby Prince e molte altre stragi, figlie del profitto capitalista attendono ancora giustizia.

Il 29 giugno saranno 14 anni da quella maledetta notte e le viareggine e i viareggini si stringeranno ancora accanto ai familiari della strage per pretendere verità e giustizia.

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Smash Repression porta alla street parade di Firenze diverse migliaia di giovani.

Migliaia di giovani sono scesi per le strade di Firenze per esprimere attraverso i propri corpi, parole d’ordine chiare e la musica, una forte opposizione nei confronti della repressione che porta avanti questo governo. In particolar modo la protesta era indirizzata contro il disegno di Legge antirave e l’effetto domino che ha creato, inasprendo le pene verso ogni tipo di occupazione, comprese quelle abitative.

La street parade promossa da Smash Repression ha visto la presenza di 11 camion addobbati che sparavano musica dalle casse. Molto l’entusiasmo fin dalle 14 da Porta Romana. La parata è partita attorno alle 17 e si è snodata per le vie di Firenze salutata anche da numerosi applausi. Alla fine c’è chi parla di 5000 persone altri addirittura di 10000 persone.

Alleghiamo qui sotto il volantino distribuito da Insorgere Viareggio che ha partecipato alla stret parade.

Contro le città vetrina e la mercificazione.

Contro il controllo, la repressione e la militarizzazione del territorio.

Per difendere case occupate e spazi sociali.

Per riaffermare il diritto di tutte e tutti ad autogestirsi ed autorganizzarsi.

Contro vecchi e nuovi fascismi sempre al soldo dei padroni.

Siamo felici di partecipare a questa street parade organizzata dalle compagne e dai compagni di Smash Repression coi quali abbiamo liberato nuovamente lo spazio dell’ex SARS a Viareggio.

La legge anti rave è stata solo la prima porcata del governo di guerra, presieduto, dalla post fascista Giorgia Meloni. Il progetto di criminalizzazione della gioventù e delle classi subalterne prevede la promulgazione di nuove leggi per inasprire le pene per chi occupa case, per chi sciopera e fa picchetti, per chi decide di consumare sostanze. Qualche politicante, in modo cinico e perverso, ha proposto nove anni di carcere per chi occupa una casa. Mentre i loro amici mafiosi rimangono impuniti e magari vedono, pure, depenalizzarsi alcuni reati.

Le carceri sono sempre più affollate di proletari, immigrati e giovani con problemi di dipendenza, invece, i responsabili di stragi, come quella ferroviaria di Viareggio costata la vita a 32 persone, non hanno fatto un giorno di carcere. Siamo di fronte ad una schifosa giustizia classista forte coi deboli e supina coi potenti.

La repressione voluta da questo governo risponde in pieno agli interessi delle classi dominanti, in un contesto di crisi e guerra permanente.

Resistere non basta più. Occorre attaccare il capitalismo. Occorre sostenere ogni qualsiasi conflitto sociale metta in dubbio l’esistente.

Fare come in Francia” non può essere solo uno slogan ma deve essere un tentativo pratico per costruire convergenza e insorgenza come ci insegnano i lavoratori della GKN a cui va il nostro ringraziamento.”

Insorgere per Viareggio

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